No, grazie, niente classifiche

Le classifiche di fine anno sono davvero utili per chi come me non riesce mai ad associare un film o un libro o uno spettacolo o una canzone ad un anno. Arrivati a dicembre chi se le ricorda tutte le migliaia di cose uscite nei 12 mesi trascorsi?
Mi domando poi, se nel caso del cinema sopratutto, abbia senso una classifica dei film “usciti in sala”, visto che in sala si vede oramai molto poco.
E ha senso definire “del 2010″ un film magari del 2008  solo perché  uscito in Italia due anni dopo? Non sarà quel film definitivamente ancorato al 2008, sebbene approdato qui da noi con (in)colpevole ritardo?
Synecdoche New York non è definitivamente un film del 2008, anche se putacaso uscisse in Italia nel 2012?
Un film per me è legato anche alla emozione della sala, alla visione macchiata dalle chiacchiere del pubblico turbolento, dei ragazzini che chattano durante la visione, dei bambini che tranciano una poltrona durante un cartone animato che pare loro noiosissimo.
Le classifiche, salvo quelle trendy fatte dai giornalisti che tengono d’occhio la platea dei lettori, sono una delle cose più personali al mondo. Non sono materia per discussioni, servono semmai a tormentare qualche amico cinefilo con affermazioni pepate sui titoli che ha scelto.
Le classifiche dei film non si discutono. L’unico appunto che mi sento di fare è al sistema. In Italia abbiamo una distribuzione che parte a settembre e chiude a giugno, in casi eccezionali a luglio (con scarso successo). Non siamo gli americani che considerano l’estate terreno di caccia agli spettatori. Mettere insieme film usciti in Italia nella prima parte dell’anno con film usciti nella seconda parte, non tiene conto dell’aspetto economico/commerciale della nostra distribuzione. Fino a che non cambia, il sistema e l’italiano medio non considera il cinema un rifugio per le fredde serate invernali,  la classifica più corretta è quella che segue l’anno scolastico.
Le classifiche non si discutono ma si leggono con piacere. C’è quella di Tarantino, quella di Stephen King, quella di IMDB, quella di John Waters,
La cosa divertente di leggere classifiche 2010 che arrivano dagli USA è che se dentro ci trovi qualche film europeo, questo spesso è già uscito da noi in precedenza. Vedi le segnalazioni di Lasciami entrare o Ricky.
Però se gli americani segnalano qualcosa, è da vedere. Che sia la volta fortunata per il buon film di Guadagnino, “Io sono l’amore”? Dopo lo sdoganamento americano magari sarà oggetto di un insperato recupero.
Le classifiche si leggono con piacere quando a redigerle è qualcuno che ci interessa o che addirittura stimiamo per il suo gusto.
Se le fa un vip, si cerca una corrispondenza. Vedi, ho gli stessi gusti di Salman Rushdie. Che ti avevo detto? Anche a Galimberti è piaciuto Avatar.
La classifica è chi la fa. I migliori 10 film del 2010 secondo MTV hanno un peso diverso dall’elenco puntualmente compilato dai Cahiers du Cinema.
La classifica è il pubblico che la legge. I giovanissimi spettatori di MTV sbadigliano già al secondo film citato dai Cahiers du Cinema.
La classifica è un modo (come un altro) per ricordare ai lettori, agli amici, ai parenti, il proprio gusto, la propria posizione, è il momento in cui facendo delle scelte ci si schiera, non a favore del “Cinema”, piuttosto a favore di un proprio cinema, di un tipo di film che si amano o che piace vedere, di latitudini e longitudini cinematografiche. Perché non è vero che un film è un film a prescindere dal paese che lo realizza, dalla lingua in cui è parlato. Un film scelto, difeso, promosso, è anche espressione di un modo di vedere la vita, di un modo di comunicare, di un modo di essere che trascende gli “stili” cinematografici.
Le classifiche ci piacciono ma non ci piace compilarle. Comprendiamo l’ansia classificatoria propria del genere umano, ma, almeno nell’ambito extralavorativo, preferiamo rilassarci e godere delle classifiche degli altri, gustose come una rubrica di gossip.

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8 risposte a No, grazie, niente classifiche

  1. Souffle ha detto:

    @cinepillole: il bisogno di fare ordine è insito in quasi tutti gli esseri umani. Anche io ne sono preda talvolta, anche se non per le classifiche.
    Sull’ego hai ragione, ed è questo il motio che mi spinge a leggere le classifiche delle persone che mi interessano. Scoprire un po’ di più su di loro.
    Però, appunto, ogni film è qui e ora, magari ad una visione tempo dopo si cambia il rapporto con il film.
    Per questo anche io, che di classifiche ne ho fatte (anche se con spirito provocatorio in passato) ora preferisco leggerle.
    Un saluto, buona giornata.

  2. Cinepillole ha detto:

    Ecco, a me proprio le classifiche non piacciono in generale.
    Sono troppo un espressione del proprio ego, come se dire la propria a tutti i costi fosse l’unico modo per dimostrare la propria esistenza.
    E poi non capisco questo bisogno compulsivo di ordine.
    Personalmente ogni film che vedo è mondo a sè, ignoro che bisogno ci sia di incasellarlo, etichettarlo, pesarlo e classificarlo.
    Le mie emozioni sfuggono a tutto questo, ma a quanto pare sono io l’eccezione..

  3. Souffle ha detto:

    @Dario: la prossima volta ci andiamo insieme e manifestiamo tutto il nostro affetto a quei mucchietti di ossa che scalpitano tra le poltrone del cinema.
    @persogiàdisuo: fare ordine è proprio la funzione della classifica. Oltretutto tornano alla mente film visti durante l’anno che avevi sperato di dimenticare ^^

    un saluto.

  4. dario ha detto:

    fantastici i bambini vandali. mi dici la sala? li voglio vedere anch’io…

  5. perso già di suo ha detto:

    Condivido. nelle classifichè è importantissimo il contesto. A me piace farle a fine anno per mettere un po’ di ordine e riflettere su ciò che ho amato di più!

  6. Souffle ha detto:

    @noodles: il paradosso della questione distributiva (cosa che naturalmente coinvolge anche altri Paesi, tipo gli USA dove arriva ora titoli europei di alcuni anni fa) rende il tutto più divertente perché relativo.
    @UdP: i gggiovani e gli anziani barbosi qualcosa finiscono per avere in comune, è inevitabile ed è bellissimo, sopratutto per gli anziani barbosi che possono trovare motivi di piacevole chiacchiera con i gggiovani. E poi, un risotto fatto bene viene divorato anche dal ragazzino, che lo ingolla senza farsi troppe domande.
    Per vedere la classifica di Waters occorre registrarsi (gratuitamente). Comunque, il simpatico John mette in classifica Ricky, uscito negli USA evidentemente con un po’ di ritardo…
    Grazie per i vostri commenti, buona serata a tutti e due.

  7. UnoDiPassaggio ha detto:

    Però ben due titoli della classifica stilata da MTV compaiono anche nella classifica dei Cahiers du Cinéma. In particolare, proprio il primo della classifica gggiovane-musicarella è quarto nella classifica intransigente-cinéphile, quel “Toy Story 3″ che io non ho ancora ben capito se tu abbia visto o no :-).
    Il link della classifica di John Waters rimanda a un’altra pagina, mannaggia.

  8. Noodles ha detto:

    Concordo, splendido post. A parte che nel fare classifiche. Ecco quella è un’ansia per me ineliminabile (anche se quest’anno è stata dura assai e metà della mia classifica sta lì giusto per giungere alla canonica top10)
    cmq ci pensavo anch’io alla questione distributiva. Ora, è ovvio che è una convenzione e che anche le classifiche che facciamo sui blog son più per divertimento che altro, ma negli ultimi anni – con la possibilità di vedere cmq un film con altri “canali” – ci si è resi conto di quanto la distribuzione possa influire sul giudizio di un anno cinefilo e sul ragionamento finale, sul giudizio complessivo dei dodici mesi. Noi diciamo è stato un anno fiacco, ma se poi in sala non son arrivati gioialli tipo Kick Ass come possiamo giudicare?
    che classifica viene fuori?

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