Io sto con Tracy

Quando si rivede o si vede per la prima volta Manhattan di Woody Allen, in una età sufficientemente adulta per apprezzarne il principale sottotesto, si viene posti di fronte a una scelta esistenziale. Stai con Tracy o con Mary?

Tracy ha 17 anni, “fa ancora il liceo, Oh, come è lontano il liceo”. Tracy non ha mai visto un film con W.C. Fields. Tracy sa scopare. Potremmo soffermarci su ciò che Tracy è: entusiasta, ingenua, attenta, intelligente, vitale, curiosa, felice, altruista. La nostra attenzione però cade su quello che Tracy non è: spocchiosa, snob, frustrata, colta, insicura, cinica, infelice, aggressiva, egoista, stronza.

Ci accorgiamo immediatamente che queste sono tutte caratteristiche appartenenti a Mary.

Che ha 40 anni e li ostenta come fossero una faticosa conquista che dà diritto ad essere stronzi.

Nel nostro percorso di vita ci scopriamo irresistibilmente attratti dalle Mary che incontriamo sulla strada, magari abbandonando le Tracy con cui stavamo bene perché pensiamo sia ora di crescere, di diventare adulti di mettersi alla prova, di misurarsi con donne (o uomini) con cui fare gare di erudizione o snobismo o cinismo.

Il risultato è che, senza che ce ne accorgiamo, perdiamo un pezzetto di Tracy ogni giorno e ne acquistiamo uno di Mary. Una sera prima di andare a letto, mentre ci laviamo i denti, lo specchio ci informa che siamo diventati Mary.

E non ci sentiamo sereni. Allora, un pomeriggio invernale, mentre siamo sdraiati sul divano del nostro salotto o del nostro psicanalista, decisi finalmente a fare il punto della nostra vita, scopriamo che una delle cose per cui vale la pena di vivere è proprio Tracy, cioè quella consapevole ingenuità, quel trasporto, quella vitalità fanciullesca, quella fiducia verso il prossimo, quell’entusiasmo, quel piacere di (ri)scoprire che non abbiamo letto tutto, visto tutto, ascoltato tutto, quella voglia di esplorare cose nuove, superare i limiti in cui la nostra educazione borghese ci ha costretti, quella totale assenza di noia esistenziale propria delle persone sazie di sé e del mondo.

Scopriamo di volere stare dalla parte di Tracy. E mentre corriamo a perdifiato verso l’ideale o reale aeroporto che ci porta al nostro nuovo cammino, scopriamo con una gioia che dà le lacrime, che stiamo tornando ad essere Tracy.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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5 risposte a Io sto con Tracy

  1. souffle ha detto:

    @luciano: grazie, ti abbraccio e ti auguro un sereno 2009.

  2. Luciano ha detto:

    Scusami. Me me sono accorto solo adesso. Bentornato e Buon 2009!!

  3. Alberto Di Felice ha detto:

    Speriamo bene– Buon anno 😉

  4. souffle ha detto:

    Grazie. Buon anno Alberto.

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