Sballoman (1)

Alberto ha 22 anni e abita vicino piazza Udine, a due fermate di metro dal politecnico, dove studia informatica. Vive in un appartamento di tre stanze con due coinquilini che lo hanno soprannominato Sballoman, o Gayoman, per sottolineare le sue due passioni, le canne e i maschi. Anche Alberto ha dato dei soprannomi ai suoi coinquilini, che si dividono l’altra camera.
l Cresta ha 21 anni, studia economia e cerca sempre di fregare sul resto della spesa di casa o del conto di gruppo del bar.
Il Gambero ha 25 anni e deve il suo soprannome al fatto che è mooolto
fuori corso a ingegneria. E poi è sempre in ritardo ovunque.
Tutte queste cose però Mirko le ha sapute molto dopo il loro primo incontro, febbraio 2000. Mirko ha 27 anni e ha conosciuto Alberto su Internet in un sito di annunci ora defunto, ma che allora era il modo più intelligente di conoscere un altro maschio gay senza frequentare saune, discoteche, cruising canyon e dark room. Cioè era l’unico modo per conoscere un altro maschio gay senza volerci scopare la sera stessa. Mirko e Alberto si sono mandati diverse e-mail, si sono parlati al telefono a lungo prima di vedersi. A Mirko la cosa è sempre sembrata un indispensabile test di serietà, del tipo: vuoi solo scopare oppure è una cosa che può anche essere seria? Allora cerchiamo di conoscerci.
Mirko ha sempre dato una grande importanza alle parole e quelle mail erano fondamentali per capire chi si sarebbe trovato davanti, più di due occhi marroni o un capello biondo o uno stomaco piatto. Mirko da appuntamento ad Alberto in un pub sul naviglio pavese dove ha portato tutti i ragazzi che ha conosciuto da quanto vive a Milano. Tutti tranne uno.
Il pub era proprio davanti a uno di quei barconi per turisti che occupano buona parte del naviglio pavese. In uno di quei barconi una volta Mirko aveva mangiato una pizza con un ragazzo che aveva 30 anni, viveva con la nonna e non capiva che tenere acceso il cellulare ad un primo appuntamento, oltretutto guardandolo in modo nervoso ogni volta che sentiva un trillo, poteva anche essere una gran rottura di balle per chi era uscito con lui. Il viscido verme, dopo una pizza ansiosa, consumata ad un galoppo frenato solo da una incontenibile logorrea, aveva anche provato a farsi invitare a casa di Mirko per quella che, nelle sue intenzioni mascherate da parole senza senso, doveva essere una scopata, si suppone veloce anche questa e senza spegnimento di cellulare.
Fu allora che Mirko decise che non avrebbe mai più portato un ragazzo a mangiare su uno di quei barconi e che sarebbe tornato al vecchio pub, dove, specie in inverno si stava tranquilli e se arrivavi prima di cena potevi ancora parlare senza gridare. La partita di calcio non era ancora iniziata.
(1 – continua)
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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