Alla sabbia!

xxxx, 31 marzo 1980

Tema: raccontate un episodio della vostra infanzia

Svolgimento


Mi chiamo Marco e faccio la 5B con la Signora Frau, che è vecchia ma molla certi colpi come Bud Spencer, specie al nipote Andrea. Ogni tanto la senti dire: “E’ così che si scrive?” e sbam! uno schiaffo. E lui, con la guancia rossa: “Ma nonna!”. E io che me la rido ma di nascosto visto che sono il suo compagno di banco.
Ho un grembiule nero e un fiocco rosso bellissimo anche se preferivo il fiocco blu della quarta.
L’episodio che voglio raccontare è di quando andavo all’asilo insieme al mio compagno Giangi.
Giangi era veramente uno spasso, fortissimo. Aveva i capelli tutti dritti in testa ma non come quando ti metti il gel, dritti così al naturale.
Giangi era troppo togo, elettrico non stava mai fermo, forse per questo aveva deciso che ero il suo compagno preferito, perchè sono uno che è calmo e sta sempre a pensare. E poi eseguivo tutti i suoi ordini e questa cosa mi sa che lo gasava.
Giangi mi disse che una volta giocava sul balcone di casa, al secondo piano, ed era caduto di sotto. Era atterrato sull’erba con qualche grattata sulla pelle, quando ti esce il sangue e poi ti viene la crosta, che non ti devi grattare se no riesce il sangue di nuovo. Si era alzato e aveva fatto le scale. Quando aveva suonato il campanello, Giangi mi ha detto che sua mamma ha strillato fortissimo e poi gli ha detto se si era fatto qualcosa. Giangi ha risposto: “Ma io ho messo le mani per proteggermi la testa, mica sono scemo”. Troppo forte Giangi.
All’asilo avevo un grembiule nero che sporcavo sempre. Mi piaceva riempire le tasche di un po’ di terra e qualche verme che trovavo in giardino. Ce ne erano di tutti i tipi, bellissimi! La mia mamma quando mi prendeva il grembiulino per lavarlo la sentivo dire sempre: “Ahiii che schifo”, che io a volte me li dimenticavo in tasca, con tutto quello che dovevo pensare non è che mi potevo ricordare sempre die vermi. Io correvo svelto verso di lei ma era già tutto in pattumiera, che poi che gli avevano fatto i vermi alla mia mamma non lo so. Come facevano a farle schifo? Una volta non ne ha potuto più e l’ho sentita dire a Suor Maria Giovanna, la mia suora preferita, “Guardi che io il bambino se non gli vuota le tasche prima farlo uscire, non glielo ritiro più”.
Quando ci mandavano fuori a giocare nel cortile interno pieno di alberi giganti che era vietato scalare, ma noi li scalavamo lo stesso, giocavamo a mille giochi, tutti inventati da Giangi. Tipo i cercatori d’oro, e usavamo le pietre per cercare l’oro nelle pareti della vasca al centro del giardino, davamo certi colpi, ma la vasca resisteva e solo ogni tanto volava qualche pezzo di cemento. Suor Letizia ci ha beccato una volta e ha sculacciato Giangi davanti a me, il sedere gli è diventato rossissimo. E Giangi prima piangeva poco, poi dopo se la rideva. “Non mi ha fatto niente”, diceva, e io un po’ gli credevo un po’ no, non poteva non avergli fatto male, era tutto rosso!. Spesse volte andavamo agli alberi di nespole del giardino, ce ne erano tantissimi, e rubavamo le nespole, che era vietatissimo, ancora più vietato che salire sugli alberi ed entrare nella casa del giardiniere, quella chiusa dal cancelletto con scritto “Vietato entrare”, che noi ci siamo entrati solo una volta ma siamo scappati subito. Giangi voleva che andassimo solo noi due a prendere le nespole, perchè gli altri erano fifoni, diceva. Andavamo sotto gli alberi, ne prendevamo tre o quattro a testa, e le mettevamo in tasca. Poi Giangi gridava, “Alla sabbia!”, e correvamo fortissimo, come se tutte le suore dell’asilo ci inseguissero, verso l’aiuola lontana di sabbia che c’era dall’altra parte del giardino. Le suore non andavano mai lì, era il nostro rifugio, quello di due ladri di nespole che erano fuggiti dai guardiani del giardino e avevano vinto la battaglia! E poi mangiavamo quelle nespole, strizzando la bocca perchè erano asprissime, non erano ancora gialle come devono essere quando sono buone. Ma erano buone lo stesso. Giangi lo rivedo ogni tanto, ma non so mai cosa dire, e nemmeno lui. Ha sempre i capelli drittissimi sulla testa, un giorno scoprirò come fa.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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4 risposte a Alla sabbia!

  1. souffle ha detto:

    @Mauro: grazie per i tuoi commenti e per avere girato un po' per il blog. Martin e John me lo ha regalato una amica, non ho più letto nulla di Dale Peck, non so se in Italia sia stato pubblicato altro. Il romanzo è stato una rivelazione anni fa.E grazie per l'apprezzamento per i racconti.Un saluto

  2. Mauro ha detto:

    Questo è tenerissimo 🙂

  3. souffle ha detto:

    ehi, grazie sam. :)Buona serata.

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