Sballoman (2)

L’incontro avviene di fronte al McDonald’s di piazza XXIV maggio. Lo ha scelto Mirko, è un punto di incontro che gli ha sempre portato bene con i ragazzi che ha conosciuto.

Si erano scambiati le foto per cui non è difficile per Mirko riconoscere quel biondo scuro con gli occhi maliziosi e vivaci, il sorriso furbo e il fisico snello che gli si avvicina camminando mollemente.

Mirko ha già deciso che Alberto gli piace. Sessualmente. Per il resto, vedremo, si dice mentre si stringono la mano.

Dove andiamo?

C’è un pub molto carino qui vicino, se ti va.

Mirko pensa che sta portando la preda nella sua tana. Se la sua amica Chiara fosse presente lo avrebbe schiaffeggiato. Non tanto per la baldanza maschile che è abbastanza lontana da Mirko, quanto per il luogo comune che uno che vuole scrivere, come dice lui, non dovrebbe mai usare.

E poi Mirko non è sicuro di essere il cacciatore. Solo perché è più grande di Alberto? Che sono 5 anni in più? Nulla, specie per un ragazzo che, fin dalle prime mail ha mostrato di volere condurre il gioco, intuendo subito che Mirko si sarebbe lasciato condurre.

Come erano belle le sue prime mail, pensava Mirko, mentre, camminando verso il pub, cazzeggiavano con le parole riservando quelle più importanti per quando si sarebbero seduti uno di fronte all’altro con due birre davanti.

Alberto era giocosamente impudente nelle mail e questa cosa aveva subito eccitato Mirko.

Questo pensiero scaricò nella sua mente una foto: Alberto disteso a letto sotto le coperte che con una gamba piegata simulava una potente quanto gigante erezione. La foto era corredata di frasi volutamente provocatorie, ti piacerebbe eh?, un bimbo monello questo Alberto, aveva pensato Mirko, mentre guardava la foto arrivata dopo le prime quattro mail che si erano mandati, e sentiva crescere la sua erezione.

Il pub è poco affollato. Uno di quei posti che si riempie solo dopo le 21.00. Mirko e Alberto siedono a un tavolo vicino alla parete, in un angolo.

Due birre medie, una chiara e una rossa.

Dovevi prendere la rossa, è più buona, sorride Alberto.

Davvero? Posso?

Alberto sorride mentre Mirko assaggia la rossa. Decisamente più buona, gli dice, sapendo di lusingarlo e sapendo che gli sarebbe piaciuto.

Di che cosa avrebbero parlato al pub se si erano già detti tutto nelle mail?

Questa era la domanda che ossessionava Mirko dalla mattina di quel sabato invernale freddissimo.

Aveva anche pulito bene la sua casa, non si sa mai. Ma sapeva che Alberto non era uno dalla scopata facile. E aveva deciso di incontrarlo proprio per quello.

Mentre bevono la birra e si guardano sorridendo – quanto è timido il sorriso di Mirko, quanto carico di promesse che non avrebbe mantenuto, almeno quella sera, quello di Alberto – l’indice di Mirko si posa su quello di Alberto accarezzandolo.

A Mirko piacevano questi momenti di intimità rubati agli sguardi curiosi e a volte ostili degli altri, che solo le coppie gay riescono a comprendere.

Nessuno tocca le patatine arrivate con le birre. Alberto chiede a Mirko se proverebbe mai una canna, Mirko pensa di sì, anche se non ha mai fumato nulla in vita sua.

Alberto gli dice che fumando una canna aumenta il piacere sessuale. Si diverte Alberto. Mirko si immagina una erezione prolungata dall’effetto cannabis, associata alla più realistica immagine di lui che si addormenta nel bel mezzo di un pompino.

La cosa lo fa ridere e lo dice ad Alberto, ancora quello sguardo, anche se qui Mirko vi coglie un altro significato: il premio te lo devi meritare, le cose belle si raggiungono con fatica e pazienza.

Alberto non ha fatto che guardare Mirko, Mirko pensa che con Alberto possa succedere. Ma non sarà questa sera. Le cose belle si raggiungono con fatica e pazienza. Alberto prende la metro dopo avere abbracciato Mirko e avergli promesso di vederlo domani.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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