Pervinca (2)

Pervinca siede a tavola coi due figli. Stanno mangiando un piatto precotto che lei ha riscaldato velocemente nel microonde. Carlo mangia come se avesse fame da anni, riempiendosi la bocca per non dovere rispondere alla domande della madre. Fare conversazioni complesse non era tra le sue opzioni di defalult, come si sentiva ripetere la madre ogni volta che ci provava.
Begonia si limita a spostare il cibo a lato del piatto muovendo la forchetta come se cercasse qualcosa che le fosse caduto dentro.
Pervinca sa che Begonia più tardi sarebbe uscita con le sue amiche o con qualche ragazzo e lì avrebbe finalmente mangiato: qualcosa di ugualmente precotto, ma con una compagnia diversa.
Era una cena a tre perchè Altiero aveva una riunione e una cena di lavoro e non sarebbe rientrato prima di mezzanotte. Pervinca si domandava se suo marito la tradisse, magari con una segretaria o una cameriera. Spesso mentre si masturbava nella stanza da bagno immaginava sordidi accoppiamenti di suo marito con donne sempre diverse in luoghi sempre diversi. Rapidi coiti su scrivanie, tavoli da cucina, sale riunioni, in cui lei si calava le mutandine e lui si limitava ad aprire la patta dei pantaloni. Nessun contatto di pelle, solo due organi riproduttivi che si toccavano per qualche minuto. Nessuna complicazione, dritti al punto, come piaceva ad Altiero.
Non riusciva a ricordare l’ultima volta che le dita di suo marito le avevano sfiorato i seni, i fianchi.
Aveva passato il pomeriggio a fare shopping e prendere l’aperitivo con due sue amiche. Al suo secondo negroni Pervinca aveva confessato di essere annoiata di non avere più molti stimoli ora che i figli erano cresciuti, cioè scomparsi dalla sua attenzione e dalla sua vita.
Le sue amiche le avevano detto di comprarsi una macchina nuova. Lei aveva riso. E aveva capito di dovere cambiare argomento.
Pervinca guarda quei due ragazzi seduti a mangiare accanto a lei e si domanda come abbiano fatto a passare venti anni. Pensa che non ha fatto nulla di notevole in vita sua. Certo, ha cresciuto due figli e ha arredato la casa. Delle due attività, era della seconda ad essere più orgogliosa, almeno la aveva portata a termine senza l’aiuto di una balia o una domestica, affidandosi al suo buon gusto, lottando per avere una tinta di un certo colore, un divano di un certo tipo, abilmente dirottando i soprammobili scelti da Altiero nel suo studio, in modo che fossero sottratti alla sua vista e a quella delle sue amiche.
Sì, arredare la casa le aveva occupato molto tempo, e lo rimpiangeva. Ci sarebbe voluto un trasloco o un cambio totale di arredo, per ridarle di nuovo vita, per dare ancora un senso alle sue giornate. Avrebbe pensato a questo nei prossimi giorni, a convincere suo marito.

Per il disegno copyright Macrileo (www.macrileo.com)

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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