Accidia occidentale

Un mendicante tende la mano. L’avaro non gli dà niente, perchè cento lire sono sempre cento lire. Il superbo passa senza nemmeno vederlo. L’iracondo se lo toglie dai piedi con un’imprecazione. Il lussurioso non può certo fare aspettare la belal Lalage, né il goloso lasciar scuocere il prelibato risotto né l’invidioso commuoversi per chi vive libero, senza responsabilità e senza pagare le tasse.
Ma ecco qualcuno che si avvicina con passo bighellone, occhio disponibile, l’animo sgombro da impegni, rovelli, cupidigie, il borsellino pieno di tintinnanti monete. Si fermerà per l’elemosina? L’uomo rallenta ancora, esita, fa risalire la mano grassoccia e ben curata verso la tasca… ma poi la lascia ricadere mollemente lungo il fianco e si allontana senza fretta e senza rimorsi: troppa fatica, chi glielo fa fare, chi se ne frega, e comunque ci penserà qualche altra anima buona.
Così l’accidioso, peccatore per omissioneambiguo abitatore di un regno dalle elastiche, incerte frontiere, pronto a rifugiarsi quando gli fa comodo negli amabili territori dell’adiacente pigrizia, oppure a mimetizzarsi tra le orientali sabbie del quietismo, dove l’assoluta inattività (la “santa indifferenza”) è mistico progetto di vita.
Insieme all’invidia, l’accida è il vizio più diffuso nella (anzi, “dalla”) società moderna, di cui la maschera di febbrile attivismonasconde malamente l’autentico volto burocratico. E la burocrazia è grande maestra di accidia, immenso alveare di viziosi impuniti e impunibili, ronzanti in mezzo a pratiche inevase, in giacenza, dimenticate, slittate, smarrite, scivolete tra dita incuranti.
Vizio d’aspetto dimesso, inoffensivo, esso è tuttavita il responsabile di guasti non meno gravi di quelli causati dalle smanie del fare, un subdolo, impercettibile sgretolare di tradizioni, mestieri, sistemi, un abbassatore di livelli professionali, di produttività, di eleganza, di cultura, di stile.
L’accidioso non ha lo sbadiglio beato del battifiacca, la furba smorfietta dello scansafatiche, né l’elusività truffaldina dell’assenteista; gente questa che dal proprio peccato trae in un modo o nell’altro un profitto, per minimo che sia. L’accidia è disinteressata, non porta a chi vi si crogiola nessun tangibile vantaggio, nessun tipo di soddisfazione o rivalsa morale. Perennemente afflosciata su se stessa, non ispira in chi la guarda nessuna simpatia, nostalgia o solidarietà. Come una barba mal rasata, una lattina contorta in un’aiuola, una macchia d’umido sul soffitto, contribuisce soltanto a estendere sempre più il vasto impero dello squallore.


Fruttero e Lucentini (La manutenzione del sorriso, Mondadori, 1988. Apparso anche su Panorama nel 1987).
Annunci

Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in vizi e virtù. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Accidia occidentale

  1. souffle ha detto:

    @Watkin: eh, altri tempi! un saluto.

  2. Watkin ha detto:

    Ah. Fruttero e Lucentini su Panorama… Non sembra vero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...