Rappresentanza politica

L’ennesima recente gaffe del Presidente del Consiglio durante una conferenza stampa con il Presidente francese in cui egli avrebbe detto in un orecchio al collega transalpino “Io ti ho donato la tua donna” che è stata rivelata da Canal + (e smentita da Palazzo Chigi) offre lo spunto per fare definitivamente il punto sui comportamenti stravaganti del Capo di Governo e su coloro che immediatamente lo criticano stigmatizzandone l’azione, specie in contesti internazionali.
Il Ministro Carfagna ha ricordato i tanti provvedimenti del Governo relativi ai reati di stalking, e l’inasprimento delle pene per violenza sessuale.
(Ma forse non ci siamo capiti: il problema non è solo quello di tutelare le donne, il problema è quello di non fare i cretini con le femmine, di non fare battutine sulle tette ogni minuto, di considerare la donna non una fica, ma una persona, di non scrivere più battute come “fare i froci con il culo degli altri”).

Ora, il Presidente del Consiglio è noto per le sue battute poco spiritose, per le eccessive galanterie nei confronti delle donne, per le quali ha un atteggiamento cavalleresco che nasconde la convinzione della intima superiorità maschile su quella femminile (non tanto “Io Tarzan, tu Jane”, quanto “Io sono schiavo della tua seduzione ma qui comunque comando io”) per il continuo parlare di calcio senza curarsi del fatto che all’interlocutore possa o meno interessare il punto.

Da tempo mi sono convinto che il Presidente del Consiglio rappresenta in modo statisticamente assai degno la maggioranza del popolo italiano, anche quello che non lo ha votato, anche quello che lo prende in giro, spesso anche quello che finge indignazione.

Ricapitoliamo.
Il nostro Capo di Governo ama profondamente le donne, spesso le abbraccia in modo esagerato e le ricopre di complimenti. Quando è in presenza di soli altri maschi fa battute poco gentili e un po’ volgari sulle femmine (le battute che molti italiani, anche superati i 30 continuano a fare negli spogliatoi o in pausa caffè).

Nonostante i proclami di ammirazione, egli ha una opinione in genere molto bassa delle donne, pensa che le donne belle possano permettersi tutto e quelle brutte debbano sostanzialmente non ricoprire cariche che diano visibilità (gli uomini ancorchè cessi invece possono circolare liberamente).

Non è un fautore della parità dei sessi, ritenendo il maschio superiore (lui direbbe: diverso), ma se la cava attribuendo alle donne il potere di stregare e “schiavizzare” gli uomini e quindi dando loro una facoltà comunque messa in relazione con il maschio al cui piacere la donna deve servire.

(Basta avere visto un po’ di cinema italiano anni ’50 per scoprire che questo atteggiamento del maschio italico era già preso in giro da Totò e Sordi e da Risi).

Il Capo del Governo fa la parte del maschio italico in continua competizione con gli altri maschi per avere l’attenzione della femmina. Pensa che le donne belle stiano meglio in reception di quelle brutte. Ritiene che una donna bella possa fare il Ministro della Repubblica meglio di una brutta.
Del resto, avete mai visto in un pub o in una agenzia immobiliare una donna vecchia o brutta?

Chiunque sia un buon origliatore o lettore di giornali o anche di blog (persino di blog satirici) legge ogni giorno pensieri come quelli del nostro Capo di Governo.

In ambito letterario e cinematografico.

Basta origliare nelle redazioni e si scopre che “le donne non capiscono nulla di cinema”, una donna per farsi strada nel mondo dei media deve fare il maschio, se esiste il libro o il film per signore, banale e stereotipato, nessun critico (o lettore) maschio è disposto ad ammettere che allo stesso modo esiste un libro o un film per signori, ugualmente banale e stereotipato.

Riviste come Rolling Stone sono una prova lampante di questo atteggiamento.

Tanto è radicata e convincente questa posizione che le stesse donne alla fine concordano con il fatto che il potere è del maschio (o della donna-maschio).

Recensendo un film si chiude spesso con “e l’attrice ha due gran belle tette, ragione in più per vedere il film”. Che è un po’ l’equivalente del Mollichiano “il film è molto bello e lei è bella e brava”. Solo che Mollica viene preso per il culo.
Mai letto una recensione scritta da una donna (a parte la Tornabuoni) che si chiuda con una dichiarazione sulle chiappe di Brad Pitt. E questo non perchè una donna a volte non voglia farla, ma perchè lei stessa sa che il caporedattore le casserebbe la frase, “che non frega nulla ai nostri lettori”. E il caporedattore avrebbe ragione.

Leggendo il blog sanremese di Assante e Castaldo, due critici musicali di Repubblica, era tutto un florilegio di battute sulle cantanti e ammiccamenti un po’ da osteria.

Un critico cinematografico autorevole, durante il programma radio Hollywood party su Radiotre disse una volta: “La donna è come il maiale, non si butta via niente”.

Se i giornalisti si comportano in questo modo, figuriamoci la cosiddetta gente comune che è maggioranza in questo Paese.

In ambito politico.

Gli stessi che criticano il Capo del Governo sono quelli che (da sinistra) fanno le battute su Rosy Bindi, sulla Melandri e le farebbero se una bella fica a sinistra ricoprisse una carica istituzionale. Nilde Iotti era esente in quanto donna del Capo e donna brutta.
Sorvoliamo sulle battute grevi sulle donne che fa la Lega o Alleanza Nazionale.

E se i politici si comportano così, figuriamoci la gente comune, che è maggioranza in questo Paese.

La conclusione è che la maggioranza degli italiani ama parlare non di semiologia della comunicazione pubblicitaria ma di tette, culi e calcio. In vari modi e con vari stili, ma sempre di quello si tratta.

Io non dico che non debbano farlo, sostengo solo che anzichè fare come i francesi e discutere a cena di libri e filosofia, nella maggioranza delle cene italiane si discute di Kakà e della zona, delle tette di Belen e del culo di Pamela. Quindi che non facciano gli ipocriti indignati per le dichiarazioni sessiste e misogine del Capo del Governo.
L’unica differenza è che il palcoscenico usato dal Capo del Governo è più vasto, la platea potenzialmente più ampia. Ma questo riguarda altri discorsi.

E vogliamo parlare degli italiani (tanti) che vanno a puttane in Ungheria e che nei bar sono talmente volgari e cafoni da mettere in imbarazzo i clienti di altre nazioni?

Non dico di guardare con indulgenza le gaffe del Capo del Governo, di ridere alle sue battute, di stigmatizzare i suoi abbracci e i suoi scherzi da caserma, ma quantomeno di guardarsi dentro, di rileggere quello che scriviamo o riascoltare quello che diciamo, per vedere se non siamo tanto distanti da lui.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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5 risposte a Rappresentanza politica

  1. souffle ha detto:

    @anonimo: beh, posso negoziare un “bella” o un “piacente” ma “bellissima” per la Iotti lo devo rigettare. 🙂

  2. Anonymous ha detto:

    Tutto vero, tutto ok ma… un’affermazione grida vendetta.In realtà Nilde Iotti era una bellissima donna. Forse ti confondi con la Anselmi o la povera Faccio 🙂

  3. souffle ha detto:

    @alberto: ma sì. Carla però in fondo rappresenta un po’ tutti quegli italiani (uomini e donne) che sono andati all’estero per non dovere parlare per forza di calcio.D’altro canto ribadisco la mia difesa di Silvio, perchè è il vero rappresentante del suo popolo.Sempre pronto poi a fare due chiacchiere su un bel culo (preferibilmente maschile ma non ho pregiudizi, ^^), sempre che siano assolutamente serie, come è serio l’argomento culo.

  4. Alberto Di Felice ha detto:

    Tutto vero. Ha dunque ragione Carlà Brunì, ma lo si sapeva, nonostante la patria vada difesa e lo snobismo di lei stigmatizzato («Ah Carla, si te levi da li cojoni stamo tutti mejo, tranquilla»). Però evito di fare discorsi sull’italiano cafone — cosa che indubbiamente è — e soprattutto mi guardo dal preferire la semiologia francese a due oneste e concrete chiacchiere su un bel culo, che sia femminile o maschile poco importa.

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