Clint vecchio ma fico

A volte succede, a volte sei lì che cerchi di capire il perchè del successo di un regista presso un certo pubblico giovane ed è lui stesso a suggerirtelo.
Thao, il giovane protagonista di Gran Torino, l’ultimo (e definitivo?) film di Clint Eastwood ad un certo punto dice al suo anziano antagonista: “Eh, sei proprio vecchio. Ma è fico”.
Clint è “fico”. Per ragioni inspiegabili, o forse spiegabilissime con quell’amore che i giovani hanno per il vintage scevro dell’epoca (e dei suoi valori) che si porta addosso, un po’ come amare le serie tv degli anni ’80 senza essere stati adolescenti negli stessi anni, quindi con quel distacco che permette di godere il prodotto senza che esso richiami un “vissuto”.
Avete notato che sono ritornati cool i 33 giri anche per gente che è nata quando erano già scomparsi?
Clint è fico, ma non è il suo personaggio. Altro errore comunemente compiuto quando si guarda un film diretto e intepretato da Eastwood è di identificare il personaggio con l’interprete.
Che a Eastwood piaccia raccontare quel tipo di persone è un dato di fatto, ma che egli sia quel tipo di persone è una sesquipedale sciocchezza.
Altro grande fraintendimento che il cinema di/con Eastwood si porta appresso – definitivamente fugato da questa pellicola – è che i caratteri interpretati da Clint siano “eroi”.
Sono invece degli sconfitti, e in questo senso a noi stanno molto simpatici, come ci era dolorosamente simpatico l’Ethan Edwards di Sentieri selvaggi. Mai lo avremmo chiamato eroe, mai ci saremmo identificati in lui.
Invece succede che di fronte a Eastwood, a Dirty Harry, si dica: “dai Clint fagli vedere chi sei, uccidili per noi” (come acutamente e coraggiosamente rimarcato da Violetta Bellocchio in quel covo di sudati e ruttanti maschi etero che è Rolling Stone) (*).
Kowalski è l’involuzione del conservatore americano che non ricorda di essere lui stesso un immigrato. In questo è un po’ patetico, e Eastwood si mette veramente in gioco per non lasciare dubbi in proposito (gli stereotipi a go-go, bandiera, portico, cane, le dita che fanno “pam!”, siamo quasi alla parodia di archetipi fordiani).
Se l’America ha bisogno di padri, anche i padri hanno bisogno di figli, e di nipoti. E se i nipoti non sono sotto mano perchè totalmente schiavi di mode e modi di vita lontani dai propri, ecco che si cerca tra i “nuovi americani” cui dare lezioni di melting pot (magari con uso di barbiere o di cantiere), spingere verso il lavoro manuale (notare la differenza tra padre e figlio Kowalski, uno costruiva le macchine, l’altro le vende…) che nobilita l’uomo, buttare il giovane allievo tra le braccia della femmina, perhè un uomo ha bisogno di una donna (Thao era gay ma adesso sta con lei), avere vicino un giovane cui trasmettere quel poco di buono che si ha dentro, non ultimo il rispetto per la legge e la giustizia, anche a costo di un sacrificio, di una sorta di martirizzazione, anche a costo di un finale prevedibile.
E se questi valori non possono passare da un bianco a un altro bianco, perchè non ci sono più uomini veri (che si sa, non lavano i piatti e non coltivano fiori perchè sono lavori da donna o da frocio), allora che passino a un muso giallo strappato agli indiani con il quale il protagonista ha molto in comune (**).

Dirty Harry e il suo mito sono stati seppelliti dietro una certa dose di ironia e con un sacrificio finale che spazza via ogni tentativo (altrui) di giustizialismo e giustificazionismo.
Kowalski The Searcher ha riportato Thao/Debbie a casa, si è liberato degli indiani e può congedarsi.
Kowalski (Clint personaggio) sarà anche fico, ma il suo tempo è tramontato ed è ora di fare i conti con il proprio passato (cinematografico). Ora un orientale-americano poco virile guida una macchina americana d’epoca in terra americana. E Clint se ne fa una ragione. Fino alla prossima pellicola.
Lo script un po’ “meccanico” (a+b+c=d) non rende piena giustizia alla messa in scena.

(*) L’Agenzia Ansa, anticipando l’uscita del film in Italia, titolava il 3 marzo “Gran Torino: Easwood giustiziere”. Ecco cosa succede quando non si guardano con attenzione i film. Ritorna lo stesso fraintendimento che aveva ricevuto Revolutionary road, ma lì con la complicità del regista, mentre Eastwood mi pare qui abbastanza chiaro.
(**) Gli Hmong, popolazione che non può più vivere nei territori di origine – a cavallo tra Laos, Cambogia e Cina – non sono molto differenti dai polacchi come Kowalski, che, qualche decennio prima erano arrivati in USA non potendo più vivere nei territori d’origine.

Annunci

Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Clint vecchio ma fico

  1. Ale55andra ha detto:

    La signora Ferrara parla dei film a Cinematografo il programma di Marzullo. Non ho mai ben capito dove scriva, e se scrive. Comunque complimenti davvero per il post ^^

  2. souffle ha detto:

    @noodles: vorrei sapere dove scrive la signora Ferrara, così per curiosità e se i film li osserva bene. :)un saluto.

  3. Noodles ha detto:

    grande souffle! hai scritto una grande verità che condivido moltissimo: Clint non è i suoi personaggi. Solo perché Clint è repubblicano ciò non vuol dire che se interpreta un repubblicano reazionario e razzista… quello sia lui! E che diavolo, è un attore! E’ talmente lapalissiana la cosa che non mi spiego perché bisogna fare sempre il distinguo con lui. Cosa che andrebbe riferita ad Anselma dell’Oglio che pure quando – come in questo caso – esalta il film mi sta sulle balle e non sono d’accordo: la sua era tutto un elogio a Clint ch torna a se stesso e racconta i repubblicani reazionari, ah. che bello sì, ci godeva proprio… Peccato che a) Clint non è Kowalski; b) Kowalski e il callaghanismo generale sia messo qui sotto feroce critica (anche autoironica, come vveniva più apertamente in Gunny, film che adoro).

  4. souffle ha detto:

    eheh lo so che ti saresti battuto e anche onorevolmente! :)sul commiato facevo un po’ di ironia nello stile scelto da Clint in questo film.un saluto affettuoso.

  5. Mr. Hamlin ha detto:

    Riserve più che lecite, non volevo far cambiare opinione a nessuno. In caso contrario mi sarei impegnato molto di più nel perorare la causa :-)Riguardo il commiato mi riferivo al commiato attoriale, visto che lui stesso ha sostenuto che questo sarà l’ultimo film da lui interpretato.

  6. souffle ha detto:

    @Mr Hamlin: continuo ad avere riserve sullo script. Sul commiato… io non mi farei sentire da Clint… eheh@chimy: sei molto gentile. Sì l’America ha bisogno di figli, di qualunque colore, etnia, sesso, siano.

  7. chimy ha detto:

    Molto bella la tua recensione.”Se l’America ha bisogno di padri, anche i padri hanno bisogno di figli”Perfetto…

  8. Mr. Hamlin ha detto:

    Il tuo è l’ennesima recensione in cui leggo (lecite) critiche alla sceneggiatura. Come ho già scritto da altre parti, a me sembra meno banale di quanto possa sembrare ad una prima lettura.In ogni caso, il film a me è parso uno straordinario commiato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...