Menzogne

Non sono a mio agio con la menzogna. Come tutti ho detto e dico le bugie “bianche”, un modo che ci consente di vivere nella società e non litigare con tutti, ma quelle grosse, le menzogne grandi non riesco. Misdemeanors, insomma, ma non Crimes.

Forse è per questo che mi hanno attratto due serie tv basate, in modi diversi, sulla menzogna.


La prima è Damages, un legal thriller giunto in USA quasi al termine della sua seconda stagione di 13 episodi. Protagonista Glenn Close, avvocato-squalo, titolare di uno studio legale agguerrito e una sua giovane assistente.
Evitandovi una noiosissima sinossi della prima e seconda stagione, qui si dirà solo che Damages è una serie fondata sulle menzogne e sulla mancaza di fiducia nell’altro. Tutti i personaggi mentono per gli scopi più diversi, tutti hanno qualcosa da nascondere, qualcosa (spesso di falso) da rivelare. L’aspetto più interessante è che per il pubblico non esiste un carattere cui appigliarsi, con cui potersi identificare, spiazzato dai continui cambi di prospettiva (chi ci pareva in fondo “buono” si rivela terribile, chi ci appariva “cattivo” lo è meno di quanto forse volessimo). Lo spiazzamento dello spettatore avviene anche a livello narrativo, con flashback e flashforward mai pretestuosi ma funzionali al clima di disorientamento con cui parte la serie (in questo la prima stagione si presenta molto più interessante della seconda) e che ne costituisce la cifra narrativa di maggiore interesse.


L’altra serie, partita a gennaio 2009 sulla Fox, è Lie To Me (scritta da Samuel Baum e prodotta dal mitico Brian Grazer – leggi: 24), ispirata allo psicoloco esperto del linguaggio del corpo e delle espressioni facciali Paul Ekman, e interpretata da Tim Roth un esperto di linguaggio del corpo e movimenti facciali, che aiuta l’FBI a risolvere i casi a lui sottoposti, perchè è in grado di capire quando uno mente.

Non è certo nuovo l’adagio che il corpo non mente perchè compiamo una serie di gesti involontari mentre diciamo una bugia, lo è usare queste teorie del linguaggio e del comportamento per fare una fiction (anche se questa serie forse deve qualcosa a Angela’s Eyes, altra serie americana di Lifetime del 2006, che è durata una sola stagione).
L’interesse di questa serie risiede nel fare del corpo l’oggetto della narrazione, nella esaltazione del dettaglio con una tecnica narrativa propria di tutte le serie “legal” e che dopo CSI non può essere più abbandonata.
Il rischio, paventato da molti, è quello della banalizzazione televisiva delle tecniche di comunicazione non verbale. A noi piace però la capacità degli americani di prendere un argomento “ostico” (numerosi sono gli esempi, da Six Feet Under a Dexter, al citato CSI) e farlo digerire in modo straordinario al pubblico. Qui sotto il promo.



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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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6 risposte a Menzogne

  1. souffle ha detto:

    @MrDavis: dici bene, sconvolgente. Hanno usato piccoli trucchetti per tenerci avvinti fino alla fine… eheh. Ora aspettiamo la terza… Un saluto

  2. Anonymous ha detto:

    Ho finito ieri la seconda stagione di Damages: sconvolto.MrDavis

  3. souffle ha detto:

    @noodles: sei troppo gentile. Hai ragione, va incluso Anche I Soprano. Mi farebbe piacere leggere quello che avrai scritto, quando avrai completato il tuo saggio. Un saluto.

  4. Noodles ha detto:

    grande souffle! nell’ultimo paragrafo mi hai anticipato su alcune conclusioni che volevo trarre. Non ho mai seguito Damages e Lie to me, ma ne sento parlare bene spesso. dovrò decidermi. La menzogna (sociale e personale) sembra la maschera del serial americano moderno (ci sto scrivendo su un saggio da quache mesetto, questo post mi solletica un sacco).Su Dexter è meglio che non parlo se no viene fuori un papiro.Ai citati aggiungerei anche I Soprano, dove la menzogna è la merce spacciata giorno per giorno negli affari, in nome di un codice che è solo di facciata, dove tutti fregano tutti a seconda dell’onda economica.

  5. souffle ha detto:

    ciao, spero di riuscire a venire anche io. un saluto.

  6. Anonymous ha detto:

    olà souffle! probabilmente giovedì sarò alla Scheggia a vedere Cruising.

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