Incatenati all’impossibile

Il dramma di Joaquin Phoenix stupefacente protagonista di questo Two lovers, di James Gray, pellicola effettivamente molto riuscita, è che desidera quelle cose che oggettivamente, per formazione, istruzione, condizione sociale, non può avere o non dovrebbe avere o semplicemente non gli appartengono.
Ne abbiamo contezza quando, accomodatosi nel ristorante di lusso in attesa degli altri commensali, il cameriere gli chiede se vuole qualcosa da bere e lui ordina un brandy Alexander (perchè tutti lo bevono lì) e poi tenta di usare come cannuccia la piccola stecca che dovrebbe servire a girare la bevanda.
Se ci fermassimo agli stereotipi della sceneggiatura (ma è una trappola che evitiamo) lui è il tipico (topos) ebreo (da Allen a Roth in giù o in sù) che stravede (prima di tutto eroticamente) per la donna bianca non ebrea, possibilmente bionda. Quasi una ossessione, chi ha letto Roth sa quanto può essere messa in ridicolo questa ossessione.

Dall’altro lato c’è la ragazza ebrea di buona famiglia, ottimo partito, che piace tanto a mamma e non dispiace al figlio.

In mezzo un uomo/bambino che ha un disperato bisogno non solo di amore e ha uno sguardo appannato (fuori fuoco, appunto), correndo dietro a un oggetto impossibile che solo quando possiede (carnalmente) mette chiaramente a fuoco.
Ah, quanto somigliano gli ebrei agli italiani! [Non a caso la madre di lui è la Rossellini, somigliante in modo sempre più inquietante a sua madre].
Da un lato la trasgressione, dall’altro la tradizione. In mezzo l’uomo che sa che tutte e due le cose non le può avere in un’unica donna (la colpa è naturalmente, della Norma, famolo normale). Dall’altra parte la Paltrow è l’amante di un uomo che si trova specularmente a dare forza all’assunto egoistico poco fa enunciato.
Pensi che non conosca l’Amore?, grida Leonard dopo avere manifestato i suoi genuinamente infantili sentimenti a Michelle.
Io dovevo sposarmi! ribatte Leonard, come se conoscere le regole di funzionamento del sentimento voglia dire anche possederlo quel sentimento. Non basta sapere fotografare le persone per catturarne l’immagine.
Quello che segue è un amplesso adolescenziale tutto ormoni e desiderio e rapido e soddisfacente orgasmo rivelatore.
Seguito da un peep show alla finestra che equivale a un “dai fammela vedere in cam” scambiato tra adolescenti su MSN.

La straordinarietà della pellicola sta nel suo essere dimessa, non gridata, con una mdp che ama il campo/controcampo senza ostentazione (come è anche un campo e controcampo lo script) (*), e non ruota vorticosamente su e giù senza motivo. Panoramiche e carrelli dosati con perizia, nessun abuso di canzoni scopo “ficata!”, un cinema che nel suo essere “nostalgico” anche in prese di posizione estetiche è una risposta a tanto cinema odierno, fin troppo enfatico e urlato. Una manna per i cinefili giovani e vecchi.
La Famiglia e la Tradizione, i Doveri e i Desideri, la via facile e quella complicata, sono gabbie dalle sbarre robuste, dalle quali si ha però molta paura ad uscire (**).
La Norma(lità), cacciata dalla finestra, rientra trionfante ridendo dalla porta e ha l’accennato sorriso del vincitore della madre di Leonard.
La cosa straordinaria di Gray è dirci con complessa semplicità la verità, dura da digerire però.
La felicità non è avere quello che si desidera ma desiderare quello che si ha.

(*) Sandra dice a Leonard che lo capisce e si prenderà cura di lui, Leonard ripete le stesse cose a Michelle. Leonard lascia la Famiglia per lei e l’amante di Michelle lascia la famiglia per lei. Ronald è la maturità, la sicurezza, Leonard è l’immaturità, l’insicurezza, una condizione sociale inferiore a quella da cui proviene Michelle. E una donna-bambina, come Michelle, che non ha la vocazione a reggersi da sola sulle sue gambe, come Sandra, sceglie.

(**) Leonard potrebbe, dopo il rifiuto di Michelle, andarsene via comunque, ma piuttosto che la solitudine di una vita senza compagna, sceglie il compromesso e si sceglie la solitudine dello stare in coppia.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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12 risposte a Incatenati all’impossibile

  1. souffle ha detto:

    ciao, anche a me è discpiaciuto ma non sono riuscito a venire, perdonami.Chiedi pure a Sara la mia mail, te la darei io stesso se avessi un qualsiasi tuo recapito.Sono curioso di leggere i tuoi commenti ai due film.A presto e grazie per essere passato.

  2. Anonymous ha detto:

    Ciao Souffle, giovedì scorso ti aspettavamo alla Scheggia per Cruising…. Mi spiace che non sia venuto. Se ti va posso chiedere a SaratheHutt di darmi la tua mail così ti giro i miei commenti a Cruising e a Two Lovers. Ciao a presto

  3. souffle ha detto:

    @chimy: grazie, sei gentile. Sì io credo che proprio perchè questa cosa tocca molti di noi, il film sia così autentico.un saluto e grazie ancora di essere passato.

  4. chimy ha detto:

    Interessantissimo anche il tuo post.In particolare mi ha colpito il tuo discorso iniziale sul desiderio delle cose che non può avere (o non appartengono a) Leonard.Forse è una riflessione che al giorno d’oggi si può estendere enormemente alla grande maggior parte degli individui…Molto interessante davveroUn saluto

  5. souffle ha detto:

    @luciano: grazie sei molto gentile. Spero tu possa vederlo presto. Un saluto.

  6. Luciano ha detto:

    Recensione molto coinvolgente, emozionante che mi ha introdotto nel film. E pensare che non l’ho ancora visto. Adesso non mi rimane che cercarlo in qualche sala lontana (da me come al solito niente)e gustarmi questo cinema meravigliosamente “dimesso”.

  7. souffle ha detto:

    @MrDavis: Rossellini che assomiglia sempre più a sua madre, in modo inquietante… ^^Comunque bravissima

  8. Anonymous ha detto:

    Mamma che film bello!Sofferente, ma quando mai la vita non lo è?E fra tutti davvero non so chi è il più bravo ma visto che tutti, ovviamnete, patteggiate x Joaquin, io segnalo una Rossellini dimessa stupenda!MrDavis

  9. souffle ha detto:

    @Franca: grazie sei troppo gentile.Sì Joaquin è veramente grandioso. Un saluto e grazie per il tuo commento.

  10. Franca Maenza ha detto:

    Il post più interessante che ho letto su questo film.Acutissimo osservatore:(la stecca usata come cannuccia..).A me ha ricordato per l’uso evocativo e simbolico delle ambientazioni e della stessa fotografia, certi film russi del passato. Emotivamente “aggraziato”, con finale dirompente. Io poi,devo necessariamente estrarre qualcosa:ed E’Joaquin Phoenix! Grandissimo.

  11. souffle ha detto:

    @noodles: ecco queste tue ultime parole sono fondanti! Verissimo, lei glielo dice continuamente ma lui non mette a fuoco.grazie per il tuo commento e per essere passato.

  12. Noodles ha detto:

    Ottime parole, caro souffle, come sempre. ci hai abituati bene. Mi piace molto la parte in cui ti soffermi sull’elemento ebraico. Non che la pellicola ne faccia un punto di forza, ma è certamente un aspetto che concorre a delineare le ambivalenze del personaggio e della storia. Ma in fondo questa storia ci tocca anche per la sua universalità – senza diventare retorica. Quante volte sogniamo ciò che non possiamo avere, e magari lo sogniamo solo per quello. Nel film mi è sembrato molto realistico il fatto SPOILER che il personaggio della Paltrow in fondo dichiara apertamente e sempre di non essere innamorata del protagonista.

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