Amazon i libri gay e un glitch

Come tutti sapranno, Amazon.com, la più importante e libera libreria on-line al mondo è incappata in quello che i buoni (e la versione ufficiale dell’azienda) hanno definito “un grossolano errore di catalogazione”.
La storia. Uno scrittore, Mark Probst, fa una ricerca e scopre che dal database di Amazon sono scomparsi i sales rank che riguardano libri a tematica omosessuale.
Lo scrittore chiede spiegazioni e l’azienda risponde inizialmente che stava lavorando per escludere il materiale “per adulti” da “alcune ricerche e liste di best seller” generate a partire dal sale rank. E questo per andare incontro alla sensbilità generale dei loro clienti.
Insomma dalla visione pubblica, adatta anche ai bambini, sarebbero spariti libri dal contenuto “più adulto”. Il che significava fare sparire però anche Orlando della Woolf, o Il pozzo della solitudine di Radclyffe Hall.
Decine di migliaia di titoli perdevano il loro ranking, scomparivano dai bestseller o non comparivano nemmeno nella ricerca.
Peccato che dalla visione pubblica non fossero scomparse né le paginone di Playboy, nè altre avventure erotiche eterosessuali, né la vita di Stephenie Meyer, da Twilight in poi.
Dietro la protesta montata immediatamente dal popolo di twitter e facebook, Amazon precisava meglio: scusate, si è trattato di un glitch, un disguido tecnico involontario.
Ah, ok, quindi non era la questione dei libri per adulti, era solo che qualcuno ha sbagliato a premere un tasto. Resta da chiarire, per i soliti dietrologi ovviamente, come mai un errore così grossolano, come definito dall’azienda, sia accaduto SOLO per i libri a tematica Gay&Lesbian.
Ora pare che sia tornato tutto in ordine, anche se Amazon utilizza dei metadata, come fa notare Jane sul suo blog. Una riflessione che consiglio di leggere per capire come funzionano i metadata di Amazon e come questo rifletta le posizioni dell’azienda su certi temi…


Al di là di come siano andate le cose, dal punto di vista del marketing e della comunicazione, questa vicenda in cui Amazon comunque non ha fatto una bella figura, consente di ribadire tre insegnamenti:

1. se succede una cosa del genere, e sei nel giusto (cioè è stato davvero un errore) cerca almeno di concordare una spiegazione aziendale univoca, dalla subito senza aspettare e non cambiare versione strada facendo.

2. i grossi siti di vendita di libri on-line (ma non solo libri) con una mirata azione di catalogazione possono condizionare le scelte della clientela, mettere tutti i libri on-line ma fare “sparire” (rendere meno visibili) quelli scomodi, orientare e plasmare il gusto del lettore.

3. a te azienda non è più consentito di fare “le cosacce” senza essere beccata e costretta a tornare indietro precipitosamente.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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4 risposte a Amazon i libri gay e un glitch

  1. souffle ha detto:

    @GamberoDem: verissimo. Non solo gli USA hanno questi problemi però…un saluto e grazie per il tuo commento!

  2. GamberoDem ha detto:

    Amazon – che è come dire McDonald’s, Coca Cola, Hollywood, cioè quanto di più americano ci possa essere – rispecchia le contraddizioni di un Paese, gli States, appunto, in cui i predicatori evangelici hanno la meglio, tanto quanto le tette di Pamelona.Che voglio dire? Boh. Di certo nel mainstream USA, parlare serenamente di tematiche omosessuali è ancora difficile. Non parliamo di sesso o anche solo di effusioni: “Alexander” di Oliver Stone docet.

  3. souffle ha detto:

    @watkin: ma no, certe cose non si possono più fare impunemente….un saluto.

  4. Watkin ha detto:

    Non ho potuto fare a meno di provare sollievo, però, quando tutto è tornato alla normalità. Chissà perché, ma non lo davo affatto scontato…

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