Icona morta fa buon marketing

Smells like teen sneakers (parafrasando i Nirvana).

Converse, che fa sneakers le ha lanciate un annetto fa. Le Converse’s Curt Cobain sneakers.
Un successo. Le scarpe sono decorate da frammenti di testi tratti dagli appunti di Cobain e da canzoni celebri. Serie limitata, ovviamente, perchè fa molto più fico.
Converse aveva già fatto una cosa del genere: lo scrittore e giornalista Hunter Thompson e Sid Vicious erano stati scelti per la campagna: All Your Dead Heroes Are Our Marketing Tools.


L’idea di usare gli eroi (meglio morti, e meglio ancora morti giovani) per vendere magliette, tazze, penne, quaderni, bandiere e tutto il vendibile, è vecchia quanto il marketing. L’icona, mitizzata, espunta dal contesto socio-politico in cui è vissuta (*), trasmigra nell’oggetto di consumo per divenire immagine da venerare, spesso oltre i suoi meriti.
Al posto della icona bizantina, abbiamo la tazza made in Taiwan.
La religione dell’immagine, hai negli uomini marketing i suoi sacerdoti e nei fan/consumatori i suoi (in)consapevoli fedeli, che accorrono alle messe cantate (omaggio a…. a 10/20/30 anni dalla scomparsa) indossando magliette e cappellini “gentilmente forniti dalla produzione”. E poi via, tutti a comprare le magliette da mettere alle manifestazioni, nutrendosi non della persona/eroe ma della sua rappresentazione, non di quello che era ma di quello che lo hanno fatto diventare.
Tutti davanti all’immagine. Ma quanto è più interessante il retro.

(*) Che Guevara, icona per eccellenza, viene ricordato come simbolo di libertà e ribellione del popolo contro l’Autorità e lotta contro le ingiustizie, ma pochi ricordano che fu anche un grande persecutore degli omosessuali.


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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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4 risposte a Icona morta fa buon marketing

  1. souffle ha detto:

    @noodles: sì diversi quesiti, uno su tutti: come mai funzionano così tanto le merci associate alle icone?AH, sei stato a Parigi! Eh, come vorrei tornarci. Io a Pere Lachaise mi sono commosso davanti ad alcune tombe ma non ho messo nessun lumino davanti a quella di Jim Morrison. Forse il lumino è il limite. :)Un saluto e grazie di essere passato.

  2. Noodles ha detto:

    questo atteggiamento morboso della nostra società verso le icone morte, e morte giovani, solleva parecchi quesiti. L’operazione in questione mi pare una cazzata, ma devo dire che non sono immune al fascino, alla nostalgia, non so come dire, un misto, dei “maestri” che ci hanno lasciato. Sono stato a Parigi in questi giorni e di fronte alla tomba di Truffaut ero commosso.

  3. souffle ha detto:

    il velo andrebbe steso anche sulle scarpe, ma è difficile farlo, le hanno vendute bene…un saluto e grazie per il tuo commento.

  4. Mr. Hamlin ha detto:

    Esteticamente le scarpe non sono neppure brutte, mentre sull’opportunità (o meglio, in questo caso, opportunismo) dell’operazione… stendiamo un velo pietoso… 😦

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