Spotta e risposta

Ci sono spot che parodiare è immediato, specie quelli che cavalcano situazioni politico-economiche con la spregiudicatezza del sentimentalismo basso e una bella dose di cinismo, che solo i pubblicitari sanno avere. Lo vedi e dici: ma che mi stai a pigliar per il culo?
C’è la crisi? Boh, non so. Se anche ci fosse, basta non fare gli schizzinosi, accontentarsi delle cose semplici, come un panino col salame e naturalmente una Coca-Cola, naturale accompagnamento del pane e salame e di certo meno costosa del lambrusco o del chianti.
Cioè risparmia su tutto – fai una vita asociale e senza divertirti mai, non andare in vacanza non fare spese inutili, non sognare nulla, sentiti una merda per 23 ore al giorno – ma quel poco tempo e denaro che hai spendilo tutto in quella famosa bevanda che è l’unica cosa che ti è indispensabile per essere felice.
Del resto non si dice: dammi una coca anche se in quel baretto in cui vai da anni, hanno solo la Pepsi? E non vieni guardato come un insulso freak o un amante del cinema francese (è lo stesso) se orgogliosamente vuoi una Pepsi? Cos’è questo ostentare?
Nello spot della Coca, come hanno fatto altre volte, i Norman Rockwell della counicazione istituzionale Coca-Cola ti usano il fumetto naive e una voce di ragazzina che ti convince inevitabilmente che tra le cose semplici della vita c’è pure lei, la bevanda che ristora.
Che poi è un concetto mica così peregrino. Ho poco denaro ma anzichè spenderlo per pane e mortadella mi compro la barretta di cioccolato o l’ovetto con la sorpresa.
Non che si vogliano qui difendere i pubblicitari e il loro cinismo, ma che costoro intercettino comportamenti reali non c’è dubbio. Della serie che mondo sarebbe senza nutella? Un mondo migliore.
Del resto se un critico cinematografico cerca di convincermi che i 4 salti in padella sono buonissimi, posso io fidarmi del suo gusto in fatto di film?
Naturalmente uno spot che colpisce basso ventre come quello della Coca Cola si presta ad essere pariodiato, specie se poi protagonista è una ragazzina che si dice pisana… Mai lo avesse fatto: i toscani ci hanno sghignazzato sopra. Qui di seguito potete vedere la parodia e il vero commercial. Poi ovviamente si innesca il meccanismo virale per cui tutti parleranno dello spot (vero o falso non importa) e la Coca Cola è ancora più contenta. E noi lo si prende ar culo du’ vorte. E mai nessuno che abbia le palle per dire che la Spumador è molto più buona.


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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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2 risposte a Spotta e risposta

  1. souffle ha detto:

    @watkin: su quella "vera" non avevo dubbi, quella finta mi stupisce sapere che ha l'accento livornese, visto che fa battute sul livorno come le farebbe un pisano…un saluto

  2. Watkin ha detto:

    E la cosa irritante è che nessuna delle due Giulie ha l'accento pisano!!!Quella "vera" ha un accento vagamente fiorentino, quella della parodia pesantemente livornese). Bah.

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