Il garage che non protegge dal mondo

Per sfuggire al caldo che avvolge la grande città del nord, ci siamo rifugiati in un Garage, aiutati del regista Leonard Abrahamson che ci ha condotti nell’Irlanda rurale alla stazione di servizio che Josie tiene aperta – un po’ più a lungo nei fine settimana – per conto di un propietario che non si vuole sporcare le mani di grasso.
Josie è un 40enne ma non è mai cresciuto veramente, ha fatto la scelta di vivere una vita diversa, dando importanza a cose come guardare quanto è bello il cielo, dare una mela a un cavallo e godersi la pausa del tè.
E una birra, bevuta serenamente seduti su una sdraio, ma dopo il lavoro.
Un cinico lo definirebbe uno stupido ottimista, noi preferiamo definirlo un’anima candida che ha deciso di non farsi offendere dal mondo, anche se il mondo la offende.
La sera al pub cerca un contatto umano per quanto un bambino-adulto possa trovarlo senza sentirsi troppo preso in giro.
Naturale per Josie fare amicizia con il 15enne che viene a dargli una mano nel fine settimana.
Naturale confidarsi, bere birra coi gli amici di lui accanto al fuoco, mostrare al ragazzino un film che non andrebbe mostrato, con l’ingenuità di chi divide un piacere proibito. Una prova di amicizia che pagherà cara.
L’innocenza del Garage soccombe di fronte alla cattiveria e alla grettezza del Piccolo Paese di anime infelici.
Il bambino Josie cresce troppo in fretta e inevitabilmente muore perchè accusato di un crimine che non ha compreso.
La livida e malinconica fotografia di Peter Robertson fissa nei nostri occhi forse troppo sensibili, l’impossibilità di restare fanciulli, di decidere di sorridere alla vita nonostante faccia schifo, di vivere una amicizia pudica e innocente se si è di età troppo distanti. E si affonda.
Vincitore a Torino nel 2007. La intensamente trattenuta recitazione di Pat Shortt non si dimentica.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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2 risposte a Il garage che non protegge dal mondo

  1. souffle ha detto:

    @Franca: Shortt effettivamente "fa" il film. Un saluto.

  2. Franca Maenza ha detto:

    Mi ha "schiantata"…bellissima fotografia, bellissimo il cavallo nel finale…recitazione di Pat Shortt superba!

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