Gli anni ’80 per chi non li ha vissuti

James: Gli uomini possono fare gli stronzi e le donne no?
Lisa P.: Sei frocio.


Greg Mottola ama la notte e le avventure notturne. Se in Superbad tutto o quasi accadeva in una notte, in Adventureland si vive quasi solo di notte nel parco giochi dove James lavora d’estate per fare i soldi per la Columbia, dopo che i suoi gli hanno detto che non c’è trippa per gatti.
James (il Jesse Eisemberg tornato a fare il cucciolo imbranato intellettuale, ma qui non mentitore, dopo Il calamaro e la balena) è caruccio ma non figo, e, come ogni eroe della nuova commedia americana che si rispetti, è circondato da amici nerd e cessi, ma proprio cessi, ma totalmente cessi (il ciccione, lo stupido magro che non scoperà mai, il nerd intellettuale che dovrebbe tagliarsi i capelli e fare palestra invece parla di scrittori morti di fame e di stenti).
L’antagonista di James, Mike, è bello ma fatuo, superficiale, patetico nel raccontare il falso aneddoto di lui che ha suonato con Lou Reed. James invece è colto e spesso lo fa vedere, ma alle fighe tremendamente gnocche (come Lisa P.), si sa, non interessa.
Ci vuola una donzella diversa, bella ovviamente, ma un po’ maschietto, una che da piccola giocava con pistole e macchinine e si sporcava di fango, una Megan Fox intelligente (Kristen Stewart). Piacciono così oggi, ma anche in passato (Il diavolo è femmina, di Cukor, Susanna! di Hawks, ma erano eccezioni allora).
A fare numero e contorno, la bellissima e stupida che troieggia ma è bigotta, e il bellissimo biondo che ovviamente è ancora più stupido e gli vengono dedicate due inquadrature due, di cui una di lui che pulisce del vomito. Ok Mottola, ti sei vendicato.
Se in altri film (ved. Mamma mia!) le adolescenti urlacchiano non appena si vedono, qui i maschietti adolescenti si danno continuamente pugni sui genitali e vomitano ovunque. Cosa è meglio tra le due cose lo lascio decidere al pubblico. Sappiate solo che James è superdotato (e trattandosi dell’alter ego di Mottola sappiamo perchè). Un po’ come quando Seth Rogen si scrive le scene in cui una gnocca gli dice che è uno strafigo.
Se all’inizio del film si brinda alla permissività sessuale, nella pellicola poi non scopa nessuno (sì Mike ed Em lo fanno, ma lei si pente di tanta trasgressione e lui alla fine è adulto e poi è un cretino e poi è sposato!).
Solo alla fine l’eroe e la sua bella fanno l’amore, come Zack e Miri. Più conservatore di così si muore. Produce Disney.
La commedia si sviluppa in modo abbastanza tradizionale e prevedibile, nè potrebbe fare diversamente, anche se qualche sorpresa la avremmo gradita per svegliarci dal torpore.
In una recensione ho letto: la “commedia racconta il passaggio rituale dall’adolescenza all’età adulta”. Oooh. Bene. Adoriamo i rituali rassicuranti nella loro prevedibilità.
L’intenzione di Mottola probabilmente non era quella di fare un film nostalgico (lo avrebbero visto solo i 35/40enni), nè di trattare seriamente i tanti temi che butta sul piatto – le famiglie destrutturate e in crisi, la perdita della madre, l’alcolismo di un padre, la crisi economica, la povertà di uno studente dotato che gli impedisce di accedere all’università che meriterebbe, e anche i ricchi piangono o vanno ad Harward – ma usare gli anni ’80 come pretesto per raccontare gli adolescenti di oggi, con i pantaloni ben chiusi e stretti, il bagno in piscina vestiti, e la loro posa trasgressiva che cela un atteggiamento conservatore (rispecchiato da Lisa P., ma anche da James o in altro modo, dal suo amico Frigo, per non parlare di tutti i ragazzi del luna park, pronti a giudicare Em non solo perchè è andata a letto con Mike, che è sposato – ma non conta, è lei che è troia gli uomini si sa, sono fatti così – ma soprattutto perchè ha scopato).
Mottola non cattura gli anni ’80 nè con il pugno di canzoni strategicamente piazzate, nè con la faccia di Reagan, intravista su una tv giusto per fare atmosfera, ma semmai con la bella scena dei fuochi d’artificio. Lì, solo lì, si è avuto modo di vedere cosa sarebbe potuto essere questo film se le intenzioni fossero state diverse naturalmente. Solo in quel momento abbiamo un briciolo di speranza anni ’80, quella speranza invocata da Joel -amico-nerd (che ama la letteratura russa, sic!) ma nella quale nessuno crede (oggi).
Il regista non rinuncia nemmeno in questo caso (come aveva fatto in Superbad) alla comicità funerea, in tono con l’ambientazione notturna della pellicola e con il tristissimo luna park. Pare questa una sua cifra stilistica cui facciamo fatica ad adattarci.
Ma ci rendiamo conto di come il regista alla fine colga lo spirito dei tempi; siamo nel 2009, non nel 1987, sono altri tempi, più tristi e bui, e alle ragazze si regalano audiocassette con le “canzoni più tristi che ci sono”, colonna sonora di un generale tono cinereo che è anche il mood del protagonista e dei suoi amici.
Insomma, si racconta di 20 anni fa ma si parla agli adolescenti di oggi. Giusto così, ma con l’avanzare della pellicola il nostro interesse per le vicende dei protagonisti è pari all’interesse che un 20enne prova per i pizzi, i merletti ed Emma Thompson.

Doppiaggio tremendo che rende in alcune scene (lo scontro drammatico James/Em davanti a casa della madre di Mike) la recitazione irricevibile.

“Tu sei l’unica cosa bella che mi è capitata questa estate”, dice Em a James. “Grazie di esistere”, chioserebbe il Ramazzotti.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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10 risposte a Gli anni ’80 per chi non li ha vissuti

  1. souffle ha detto:

    @alberto: ok mi dichiaro battuto e scopro le mie carte: tutto il tono del pezzo, visto che qua non si fa critica cinematografica, altrimenti sarei già stato contattato da autorevolissimi siti, era volutamente da presa in giro, come reazione ad un film che mi aveva un po' tediato.Lo so, la noia non è un metro di valore, ma non essendo un critico me la posso permettere.Per quanto mi piaccia passare del tempo con persone più giovani di me, perchè hanno tanto da darmi e dirmi, non posso provare il loro stesso entusiasmo per storie "di formazione". Sono un po' stagionato per Il giovane Holden e me lo devi proporre solo come Schepisi in 6 gradi di separazione, con una storia "adulta".D'altro canto non posso pretendere che loro possano trovare entusiasmante una storia di adulti, o forse sì e allora loro sono molto più bravi di me.Ma la scena dei fuochi artificiali mi è piaciuta molto e l'autoscontro mi ha portato indietro di 20 anni.L'entusiasmo generale per il film però è stato scarso.Lo stesso scarso entusiasmo che sono convinto prenderebbe un collega blogger più giovane di me se vedesse Look Both Way, questa storia tenera e ironica tra un uomo e una donna over 40 con lei bruttarella, intelligente e stramba e lui bello e che a me è piaciuta.O, anche qui, magari no, magari è colpito ed antusiasta. Ma dovrei leggere la sua recesione.Grazie per il confronto stimolante ora ti lascio, mi attende una serata piacevolissima e non voglio fare tardi.

  2. Alberto Di Felice ha detto:

    souffle: La mia adolescenza è stata negli anni '90/primissimi anni 2000: sembra poco, ma è parecchio tempo fa, per me. Della mia adolescenza nel 2009, ahi me, non ho molto da difendere :)Però, ecco, ti aspettavi che si parlasse davvero di sesso in termini diversi in questo film? Questo è un film con adolescenti per adolescenti, che vuol essere una commedia romantica di formazione, non un film dove si descrive magari esplicitamente come raggiungere "vette di piacere impensate"– Fai bene a ribaltarmi la domanda, ma il mio porla era già in partenza un ribaltamento del tuo ribaltamento: ti aspetti che ad un adolescente si dica qualcosa di diverso dal "Trovati un/a ragazzo/a che ami davvero, e solo poi cerca di divertirti sanamente con lei/lui"?

  3. souffle ha detto:

    @alberto: no, mi sono espresso male forse: dicevo che visto che Mottola voleva raccontare una sua esperienza del 1987 (la sua), la ha raccontata però non per attrarre i 35-40enni suoi coetanei, come in un classico film generazionale (tipo Il grande freddo) ma i 18-25enni. Tutto qui.Io ti ribalterei la domanda: perchè scopare di gusto deve essere visto in modo moralisticamente negativo?Ovvio poi che tu difenda l'epoca attuale che non gli anni '80 in cui non c'eri o eri piccolo.Ognuno difende l'epoca della sua adolescenza.Quanto a sincerità, ingenuità, libertà e assenza di calcolo, edonismo, gli anni '80 non credo possano avere competitori, nel bene e nel male.La dimostrazione è che oggi li riciclano in ogni modo e degli anni '80 se ne sono appropriate generazioni che non erano nate allora (vedi l'operazione nostalgia di Wall-E)Poi può darsi che mi sbagli e i giovani 18-25enni oggi sono assolutamente liberali e aperti e non consevatori e bigotti, tu ne conoscerai di sicuro centinaia così. E mi rassicuro.Io a leggere quello che scrivono ho i miei dubbi.Quanto a fare l'amore (suppongo con la propria ragazza, non con una con cui sei uscito sperando che te la dia la sera stessa…) ci si può chiarire sul significato.Fare l'amore è non avere fretta nel rapporto, giocare i tempi giusti, cercare il piacere del partner, sapere "giocare" (quanti "giocano" facendo l'amore? pochi).Fare l'amore, cioè fare sesso con la persona che ami implica lo scopare di gusto.Cioè implica il giocare e trovare soluzioni eccitanti per raggiungere il piacere, in ogni modo che i due partner decidono di provare. E ogni volta che lo si rifà va sempre meglio.Se ti limiti alla "missionaria" e per carità il sesso orale no! allora sì, è vero, siamo lontani dallo scopare di gusto.E cose di questo tipo fatte con la persona che ami indubbiamente sono più appaganti.Ma solo perchè al di là dell'amore si è raggiunta una intesa e complicità sessuale che porta a conoscere il corpo dell'altro quasi come il proprio raggiungendo vette di piacere impensate.Sempre che il raggiungimento del piacere non sia visto come "peccato" oggigiorno.Spero di essermi spiegato bene.Al cinema però mi riesce difficile assistere a scene moralisticheggianti (tipo come trattano la ragazza dopo che sanno che è stata con il tipo "grande"). Ma sono convinto che molti adolescenti che hanno visto il film la pensano come i ragazzi e le ragazze del luna park. Em è una troia.Ma il dato più importante per me è che mi sono annoiato, allo stesso modo in cui mi annoiai con Star Wars I II e III.Così come sono convinto che se un 20enne medio non cinefilo lo metti davanti a Star Wars del 1977 senza rimaneggiamenti ma nella copia uscita nel 1977, un po' si annoia.grazie per il tuo commento

  4. Alberto Di Felice ha detto:

    souffle: E se fosse stato ambientato nel 2009? Faccio questa domanda, stupida, perché come ti dicevo è proprio dal punto di vista estetico che gli anni '80 non ce li vedo; quindi, togliendo il fatto che non ci sono i cellulari e quant'altro, il film così com'è potrebbe svolgersi tranquillamente nel 2009. Non so: non sono così convinto che l'ambientazione anni '80 fosse "l'unica strada per Mottola per fare impazzire il pubblico giovane".Sono più convinto che il fatto sia la "sincerità" di cui parla Noodles, e che anch'io ho sentito: cioè, in questo film (ma anche in un bel po' di film proprio degli anni '80, che sono stati un bel decennio conservatore) si propugna l'amore fra adolescenti piuttosto che lo scopare di gusto. Perché "scopare di gusto" dev'esser meglio rispetto a "fare l'amore"?

  5. souffle ha detto:

    @noodles: beh tu sei in buona compagnia, sono io che sono da solo. ^^Non so cosa dirti, probabilmente è questione di età, come ribadivo in un altro post. E su quello non c'è nulla da fare.Cioè io giocavo con il commodore 64 e andavo sul serio sull'autoscontro, non come uno che prova il treno a vapore (dai vediamo questa cosa da vecchi), ma come uno che è nato quando era figo andare in autoscontro.Ecco, a me pare che i ragazzi e le ragazze del film siano tutti ragazzi del 2009 precipitati in un film anni '80 per uno scherzo del tempo.E il film di Mottola pare un film del 2009 caduto nel 1987.Il mio interesse è pari a zero.Ma non nego che era l'unica strada per Mottola per fare impazzire il pubblico giovane.Come ha fatto Lucas con Star Wars I, II e III.Se avesse fatto una cosa "anni '70" non se lo sarebbe filato nessuno.Detto questo mi piacerebbe infine vedere una commedia del 2009 in cui si scopa di gusto e non "si fa l'amore". O quantomeno non si condanni chi scopa di gusto. Sarebbe già un passo in avanti.

  6. Noodles ha detto:

    Ultimamente siamo spesso in disaccordo, come con il film di Smith qualche tempo fa. Leggendo la tua recensione mi son più o meno trovato nella stessa situazione: ciò che tu vedi come stereotipi a me sono piaciuti comunque. Non nego che il film faccia leva su alcuni elementi topici della tradizione americana, ma devo dire che a me ha convinto.Quanti film che ci garbano sono in fondo basati sui soliti elementi fondamentali, le solite strutture narrative, i soliti personaggi. Secondo me a fare la differenza è l'approccio e la sincerità e trovo che il film di Mottola abbia entrambe le distinzioni.

  7. souffle ha detto:

    @alberto: sì hai ragione, livello estetico che si traduce in coinvolgimento emotivo per lo spettatore.Non so, mi è parso evidente, a livello di pancia, prima e di testa poi, il chiaro intento di Mottola di "usare" i suoi ricordi per parlare a una generazione che non è la sua, o, peggio ancora, raccontare la sua adolescenza con gli occhi di un 18enne di oggi. Operazione che finisce per interessare però solo i giovanissimi.

  8. Alberto Di Felice ha detto:

    Non so, probabilmente mi piacerà di più fra un po', e rivedendolo. Sono d'accordo sul fatto che rispecchi poco gli anni '80, ma nel mio caso credo sia più un fatto puramente estetico.

  9. souffle ha detto:

    Io ricordo che al liceo parlavamo molto di politica, del craxismo ma anche di cinema. Restavamo alzati a vedere Quelli della notte e Fuori orario. In molti eravamo "pantegane da biblioteca" ma sognavamo guardando Tom Cruise che ballava in mutande in Risky business.Non so come dirti, ma quello che manca agli adolescenti oggi è lo stupore della scoperta, lo sguardo rubato e una bella anarchia dei sentimenti. Io sono dispiaciuto che siano tornati ad essere conservatori, probabilmente per reazione. Un vero peccato.Un saluto

  10. Mauro ha detto:

    Negli anni '80 c'ero, e facevo parte della pletora dei nerd, troppo sfigato per fare il ganzo con le donne (d'altronde avevo già ben chiaro che non erano materia che mi attirasse), troppo snob per fare il paninaro, ma ottima pantegana di biblioteca. La nostra generazione scimmiottava gli USA forse un po' più di adesso… e leggendo questo articolo mi rendo conto che facevo anche ben ad evitare certi film. In effetti in quegli anni andavo molto poco al cinema

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