Lo trovi accanto agli insaporitori

Ricordo quanto ero scioccato il mio primo giorno di lavoro nella pubblicità, perchè non riuscivo a capire una parola di quello che dicevano. Era come se avessi accettato un lavoro all’estero: “story board”, “VO”, “slogan”, “appalti”, “ente di certificazione”, “agente esclusivo”. Non capivo niente. La mia espressione preferita era “Due F in una C”. Si riferiva ai beni di largo consumo e stava per “Due fiche in una cucina”.


Augusten Burroughs, Dry – Alet Edizioni


Ci troviamo in una cucina che sembra sia stata appena scartata da un mobilificio. Anzi, sembra ci troviamo dentro un mobilificio dove per qualche strano motivo stanno cucinando o, meglio, stanno fingendo di farlo. Dovrebbe essere una abitazione, una cucina vissuta, di quelle dove fai da mangiare ogni giorno, “niente piatti pronti” ci ammonisce una delle due fiche in cucina.
Sta preparando 4 fettine di carne che hanno visto giorni migliori. Sembra quel cibo che cucinano nelle dimostrazioni delle padelle antiaderenti alle fiere di paese.
Ad un certo punto, la fica che cucina dice all’altra fica di rendersi utile, e di passarle Vinchef.
Che sarà mai Vinchef? La mente straordinaria di coloro che attentano al nostro palato ogni giorno ha partorito un prodotto che contiene in sè il vino (il famoso “sfumare con il vino bianco”) e una serie di aromi di vario tipo. Così mentre aggiungete il classico tocco di vino per insaporire i vostri piatti, avete dentro tutti gli aromi che vi servono, anche quelli di cui non conoscete il nome né l’odore. L’apoteosi della pubblicità, crearvi dei bisogni che non sapevate di avere e spingervi a soddisfarli compulsivamente.
La morte della creatività in cucina, del guizzo, dell’anarchia e dell’originalità. Qualcuno ha pensato al tuo posto e la cosa ti piace.


“Negli ultimi anni il tempo dedicato alla preparazione dei cibi si è ridotto drasticamente.
Emerge nei consumatori l’esigenza di cucinare piatti appetitosi nel minor tempo possibile” (ci dice l’Agenzia).
“Studi di mercato hanno evidenziato un elevato gradimento complessivo del concetto di prodotto (score 4 su 5)” (continua entusiasta l’Agenzia, quanto adoro questi termini da focus group).



Mentre le stanche fettine annegano nel Vinchef, arriva “l’uomo”, si unisce alle due donne e dice annusando l’aria in modo un po’ troppo scoperto: Che profumino, dov’è lo chef? E la cuoca, orgogliosa, mostra la bottiglia.
Prima ci aveva comunicato, con l’espressività di un sedano che fa una comunicazione di servizio, che possiamo trovare il prodotto al supermercato, nella zona degli insaporitori, ad esempio quel succo di limone in bottiglia che ha visto i limoni da lontano o il “misto arrosto”.


La pubblicità è di una tristezza commovente, ed essendo pensata da gente che non sa cucinare per gente che non sa cucinare è giusto che sia interpretata da gente che non sa recitare in una scenografia che ti sembra venga smontata mentre ancora stanno finendo di dire le battute.
La fotografia “stile neon da telepromozione” lontana dal glamour delle pubblicità delle cucine, segnala il target di riferimento di un prodotto del genere oppure, idea tragica e forse ancora più bella, un “vorrei ma non posso”, in cui il tentativo di lanciare un prodotto “chic” per “gente di un certo livello” naufraga per l’esiguità del budget a disposizione.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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5 risposte a Lo trovi accanto agli insaporitori

  1. alicecontini ha detto:

    Grazie a Lei per aver dedicato un po' del Suo tempo per rispondere al mio "maligno"(mah) commento.Ci tengo a precisare che esso esce affatto dall'ufficio stampa dell'azienda, che nemmeno conosco, bensì dal frutto di una decennale esperienza maturata al servizio di una nota Casa produttrice di vermouths e vini aromatizzati.Rispetto la Sua scelta di consumatore: liberissimo di continuare ad arricchire i suoi piatti con il vino bianco e separatamente gli aromi freschi, mentre io continuerò ad arricchire i miei con Vinchef!

  2. souffle ha detto:

    Gentile Signora, questo suo commento sembra uscire dall'ufficio stampa dell'azienda.Ma non voglio essere maligno come lei e invece dirò che è un moto spontaneo di un consumatore che si mostra indignato per come si parla di un prodotto che è invece meraviglioso.Sono felice che lei abbia trovato Vinchef gradevole e fantastico come i migliaia di consumatori entusiasti per questo favoloso prodotto pensato per tutti quelli che, come dice lei hanno poco tempo da dedicare alla cucina e alla spesa.Se lei me lo permette, io continuerò a usare il vino bianco per arricchire i miei piatti e, separatamente, gli aromi freschi che trovo dal mio ortolano e al supermercato, senza usare gli "insaporitori".E' una mia scelta di consumatore.Come credo possa essere una scelta libera quella di riflettere criticamente sulle modalità che vengono usate per la comunicazione commerciale di un prodotto.Sono sicuro che le mie "tristi" e patetiche parole non saranno un danno per Vinchef, che trionferà in cucina per la gioia dei suoi milioni di consumatori.La ringrazio per il (molto) tempo che mi ha dedicato e per essere passata da queste parti.

  3. Forse… "qualcuno ha pensato al tuo posto e la cosa ti piace"… di Alice ContiniSono un'assidua consumatrice di Vinchef, nel senso che da quando l'ho scoperto, lo utilizzo nella preparazione di tutti i miei piatti a base di carne e pesce, nei sughi e nelle conserve…Sono rimasta sorpresa nel leggere il blog denigratorio • dello spot creato dall'azienda produttrice per pubblicizzare il Vinchef e • del prodotto stesso.Per il semplice fatto che il nome commerciale è costituito da due termini francesi, il "maldicente" ha ritenuto lecito attestare che l'intento era quello di "creare un prodotto chic "destinato a gente di un certo livello", senza rendersi conto, nemmeno per un attimo, di essere completamente fuori strada.Convengo che lo spot in questione non sia certamente un'opera d'arte, ma un'azienda che voglia pubblicizzare un suo prodotto senza spendere cifre esorbitanti che andrebbero a incidere sul prezzo finale al consumatore si vede purtroppo costretta a impiegare attori alle prime armi, utilizzare scenografie improvvisate e giovani registi. E poi… " la fica" di qui… "la fica" di là… e che? Dovevano pure sceglierla brutta? Il "glamour" costa caro e, purtroppo, lo paga anche chi va al supermercato a comprarsi gli ingredienti per cucinare.Quello che però non condivido nella maniera più assoluta è che Vinchef sia destinato a coloro che non sanno cucinare. Questa affermazione, oltreché offensiva nei confronti delle migliaia di consumatori di Vinchef, è pure errata. Le persone che usano il Vinchef sono chiaramente abituate ad arricchire il sapore dei loro piatti con le erbe aromatiche (non si tratta qui di un bisogno che non "sapevano di avere" ma di un gusto antico, infatti l'utilizzo delle erbe aromatiche per cuocere i cibi è antico quanto l'uomo e già citato addirittura nei testi biblici), anziché utilizzare essenze artificiali e sanno quanto sia apprezzabile sfumare la cottura dei secondi piatti a base di carne e pesce con del vino.Probabilmente Vinchef è stato pensato anche per quei consumatori che, vivendo in città, non possono sempre avere a disposizione in cucina, il rametto di rosmarino, piuttosto che di salvia, timo, maggiorana freschi nonché di tante altre erbe aromatiche di cui forse chi ha criticato il prodotto, non conosce neppure l'esistenza e che invece Vinchef contiene…Il fatto poi che si critichi la materia base utilizzata per produrre il Vinchef, senza peraltro sapere di che cosa stia parlando, m'induce senz'altro a pensare che il suo giudizio possa essere stato manipolato: ho letto di abbondanti giacenze di vini doc e docg, invenduti che, pur essendo di ottima qualità, vengono destinati alla produzione di bevande aromatizzate, vermouth, insaporitori, ecc.Consentire alle persone che lavorano e che hanno poco tempo da dedicare alla spesa e alla cucina di prepararsi una scaloppina con gli aromi dell'orto, anche se l'orto non ce l'hanno, a un prezzo tutto sommato più che abbordabile, mi pare una scelta commerciale intelligente e coraggiosa. Il patetico tentativo di screditare un prodotto senza avere né i titoli, né le conoscenze tecniche necessarie per farlo, mi sembra, al contrario, alquanto triste!

  4. souffle ha detto:

    @watkin: lo spot lo trovi su http://www.vinchef.it

  5. Watkin ha detto:

    Eh, ma facci vedere il video!

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