Mamet: riflessioni

Scrivere per la radio costringe e insegna a seguire la corrente, vale a dire la storia. La storia è tutto cioò che compete al teatro, il resto è solo involucro: questa è la lezione che impartisce la radio.

Domanda: Ti è piaciuto il film?
Risposta: Tecnicamente era eccezionale.

Va bene, e allora? Anche Hitler aveva una cinematografia fantastica. La domanda che abbiamo smesso di farci è: “Quelle tecnica cinematografica eccezionale o fantastica è messa al servizio di cosa?”.
La “tecnica cinematografica” è stata la morte del cinema americano e la “produzione” la morte del teatro americano.

Lavorare per il cinema mi ha insegnato (per il momento, almeno) a seguire la trama e a non barare.
Noi americani abbiamo sempre considerato Hollywood, bene che vada, un covo di corruzione e venalità. Ed è vero. Non è un Monastero per la Conservazione della Verità Estetica. E’ un posto in cui tutto è estremamente caro.
Oggi (1986 – N.d.R.) girare un film costa centomila dollari al giorno. Perciò non è una buona idea scrivere una splendida scena che intralcia la trama, dato che, quando il film viene montato e il tecnico deve ridurre da due ore e un quarto a due ore tonde, la splendida scena che intralcia la trama è destinata ad essere tagliata e lo scrittore la sciupato la bella somma di centomila dollari.
La preoccupazione che hanno a Hollywood per l’aspetto economico mi ha riportato ai miei primi anni in teatro.
Quando mettevamo in scena commedie nei garage e negli scantinati delle chiese, tutto quello che veniva usato nello spettacolo era preso in prestito, rubato o, come extrema ratio, acquistato col salario da tassista o da cameriera dei membri della compagnia.
Questo rapporto salutare con le necessità finanziarie era tutto a vantaggio della qualità del teatro perchè sulla scena veniva messo solo ciò che era indiscutibilmente essenziale alla produzione.
Un altro aspetto istruttivo a proposito delle necessità finanziarie che ho scoperto lavorando per il cinema, è la costante preoccupazione per il pubblico.
Nei teatri-garage, se non sei divertente, la gente non ci viene.
Non sembra che a Broadway questo principio sia molto in voga, ma a quanto pare per il cinema funziona.
Con l’intenzione di convincere il pubblico a comprare i biglietti, i popcorn prima dello spettacolo, Bob Rafelson (regista del Postino suona sempre due volte e mio sponsor a Hollywood) mi poneva in continuazione domande sulla sceneggiatura, e la sua richiesta era sempre: potrebbe essere migliore?

(Da David Mamet, Writing in Restaurants)

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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