ostinato Rivette

Che noia questi vecchi francesi! Mai che ci concedano una citazione da mandare a memoria, una scena fica, una canzone da mettere immediatamente nell’i-pod, una colonna sonora assordante e sopratutto, incessante.

Questo direi se fossi altri da me. Ma io sono io, purtroppo.

E come potrei mai spingervi a vedere l’ultimo film di Jacques Rivette, Questione di punti di vista (36 vues du Pic Saint-Loup) tacendovi che non contiene nulla di quello che ho elencato sopra?
Potrei dirvi che Jane Birkin è splendida e torna al circo di famiglia dopo anni in seguito alla morte del padre, che c’è Castellitto (bravissimo) che è un Angelo salvatore (e Motore Creativo e Demiurgo) anche se si chiama Vittorio. Che siamo nella Francia meridionale (che vista, signori, che vista!) ma potremmo essere a teatro.

Riflessione su arte e vita, realtà e rappresentazione, palcoscenico (o pista da circo) come unico luogo della Verità, unico posto in cui mettersi a nudo, affrontare le proprie paure e vincerle. A partire dalla prima: la paura proprio di entrare in scena (che colpisce sia Castellitto che la splendida Birkin).
Paure in palcoscenico, messa in moto della parte irrazionale del cervello.
Una volta dentro, dimenticarsi di recitare la parte, recitarne una nuova, migliorarla, cambiare la scena, il punto di vista, le entrate e le uscite (ri)mettere in gioco tutto, recitando per se stessi, non concedendo nulla al pubblico (del circo e della sala cinematografica), nemmeno di risolvere la (finta) detection messa in scena come pre-testo, gioco divertito e divertente giocato sempre contro le aspettative dello spettatore.
Cinema della riflessione e del silenzio, la tenace rinuncia a qualsiasi musica, a ogni intervento sonoro spinge a concentrarsi non tanto sulle parole, quanto sui volti, sui particolari, sulla scena, sul fiato, sulla prossemica, su tutte quelle cose cui di solito si presta poca attenzione, specie quando in un film “non dicono nulla, non parlano” e se non stanno parlando ci si può distrarre in vari modi.
Ostinatamente Rivette costringe a stare lì, in silenzio a riflettere confrontandoci con le immagini, con i panorami, le facce, gli oggetti, in definitiva con noi stessi.
Prendendosi gioco (siamo al circo in definitiva) con incredibile coerenza narrativa e lucidità di sguardo e solidità di messa in scena, sia dei meccanismi del cinema “commerciale”, sia di quelli dell’autistico cinema d’autore.

L’arte, la vita e il cinema sono un continuo movimento circo-lare, vita come tournée, una ronde in cui parti per poi (ri)tornare, un luogo dove un autore ribadisce il proprio stile senza fare nessuna concessione alle mode, accoccolato in un circo fuori dal tempo e dai tempi.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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6 risposte a ostinato Rivette

  1. Anonymous ha detto:

    leggere l'intero blog, pretty good

  2. Anonymous ha detto:

    leggere l'intero blog, pretty good

  3. Alberto Di Felice ha detto:

    Ormai dovrò vederlo in dvd, perché come intuirai in giro non si vede granché dato che è proiettato su soli 7 schermi nostrani. Io Rivette l'ho scoperto con "Storia di Marie e Julien" — tardi in termini assoluti, ma fortunatamente nei tempi nei quali forse iniziavo a capire qualcosa — che credo rimarrà il mio suo film preferito. Anche se non posso spacciarmi per un fine conoscitore dell'intera sua opera perché mi mancano tutti i precedenti "La bella scontrosa" (che anche quello…) e in più i due "Giovanna d'Arco" dopo; poi più ripenso a "La duchessa di Langeais" e a Depardieu e più la mia certezza vacilla.

  4. Pickpocket83 ha detto:

    Eh, persa l'affollata proiezione in sala grande era l'unico modo di vederlo… ^^Sicuramente sì. Ero curioso di misurarmi con un regista che non conoscevo. E che di certo avrò modo di conoscere meglio in futuro.Grazie a te per il bel post. C'è bisogno che tutti si dia il proprio "punto di vista". A maggior ragione su film di cui si parla in giro così poco.

  5. souffle ha detto:

    @pickpocket83: già ti fa onore essere andato a vederlo alle 8.30 del mattino! ^^E ogni incontro con un cinema che non conosciamo è una avventura straordinaria.Un saluto e grazie per il tuo commento.

  6. Pickpocket83 ha detto:

    Premettendo che:1) Non conosco il cinema di Rivette.2) Ho visto questo film a Venezia, ad una proibitiva proiezione delle 8.30 del mattino.3) Per le due ragioni di cui sopra il mio parere sul film assume un valore decisamente "relativo". Ho trovato il film molto rigoroso nel suo impianto stilistico e come tu giustamente sottolinei impreziosito da della ottime interpretazioni (della Birkin su tutti). Ma in tutta sincerità non posso aggiungere altro. Nemmeno che il film mi sia piaciuto. Un saluto

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