Dal contenuto al contenitore

Botta e risposta tra il Tg1 e il critico del Corriere, Aldo Grasso. Oggetto: la rubrica di libri del telegiornale più visto in Italia.
Sotto il precedente direttore si chiamava Benjamin, omaggio a Walter Benjamin, scrittore e critico tedesco autore, tra gli altri di scritti come “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” o “Critiche e recensioni. Tra avanguardie e letteratura di consumo”.
Insomma un omaggio che era anche una presa di posizione, una dichiarazione di intenti, un volere mirare al contenuto dei libri, cercando di farne capire la meraviglia e la complessità. Una dichiarazione di nicchia senza dubbio.
Arriva Minzolini alla direzione del giornale e la rubrica cambia nome. Diventa Billy. Nessun riferimento letterario ma un riferimento mobiliare. Sì, si tratta della più economica e famosa libreria di una nota catena svedese. Tanto nota che una banale commedia americana recente ambientava alcune scene all’interno di un suo store. Ikea come segno di appartenenza al di là di razze e censo, come elemento di riconoscibilità nel gruppo (anche tu hai la lampada grundtal!), come simbolo del vivere precario, instabile e a rapido deterioramento. Niente è per sempre, nè i sentimenti, nè le relazioni, nè tantomeno i mobili.
Se la Nutella (un surrogato del cioccolato) diventa il simbolo della generazione di sinistra degli anni ’70, Ikea è un simbolo della generazione di precari (nel lavoro e nella vita) del nuovo millennio.
Una rubrica di libri che si chiama Billy è anche in questo caso, una dichiarazione di intenti, un programma di azione. Più che il libro come contenuto di idee (anche difficili, complesse, faticose) il libro come oggetto da riporre nel contenitore (hai l’ultimo Eco? sì, è lì sopra, mi fa pendant con l’ultimo Vespa).
Il cambiamento ci sta tutto. Il popolare Tg1 non è luogo dove parlare di letteratura, ma spazio dove promuovere romanzi di rapido consumo e deterioramento, fatti per essere “usati” lì e ora, noti a tutti, simpatici, funzionali e che facciano fare gruppo. Come un mobile svedese.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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2 risposte a Dal contenuto al contenitore

  1. souffle ha detto:

    @Giulia: ma certamente sì!

  2. Giulia ha detto:

    Ma noi happy few potremmo sempre interpretarlo come un riferimento cinefilo. O anche Bellefilo (vedi supra), no?

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