Un libro umido

Non essendo fortunatamente un critico letterario, mi limiterò semplicemente a consigliare la lettura de Il sindacato dei poliziotti yiddish di Michael Chabon, scritto nel 2007 ed uscito nello stesso anno per Rizzoli.

Un aspetto di indubbio interesse è la scenografia di questo romanzo, una versione alternativa di “come le cose sarebbero potute andare per Israele”. Una scenografia/Storia che avvolge la storia senza soffocarla. I sottotesti politici sollecitano riflessioni post 11 settembre a qualche anno di distanza (di sicurezza).
Ma l’aspetto più interessante è chiaramente la costruzione noir, con echi chiaramente chandleriani, anche se siamo sicuri che Chabon aveva in mente Hawks, nella suo avere disegnato una femmina forte e un maschio debole che la femmina aiuta a rialzarsi.

Chabon offre una scrittura precisa e avvolgente di chi conosce la lezione, ed è volutamente poco preoccupato del whodunit, su cui perde lievemente il controllo verso la fine.
Il ritmo è incalzante anche se si procede lentamente, impacciati come chi cammina in mezzo a una pioggia fitta.
Ho usato goffamente una similitudine perchè Chabon ne usa parecchie in questo romanzo.
La cosa affascinante è il continuo evocare immagini di questo libro senza ricorrere a metafore.
A volte Chabon richiede al lettore arditi viaggi sensoriali (Il suo odore è quello di uno spicchio di mela tagliato che comincia ad ossidarsi. Pinky odora di yogurt e sapone da bucato. Un’ombra del dopobarba di suo padre.).
Più spesso però si lascia andare a similitudini piovose, spesso sgradevoli come un paio di pantaloni bagnati che sei costretto a tenere addosso in pieno inverno, quasi mai banali ma nemmeno ostentatamente ricercate.
Si parla anche di scacchi in questo libro dove quello che conta non solo le singole mosse ma la visione di insieme. Non ti diverte sapere chi vince quanto osservare la partita, ed essere chiamato a giocarla, a sporcarti un po’ del fango e della neve dell’Alaska. Impregnarti di odori piacevoli e sgradevoli, sangue e urina, fumo e vodka.
Un uomo inizia a giocare senza voglia una partita che aveva smesso di giocare, poi vuole concluderla, meglio: è costretto a farlo. L’unica mossa possibile. Per tornare forse ad amare la donna che aveva perduto.
Un libro umido, Il sindacato dei poliziotti yiddish. Un buon libro.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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2 risposte a Un libro umido

  1. souffle ha detto:

    @noodles: lasciati tentare. ^^ Sono anche io d'accordo con Udp, Chabon è un autore che può piacerti. Buona giornata.

  2. Noodles ha detto:

    cavolo è un sacco che voglio leggerlo (insieme agli altri libri d Chabon, che mi fu consigliato tempo fa anche da UdP, che diceva che secondo lui era molto nelle mie corde. a leggere la tua recensione e altre cosucce dal web… la curiosità aumenta. non so perché non mi sia ancora deciso a comprare i suoi libri).

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