Easy Living Sturges in salsa Leisen

The camera has no ears. If you want to say it, get it on the screen.
Cecil B. De Mille

I was the enemy of the ordinary.
Fred Mc Murray in Hands across the table (I milioni della manicure)

Ricordare un film meraviglioso come Easy living (Che bella vita) mi permette di accennare a due personaggi formidabili della Paramount degli anni ’30 e ’40: Mitchell Leisen, il regista del film e Preston Sturges, colui che lo scrisse.

Leisen, che portò sullo schermo anche alcune sceneggiature di Billy Wilder (Midnight, Arise My Love, Hold Back the Dawn) fu regista perfettamente a suo agio nel mondo della commedia “sociale”, in cui l’eleganza delle riprese, l’assoluto controllo dei movimenti di macchina al servizio dell’effetto da ottenere, la cura nel posizionare i personaggi nella scenografia esaltavano gli accenni di “critica sociale” che la pellicola portava con sé.
Sturges, che fu anche apprezzabile regista, fu prima formidabile sceneggiatore (vedere The Power and the Glory e poi rivedere Citizen Kane).
Fu grazie a Sturges, primo sceneggiatore a convincere uno Studio a farlo esordire nella regia, se gente come Wilder e Huston poterono fare “il grande balzo”.

Leisen fu regista dimenticato dai cinefili, schiacciato forse dalla personalità dei writers di cui portò le storie sullo schermo e che lo non amavano il suo modo di usare le sceneggiature (spesso togliendo e tagliando al servizio della sua personale concezione del cinema e del pubblico, forte di quella frase di DeMille che fu il suo credo).
In realtà Leisen, che non ha avuto la fortuna di essere “riscoperto” dai francesi, fu uno dei registi più interessanti della Paramount dell’epoca, un regista che mise eleganza nella macchina da presa e fascino nell’obiettivo.
Un regista, non suoni sciocco dirlo, estremamente “visivo”: per Leisen del plot fanno parte imprescindibile anche scenografia e costumi.
Il cinema di Leisen si muove con scioltezza tra ambiguità morali e scambio di ruoli, travestimenti e mascheramenti, cadute e ascese sociali, messa in crisi della nozione hollywoodiana di mascolinità e femmine motore dell’azione; Leisen fu regista di una modernità sorprendente. Qualcuno che ne sa di cinema più di me di sicuro avrà raccontato il lato camp del suo cinema.

Easy living (1937), anomala screwball comedy al servizio di una formidabile Jean Arthur e di uno strepitoso Edward Arnold, possiede tutta la turbolenza sulla società americana di un plot di Sturges mitigata dalla grazia e dall’eleganza di Leisen.
Prendiamo la scena alla tavola calda. Ray Milland – il ricco rampollo che decide di fuggire dagli affari paterni guadagnandosi da vivere sparecchiando i tavoli – fa a cazzotti dietro le cucine. Cadendo sfascia il meccanismo di distribuzione dei piatti a gettone finendo per dare la possibilità a tutti di prendere il cibo gratis. Si scatena in finimondo. Leisen disegna in modo coreograficamente perfetto questo momento folle di “comicità slapstick”, donando grazia al momento della messa in scena del dramma sociale della “fame” che ancora pativa molta gente nel dopo crisi economica del 1929.

Easy living è una commedia sul denaro. La brama di possederlo e la paura di perderlo.
Come in Midnight, a una donna capita di entrare nel “bel mondo”. Ma a differenza della Colbert, che si adatta immediatamente a quel nuovo “ruolo”, Jean Arthur accetta con qualche resistenza e incosapevolezza in più quella nuova condizione, caduta dal cielo come la
pelliccia che dà il via alla storia.
Come spesso capiterà nelle pellicole di Leisen, un outsider entra nel mondo che tende ad escluderlo, con l’intenzione di rimanerci. Una metafora anche della sua vita da omosessuale a Hollywood.
Il gusto di Leisen taglia e cuce Easy living come un abito perfetto.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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6 risposte a Easy Living Sturges in salsa Leisen

  1. souffle ha detto:

    @Martin: prego. Dovrebbe essere ancora in offerta. Un saluto.

  2. Martin ha detto:

    Accidenti, ammetto la mia colpevole ignoranza. Eppure il cinema di quegli anni è la mia passione e proprio alla Fnac ho preso più volte in mano il cofanetto. A questo punto bisogna rompere gli indugi.Vedrò di recuperarlo, gracias.

  3. souffle ha detto:

    @Udp: dovrebbe costare 50 euro. Ma alla Fnac dove l'ho preso io, al momento è in offerta e ne costa 29,90 (per sei film stupendi tutti in v.o. e quasi tutti con una postfazione di Razzini). Buona giornata.

  4. UnoDiPassaggio ha detto:

    Ho l'orribile sospetto di non aver mai visto nulla di Leisen. Prezzo del cofanetto?

  5. souffle ha detto:

    Sì ho comprato il cofanetto Leisen fatto da Vieri Razzini, ne vale davvero la pena, ci sono 6 suoi film stupendi.Anni fa avevo seguito un ciclo su Leisen curato proprio da Razzini su Raitre e mi ero entusiasmato per questo regista.Prova a cercarlo, sono sicuro che a Watkinville lo trovi. ^^Buona serata!

  6. Watkin ha detto:

    Che voglia di vederlo! L'hai in dvd?

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