Scrittura veicolo di emozione

Giocando a carte (s)coperte con il pubblico Polanski ri-scrive ancora il thriller dell’uomo comune hitchcokiano, un modesto ghost writer tirato dentro una storia più grande di lui che non ha nessuna voglia di cambiare, ma è animato da una tenace voglia di superarla per lasciarsela alle spalle.
Cinema magistralmente didattico e felicemente tradizionale, senza facili concessioni a nuove estetica del thriller, che a carrelli e campi medi preferiscono roboanti musiche, e montaggio da mal di pancia.
L’uomo nell’ombra si muove solido su toni sommessi, suggerisce tensione senza urlarla. Il regista (ghost) writer, vince la scommessa sui committenti con la sicurezza e l’esperienza di chi sa come funziona una pagina se scritta in un certo modo, a prescindere dal materiale che si ha in mano.
Due + due fa sempre quattro, direbbero Wilder o Lubitsch.

La riscrittura della corruzione del Potere, la soluzione del mistero della vita di un uomo, di un leader (e del suo posto nella storia del suo Paese) divengono catarsi di un personaggio dal proprio ruolo, soluzione (del) finale (del libro e del film), la voglia di verità e giustizia cedono al desiderio tramico di liberazione di un uomo dal suo personaggio, di uno scritttore per commissione da un libro che non gli appartiene, per precipitarlo, spaesato e incerto nelle ultime inquadrature, rapidamente (bam!) fuori dal fotogramma e dal racconto.
Un cinema che nel momento in cui svela la “verità” con accademica precisione, comunica con altrettanta urgenza il suo rifiuto a divenire messaggio ma solo veicolo di emozione. I fotogrammi sono fogli di carta che si disperdono in aria, pronti per essere di nuovo catturati e impaginati ogni volta in modo diverso. Una e centomila verità. Nessuna verità, se non quella ingannevole e splendidamente inutile del cinema .

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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4 risposte a Scrittura veicolo di emozione

  1. souffle ha detto:

    Sì, direi che sono d'accordo. E mi pare un altro tassello hitchcockiano da aggiungere. Grazie per il tuo commento.

  2. Bette ha detto:

    (Spoiler, maybe)Aggiungerei che il finale è fatto per noi spettatori, non certo per una trama coerente. L'agnizione che corona tutte le scoperte precedenti è avvenuta poco prima, impossibile che l'avvenimento esiziale sia ordinato in conseguenza di quella. Né che fosse stato disposto in anticipo: l'Ombra non avrebbe dovuto nemmeno essere presente, quel giorno in quel luogo. A meno che (mi accorgo ora mentre scrivo) stia dalla parte dei cattivi anche la signora che non indossava la fede perché è "troppo pesante".

  3. souffle ha detto:

    @noodles: sei sempre molto gentile. Grazie e un abbraccio.

  4. Noodles ha detto:

    eccezionale la lettura metafilmica che fai del finale! Bravò! Sotto questa luce diventa anche più affascinante quel magnifico pezzo di cinema in chiusura.

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