multiculturalicucinità

Nel piacevolissimo soggiorno estivo ritemprante tra Belgio e Francia, in modo particolare durante il soggiorno parigino, ha avuto modo di assaggiare il multiculturalismo culinario, mangiando libanese, arabo, ebreo, cinese, thailandese, messicano, creolo. Oltre che francese e belga. L’ultima sera di permanenza è stata a base di galettes, crepes e abbondante sidro brut bevuto nelle tradizionali ciotole.

Mi sono anche reso conto della pazzia parigina per le cozze, visto l’altissimo numero di ristoranti dedicati al simpatico mollusco servito in capienti ciotole nere su cui si tuffano le avide fauci dei locali. E sono gli immigrati quelli che tengono aperti i piccoli supermercati dove rifugiarsi a prendere una orangina o una birra o fare una tardiva spesa alle 10 di sera.

Infine multiculturale è stato l’approccio di questo viaggio che ha portato me e Mr Sandman a vedere l’Institut du monde arabe, la Maison de la culture du Japon, il museo Guimet di arte asiatica, il museo di arte moderna del Centre Pompidou, e la Cinémathèque Française.

Al Centre Pompidou abbiamo visto con grande piacere e impegno (5 ore per una visita seria) la mostra Dreamlands, che ci ha guidati dal sogno dei parchi di divertimento urbani all’incubo delle città-divertimento di dubai.

Un viaggio che parte dai parchi gioco (Coney Island) e dai sogni bunueliani, per arrivare ai concept delle città del futuro, prossimo o mai venturo, dalla utopia di Epcot, alle provocazioni culturali anni ’70 degli architetti del Superstudio con “Italia Vostra” (il centro di Firenze allagato visto il successo della famosa alluvione, Venezia asfaltata di vetrocemento navigabile con gondole a motore, Pisa con la torre dritta e tutto il resto storto, il centro di Milano sotto una cappa a rilascio controllato di smog), fino alla cittadina vicino a Washington che si è reinventata totalmente bavarese per un rilancio turistico e commerciale, per arrivare a quella zona della Cina ricca di città realizzate in stile architettonico tedesco, olandese e italiano, passando per la Vegas degli anni ’90 con la sua Venezia perfettamente ricostruita fino a Dubai traguardo (im)possibile del futuro architettonico che ci attende, segnato dalla perfetta riproducibilità del “monumento”, oramai svuotato del luogo in cui è collocato, (ri)posizionato e (ri)creato in altro luogo, oramai slegato al suo passato di “cosa fatta in quel luogo e per quello scopo”, sdoganato dal suolo, dal paesaggio circostante, dalla città natale. Pronto per “la” fotografia standard del turista da catalogo. Che sia Eiffel/Parigi, o Eiffel/Las Vegas, o Eiffel/Dubai non pare coprire di sensi diversi il monumento. La foto è brutta, banale, standard, cheap, volgare, allo stesso modo.
Un magnifico orrore e una mostra complessa e difficile che mi è piaciuto vedere.

Infine, vagando per videoteche, mi sono imbattuto per caso nel dvd di The Hauting di Robert Wise, scoprendo che la copertina francese e quella italiana sono identiche. Un film che si trova anche da noi, ma è di difficile reperimento, per cui l’acquisto si imponeva.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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4 risposte a multiculturalicucinità

  1. Souffle ha detto:

    Bette: ahah. La cosa che più mi ha stupito è questa passione per un piatto che di certo non è parigino, semmai belga (di Bruxelles).
    Inoltre, non amando le cozze né io né Mr Sandman, la cosa ci procurava anche qualche ribrezzo.
    Deliziosi invece i dolci ebraici provati in una panetteria del Marais, approvati dal Rabbino Capo a quanto sosteneva un certificato sulla porta.
    Baci.

  2. Bette ha detto:

    Ciotole nere per le cozze? Che chic – ton sur ton (alla salute del patriarca di Io sono l’amore).

  3. souffle ha detto:

    @Sam: ciao! Sì, me le sono godute. Mi fa piacere che anche voi abbiate potuto apprezzare l'istituto del mondo arabo, una piccola perla da visitare. Un saluto!

  4. sam ha detto:

    Insomma, mi pare di capire che te le sei godute le ferie.L'istituto del mondo arabo è stato una piacevole recente scoperta anche mia e del mio compagno in uno degli ultimi viaggi a Parigi. Interessante architettura.

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