La statuina di Ozon

Ma, signora, vuole parlare con gli operai indossando tutti i suoi gioielli?
Certo, è grazie a loro se li ho potuti comprare, è giusto che se li godano un po’.

Gli scarissimi visitatori – perlopiù occasionali e unici – di questo blog potrebbero consentirci di elencare tutti i motivi per cui un film francese, femminile e vintage, come l’ultimo film di François Ozon, Potiche, non piacerà al giovane pubblico appassionato di cinema. Ma non lo faremo. Ci dispiace per loro, naturalmente, ma non possiamo salvarli.

Potiche verrà distribuito dalla BIM (non dagli amici della Teodora) (1), ed è diretto probabilmente a un pubblico più adulto, amante del cinema francese, forse, più femminile (nell’animo).

Ozon è regista capace di usare il genere come più gli piace e più piace al suo pubblico di affezionati. A lui interessa giocare con l’atmosfera – qui la fine dei politici(zzati) anni ’70 – facendo politica senza la pensantezza maschile, ma riversandovi quella leggerezza (che però non fa sconti) tipicamente femminile, che porta a ottenere i risultati senza necessità di esibire le penne del galletto.
E la leggerezza (attenzione a non scambiarla per superficialità) Ozon la riversa nel suo personaggio, madre di famiglia, moglie di un industriale degli ombrelli, impermeabile – perdonate il gioco – al mondo esterno, bella statuina sì, ma non di coccio, come ricorda suo marito alla fine, dopo che lei gli ha rivoltato la vita.
In questi film “da camera” (vedi 8 donne e un mistero ma anche Gocce d’acqua su pietre roventi) Ozon sfodera tutto il suo gusto per la composizione dell’inquadratura, si diverte a giocare coi cromatismi, usa le sue figur(in)e per il piacere della messa in scena.
Suzanne è donna appartentemente relegata a ornamento decorativo di una bellissima casa, da un marito puttaniere e nevrotico che (forse) la sottovaluta, ma con un passato pieno di avventure vissute con leggerezza scandalosa.
Ancora una volta una donna motore della narrazione, creatrice di eventi, elemento di femminile ricomposizione dei cocci che i maschi (il marito imprenditore Luchini, il sindacalista e vecchio amante Depardieu) hanno seminato.
La (ri)messa in scena di una vecchia pièce di Barillet e Grédy (che ispirarono anche il delizioso Fiore di cactus – altro film con una donna non semplice accessorio) è per Ozon felice gioco con il passato, anche quello cinematografico (il cinema di Demy naturalmente).
E se il film cede leggermente nella seconda parte, rimane nei nostri occhi un medaglione in cui si osservano i giovanissimi  e bellissimi Deneuve e Depardieu, che un ultimo metrò ha riportato sulla scena.

(1) Pare che il film avrà il sottotitolo “Quel genio di mia moglie” denotando ancora una volta la declinazione al maschile della comunicazione commerciale. Curioso che un film visto dalla parte di una donna sia “comunicato” con una ottica maschile. Prendano nota le donne che pensano non siamo più negli anni ’60. Update del 5 novembre 2010: scampato pericolo, il film ha come sottotitolo “La bella statuina” che sarà banale ma è meglio del precedente.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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6 risposte a La statuina di Ozon

  1. Souffle ha detto:

    @watkin: sì una vera delizia. ^^ Un saluto.

  2. Watkin ha detto:

    Visto stasera! Che delizia ^^

  3. Souffle ha detto:

    @Noodles: ahah, sì, forse per un pelo non rientri nella categoria. ^^
    Il mio era un mettere le mani avanti preventivo, forse ingiustificato.
    E in effetti, proprio i film che anche tu ricordavi sono quelli che a moltissimi invece non sono “piaciuti”, poiché questo lato più “leggero” di Ozon, quel suo gioco con le figurine (che poi sarebbero i suoi attori e, sopratutto, le sue attrici) trova purtroppo pochi estimatori.
    Buona giornata e grazie per il tuo commento.

  4. Noodles ha detto:

    Ah quell’ultima frase col riferimento all’ultimo metrò! Tranquillo che io ti leggo sempre specie per queste chicche.
    Non so se piacerà ai giovani. stavo per dire a me è garbato molto ma in effetti avendo attraccato la soglia dei trenta temo di essere fuori categoria – se intendiamo i ggggiovani. E dalla categoria mi mandano fuori a pedate anche la mia passione per il cinema d’oltralpe (in realtà però più quello passato) e per i film di Ozon che citavi. Che sono anche quelli che preferisco (insieme a Swimming Pool).

  5. Souffle ha detto:

    eheh, l’importante è questo, che i suoi film non lascino indifferenti. Dovrebbe uscire a breve, quando lo vedrai ne riparliamo. 🙂 Un saluto.

  6. perso già di suo ha detto:

    Ozon non mi lascia mai indifferente: ho trovato stupendo 8 femmes e orribile Swimming Pool, giusto per citare gli estremi. Questo mi pare più vicino a 8 femmes quindi non vedo l’ora…

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