Quella sera dorata, altro pezzo di avorio

Io non faccio film per bambini o adolescenti, faccio film per adulti
Nei miei film si mette cura nelle immagini, nella scrittura e nella recitazione
James Ivory in una recente intervista

Siamo contenti che James Ivory, nel prendere in mano il piacevole romanzo di Peter Cameron, Quella sera dorata (Adelphi), abbia consentito alla fida Ruth Prawer Jhabvala di modificare il destino di uno dei personaggi del romanzo, destino che a noi era parso ingiusto.
Non diremo quale sia, per non guastare la splendida visione al pubblico. Un pubblico, quello di James Ivory che ritroverà in questo film tutti i temi più cari dello scrittore, mirabilmente enucleati da Luca Pacilio in un fondamentale scritto.
“Diciamo sempre cose che non pensiamo, specie in questa famiglia. A dire la verità diciamo spesso l’opposto di ciò che pensiamo” dice Anthony Hopkins, il fratello dello scrittore defunto di cui il protagonista vuole scrivere la biografia, piombando in Uruguay e innescando il cambiamento nella vita di un gruppo di famiglia in un interno di sentimenti (significativamente, il secondo romanzo del defunto Autore, che “raccontava della famiglia”, egli non riusciva a finirlo).
In questa frase, non presente nel romanzo, c’è tutto il cinema di Ivory. Parole trattenute, sentimenti nascosti, o repressi, un confronto tra i caratteri che deve arrivare all’apice della sopportazione interiore per esplodere. E spesso non lo fa neppure allora, rimanendo lancinante tormento interiore dei personaggi.
The City of your final destination, recita il titolo del romanzo e del film, in modo più appropriato di quello italiano. Ed è il punto di arrivo della propria esistenza, la zona di quiete soddisfatta, la città in cui si vivrà finalmente se stessi. Che altro scopo avrebbe il nostro dottorando Omar con la sua (già fallimentare) biografia dell’autore di un solo libro, col suo precipitarsi in Uruguay, a conoscere la complessa famiglia del defunto (moglie, amante, figlia dell’amante, fratello con longtime companion)?
Omar non lo sa, ma noi sì, e così pure Ivory, che ce lo ha mostrato molte volte. Il personaggio ivoryano, schiacciato da condizionamenti familiari, affettivi, sociali, culturali,  morali,  fa una scelta. A volte coraggiosa, altre meno, quando essa si traduce in rinuncia. Se questa è his final destination, Ivory ha deciso per il coraggio. E gliene siamo grati.
Cenno per l’ottimo cast, in cui spiccano una perfetta Laura Linney e un Hopkins che deve solo dire grazie per le parti che il regista gli regala.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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2 risposte a Quella sera dorata, altro pezzo di avorio

  1. Souffle ha detto:

    @Alessia: ti ringrazio. so di non essere da solo. Gli ivoryani sono diffusi ma silenti. Buona serata.

  2. Alessia ha detto:

    finalmente qualcuno che apprezza il cinema di Ivory!

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