Zack e Miri, Harry e Sally

Aggiornamenti
Ripesco questo pezzo sul film di Kevin Smith, che esce in Italia dopo molto tempo dall’uscita americana (2008), con un titolo (Zake & Miri, amore a… primo sesso) che si allontana dall’originale ma ne rispecchia le intenzioni conservatrici sotto la patina “trasgressiva”. La ripropongo tal quale, con i commenti dell’epoca.
Rileggendola rimango convinto che Kevin Smith sia uno dei registi più sopravvalutati della sua generazione in compagnia degli script e delle prestazioni attoriali di Seth Rogen.
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Zack e Miri fanno un porno, ultima fatica del nerd Kevin Smith è un omaggio alla commedia americana anni ’80 da parte di un cinefilo militante pensata per il suo pubblico di riferimento.

La commedia, tolta la patina di “volgarità” e di battute sessuali alcune effettivamente divertenti, è abbastanza convenzionale: lui e lei si conoscono dalle elementari, sono come fratello e sorella, non si innamoreranno mai uno dell’altra, ma noi sappiamo dopo 10 minuti che succederà. Il vero problema di script, in questi casi, è come andare oltre quei primi 10 minuti e convicerci a stare dietro Zack e Miri per altri 80 minuti e sopratutto convincerci che il ciccio, sudaticcio e flaccido Seth Rogen possa essere un tipo che si fa una bellissima ragazza, contro ogni probabilità e verità (ma in fondo il film è la realizzazione del sogno del nerd).

Omaggiando la commedia wilderiana che funziona sempre, i nostri due eroi si trovano a fare una cosa che non avrebbero mai fatto se non si fossero trovati in stato di necessità: per pagare le bollette gireranno un film porno amatoriale. Curtis e Lemmon in Some Like It Hot si travestivano da donna per sfuggire a dei killer della mafia.
Ma se in Wilder, nonostante la censura, c’era spazio per spargere ambiguità lungo tutto il corso della pellicola (pensiamo solo alla scena Curtis/Monroe, in cui è lei a scopare lui, lei che prende l’iniziativa, cosa inaudita per quei tempi), Kevin Smith che potrebbe agire senza censure (e senza i lacci del cinema mainstream cui lui non appartiene) tira il freno a mano e costruisce una commedia tradizionalista e anche un po’ bigotta.

Una commedia che non solo celebra il trionfo dell’amore romantico (e qui ci siamo) ma che si premura di seminare dubbi e riprovazione sia sull’uso di giocattoli erotici sia sul sesso fatto in modo non tradizionale sia sull’uso di video porno per stimolare la vita di coppia e trovare nuove eccitazioni.
Analizziamo tutti questi aspetti senza avere paura di usare le parole per quello che sono, paura che ha invece preso gli sceneggiatori del film.

Stereotipi
La commedia lavora naturalmente anche sugli stereotipi: quindi lui bruttino ma orsone tenero che piace alle donne (sic?), lei comunque naturalmente bella. La riunione dei compagni di scuola (una ossessione per ogni nerd) e, naturalmente, il ragazzo più figo della scuola, è gay rispondendo così al desiderio di ogni maschio sfigato. Così fingendo di fare passare un momento di alta libertà e “trasgressione” si perpetua lo stereotipo per il quale il ragazzo bello della classe, quello che tutte volevano farsi, nel segreto delle riunioni nerd veniva chiamato: “quel brutto frocio”.
Unica nota divertente il fatto che il figo sia interpretato da Brandon Routh, il Superman di Singer e chi sa potrà cogliere tutte le allusioni del caso.
Per il resto siamo alle solite scheccate che tanto rassicurano il pubblico etero (i gay non sono come noi). Furbescamente, quando stai per spazientirti, Smith tira fuori la battuta cinefila che spesso è divertente: come quella su Glengarry Glen Ross (che forse avranno capito in 4).
Il concetto “Maschio bello = stupido idiota” viene replicato anche nel caso di Lester, uno dei maschi protagonisti del porno. E’ carino, ha “un bel cazzo” (come dice Bubbles) ma è, ovviamente un idiota, in modo che il protagonista Zack, che non potrebbe competere a livello fisico con lui, ne esca vincente.

Famolo normale
Zack e Miri dichiarano di avere visto dei porno ma non hanno le idee molto chiare su come si girino e su questo il film non spinge tanto ma il giusto per cercare di divertire. La cosa che però funziona meglio è vedere come la produzione del film porno diventi lentamente una qualunque produzione indipendente con tutti i suoi stilemi. Un aspetto su cui però Smith non calca troppo la mano.
E veniamo alle ossessioni maschili: le tette e il sesso anale (durante i provini per le attrici Zack cerca ossessivamente attrici che siano disposte a fare sesso anale, poco interesse rivestendo quello orale – cosa assai improbabile).

Sulle tette: l’amico nero di Zack che deve metterci i soldi viene attirato con la possibilità di vedere da vicino un mucchio di tette, nemmeno lui avesse 20 anni. Ma la cosa riesce: del resto, quando si fantastica sull’essere produttore di porno, ci si immagina scene come quelle del film, non scene assai più realistiche come quelle di Hardcore, con George C. Scott, che però era un dramma.

Riguardo al sesso anale la posizione del maschio è ambigua: da un lato quasi tutti i maschi ripetono che il sesso anale è una cosa dolorosissima, tanto da usarlo come metafora per situazioni catastrofiche (ce lo hanno messo nel, lo abbiamo preso nel, te lo metto nel, ecc.), dall’altro lato ritengono che la penetrazione anale sia bellissima per le donne, quasi che il sedere femminile sia più resistente di quello maschile, cosa ancora non dimostrata scientificamente. Certo, le donne sopportano meglio il dolore, ma allora si ritiene che il sesso anale sia “bello” solo per chi penetra, supponendo un rapporto di piacere egoistico?
Oppure, alle donne piace prenderlo, agli uomini no. Cosa peraltro non del tutto vera, visto che non sono pochi i maschi eterosessuali che trovano piacevole la stimolazione anale, ad esempio durante un rapporto orale. Per tacere dei maschi omosessuali naturalmente, ma questo è un altro discorso.

In realtà a livello visivo e contenutistico il film si dimostra assai tradizionale. La parola “porno” ha la stessa dimensione di provocazione di quella nota canzoncina italiana pop porno. Innocua e furba vellicazione. E non basta usare una ex pornostar per dare il brivido. Qui siamo di fronte a chi cita “Sua maestà Rocco Siffredi” ma non ha mai visto un suo film.
Il problema è naturalmente di aspettative ma anche di esaltazione francamente esagerata per un prodotto più tradizionale di quello che si voglia fare credere.

Quando, durante le riprese, il produttore amico di Zack suggerisce qualche cambiamento per rendere più piccante una scena, Zack si gira e gli dice: pervert! Insomma, certe cose proprio non si fanno, restiamo alla parodia rassicurante del porno come le coppiette che vedono il film pensano che sia.

La scena culminante del film quella in cui finalmente i nostri Harry e Sally si accorgono di quello che noi del pubblico già sapevamo è una scena in cui i due fanno l’amore rovinando naturalmente il film porno. Una scena che funziona e proprio per questo ribadisce il contenuto tradizionale della pellicola che non ha alcuna intenzione provocatoria.

Lo stesso dicasi per il sesso anale, accostato ad un incidente come la merda (peraltro esageratissima) o, quello che in gergo si chiama “effetto mottarello”, per allontanare tutti da una pratica così perversa.

La stessa condanna colpisce i sex toys (vibratore per lei, figa-torcia per lui) che non trovano mai posto come oggetti per aumentare il piacere e stimolarlo, ma come segno di disperazione solipsistica.

Infine i video porno stessi: alla fine del film (SPOILER) Zack, Miri e l’amico di colore aprono una casa di produzione che realizza sì video porno ma non destinati al commercio.
Cioè: care coppie noi vi riprendiamo professionalmente mentre scopate (ops: fate l’amore) così poi vi potete rivedere bene a casa. Il concetto è fare business con l’amatoriale professionale (quasi una dichiarazione di intenti di Kevin Smith).
Che la coppia possa vedere un video porno altrui per eccitarsi viene tranquillamente escluso.
Il (ri)vedersi è la ultima ossessione del nerd in un circuito (chiuso) di proiezioni su se stesso.
Anche Zack e Miri alla fine gireranno un porno, ma se lo vedranno naturalmente solo loro due.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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17 risposte a Zack e Miri, Harry e Sally

  1. Pingback: Cattivi vicini, la commedia sboccata si fa tradizione | Percorsi diversi

  2. Souffle ha detto:

    @paolo: il film nasconde un sottotesto reazionario (fate il sesso in modo “normale”) dietro una patina liberale e libertaria (nel linguaggio). Il giudizio sotteso nelle inquadrature, nello script che mi pare di avere evidenziato con le citazioni che ho fatto, esprime una posizione indiscutibile. Che il regista è libero di prendere ovviamente e io di respingere. Non amo molto chi si finge progressista e, alla prima domanda evidenziale il carattere reazionario e un po’ bigotto. Preferisco chi da subito mette le sue carte in tavola.
    Non sei sovversivo o innovativo o “trasgressivo” perché dici “cacca” o fai vedere una scena hard con una vera attrice porno, ma, tanto per citare Wilder se giri una scena in cui è Marilyn a scoparsi Tony Curtis e non il contrario come voleva la tradizione anni ’50 (e oggi?) in cui era il maschio a prendere l’iniziativa. Wilder sopratutto non giudica, non gira una scena del genere e contemporaneamente ce ne fa la morale.
    Grazie per il tuo commento e per essere passato

    • Paolo1984 ha detto:

      comprendo il fastidio per i falsi progressismi, ma continuo ad avere le mie perplessità, bisognerebbe chiedersi se l’ambizione di Smith era misurarsi con Wilder o essere veramente “trasgressivo” (qualunque cosa questo significhi) . Di Kevin Smith ho visto Dogma che sembrava essere un film “blasfemo” , io l’ho visto come una commedia demenziale divertente che per certi aspetti prende in giro la religione cattolica e più che altro il clero ma una puntata di South Park è molto più corrosiva, ecco in quel caso se l’ambizione di Smith era attaccare frontalmente la religione direi che non ci è riuscito, ma se come credo il suo obiettivo era fare una commedia demenziale con una patina di irriverenza direi che la missione è compiuta.
      poi, ma qui il cinema non c’entra, non credo che chi lo fa “normale” sia necessariamente più o meno libero o liberato rispetto a chi lo fa “strano” (qualunque cosa si intenda)

  3. Paolo1984 ha detto:

    mah..le etichette ideologiche di “progressista” e “reazionario” sui film mi lasciano sempre perplesso (certo l’atmosfera e le suggestioni “nerd”, forse perchè sono un po’ nerd e “sfigatello” anch’io, la celebrazione dell’amore romantico e le battute sui sex toys o che si parli di coppie che si riprendono mentre scopano per poi rivedersi come in effetti credo che succeda davvero in qualche caso, non mi portano a definirlo reazionario nè rivoluzionario)..quel che mi aspetto da un film come da qualsiasi fiction non è che sfidi i tabù (se poi lo fa in maniera più o meno sottile tanto meglio) o che faccia la rivoluzione (non è il suo compito), è che racconti in maniera efficace ciò che mi vuole raccontare compatibilmente col genere scelto e le ambizioni dell’autore, delineando bene i personaggi,. non so se Smith ci sia riuscito perchè non ho visto il film, Wilder ci riusciva sempre (nonostante il codice Hays), questo è certo,

  4. Pingback: Cineblogger Connetion

  5. Anonymous ha detto:

    E' davvero fastidiosa la spocchia da cinedottori consumati di alcuni di voi, in particolar modo riguardo il giudizio (da molti di voi condiviso) su In Cerca Di Amy.Lo sento addirittura definire "tradizionalista e bigotto"!Io credo che si tratti di una (pseudo)commedia dolcissima, mai banale o retorica, e soprattutto scritta e diretta senza mai far emergere un insegnamento, messaggio o punto di vista a cui aderire, nessun lieto fine del tipo "ecco come dovrebbero andare le cose". Solo una storia, come potrebbe succedere dietro l'angolo, che permette ad ognuno di noi di farsi un'idea in merito e, alla fine di tutto, persino parteggiare per una mentalità piuttosto che un'altra. Cosa c'è di bigotto in questo?

  6. Anonymous ha detto:

    Per me Kevin è tutto l'opposto di quello che avete scritto. È geniale e basta. Le battute sui gay le fa non perchè è un nerd ma perchè è la comicità di cattivo gusto che a me e a milioni di persone (tranne a voi) ci fa sbellicare dalle risate. Dogma è un film illuminato. Clerks è geniale e assolutamente vero e originale. Clerks 2 da morire dal ridere e anche commovente, non è facile farlo nello stesso film; Benigni ci è riuscito ma ha preso l'oscar perchè non ha detto parolacce e ha fatto un film su una minoranza sfigata che tira oscar a palate, che siano disabili o ebrei, ecc ecc… Zack e Miri … Che dire … Una commedia romantica ma fatta da Kevin Smith, che quindi soddisfa anche il maschio della coppia quando la si guarda in 2. E poi fa ridere … Grande Kevin. Ho visto tutti i suoi film e mi piacciono tutti a parte Jersey girl che sembra scritto da qualcun altro . . . Ciao . . Riccardo

  7. souffle ha detto:

    @alberto: In effetti Smith ci lavora molto sull’effetto nostalgia.Un saluto.

  8. Alberto Di Felice ha detto:

    “In cerca di Amy”, per quanto ricordo (visto una sola volta anni fa, quando capivo ancor meno del poco che capisco adesso), è abbastanza detestabile. Nella mia vita però devo confessare una strana simpatia per il conservatorismo à la Smith, soprattutto per quello di “Jersey Girl”, un filmettino che dalla seconda visione ho iniziato a trovare adorabile. Sarà che ci rivedo comunque quel periodo della prima metà dei novanta, con lo strascico di ’80 che c’era e che mi mette nostalgia per la mia infanzia e tutto quel che c’era di sbagliato; rispetto alle commedie alla Apatow, oltre ad altre cose, credo la differenza stia molto qui. Me lo procurerò e tornerò a dirti.

  9. souffle ha detto:

    @Christian: non hai tutti i torti in effetti.Un saluto e grazie per il tuo commento.

  10. Christian ha detto:

    Che Kevin Smith fosse “tradizionalista e un po’ bigotto” si era capito già dal pessimo “In cerca di Amy”…CiaoChristian

  11. souffle ha detto:

    ti capisco noodles, Rosario fa sbavare, è molto bella, ma forse la Banks ha una faccia più da commedia, in fondo il cambio ha giovato al film.Io, se me lo permetti, sbavo per Ed Norton, oltre che per te, ça va sans dire. :)Buona serata!

  12. Noodles ha detto:

    eh vabbè se rogen può averla… sai com’è, è un incentivo a sognare per tutti.oddio che poi anche Rosario è una gnocca supersonica, secondo me eh.Ne La 25ma ora ho invidiato il personaggio di Norton come pochi altri ahah.

  13. souffle ha detto:

    @watkin: io non ho nulla contro i film reazionari, ce l’ho un po’ con quelli che si spacciano per liberali ma alla fine non lo sono.@noodles: Mi sa che devi recuperarlo in altro modo. Da qualche parte ci sono anche i sottotitoli italiani. Per la protagonista la prima scelta doveva essere Rosario Dawson, già impegnata su altro set. La Banks è effettivamente molto carina ed assolutamente improponibile come donna di Seth Rogen nella vita reale. 🙂 Ma tutti hanno diritto di sognare… un saluto a tutti e due e grazie per i vostri commenti.

  14. Noodles ha detto:

    ma non uscirà proprio in italia? oddio da un lato meglio così, così me lo pappo in originale, per una volta.Smith mi piace molto per i due Clerks, ma l’ho trovato insopportabilmente finto-cool-intellettuale (per non dire ridicolo) Dogma.Ma questo m pare davvero interessante.e poi c’è la Banks, che adoro in modo disgustoso. Classica bellezza bionda nazista un po’ altera come piace al sottoscritto ^^

  15. Watkin ha detto:

    Ecco proprio il motivo per cui trovo irritante guardare questo tipo di film: sono l’unico a sentirli come reazionari e bigotti, mentre gli altri intorno a me si lanciano in urla di ammirazione per la provocatorietà sovversiva e l’innovazione…

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