I libri delle vacanze

Una delle piacevolezze delle vacanze è che ci si concede più volentieri alla lettura. I libri che ci si porta in viaggio hanno il compito di fare da colonna letteraria alle ore di viaggio (specie se ci si sposta molto), alle attese, nonché ai momenti che precedono il sonno, dopo una intensa giornata. Sempre che la notte non si sia occupati in altre ugualmente piacevoli attività.
Se, come sempre, il mio compagno di viaggio e di vita è stato delizioso, non posso dirmi ugualmente soddisfatto di quasi tutti i libri che ho portato con me.

Mai più fidarsi delle recensioni letterarie del Sole24Ore. Il romanzo Agapornis suite Hitchcock” di Pia Arletti e Franco Ferrini (Edizioni No Reply, 12 euro) si è rivelato una memorabile “sòla”.
Attratto dalla sinossi, il noto regista in seduta psicanalitica nel 1965 con la terapista che fu sua consulente per “Io ti salverò”, sono rimasto deluso dallo svolgimento
Se per un cinefilo il romanzo risulta un bigino di situazioni già lette nelle innumerevoli biografie dedicate al regista inglese (e di questo avvertiva anche il recensore del Sole),  il lettore non malato di cinema si ritrova in ogni caso un testo che tenta di creare un gioco del “gatto col topo” senza creare suspense, e con un colpo di scena finale che arriva senza troppe sorprese.
Il romanzo è appesantito inoltre da una poco riuscita alchimia tra i due autori, la psicoterapeuta Pia Arletti e lo sceneggiatore Franco Ferrini, la prima preoccupata di inserire le corrette pillole del linguaggio da analista senza timore di apparire pedante, il secondo concentrato sull’aneddotica hitchcockiana cui il plot si adegua.
Irricevibili l’impaginazione e l’editing della casa editrice, quando ci si aspetta che siano proprio le piccole case editrici quelle più attente alla confezione del libro. Bella la copertina.
Prefazione senza dubbio amichevole ma poco convinta di Gianni Canova.

Non lasciarmi (Never let me go) di Kazuo Ishiguro (Einaudi tascabili, 12 euro)  conferma il talento dello scrittore giapponese (ma inglese di adozione) al servizio di una scrittura in cui l’autore scompare discretamente e inesorabilmente, lasciando spazio ai suoi personaggi.
Il libro è sorretto da una idea forte, molto forte – la crescita di cloni al servizio della donazione di organi – ma ha dei protagonisti esanimi, tanto che il lettore si domanda se non sia stata forse questa l’intenzione dell’autore. Consegnarci dei personaggi la cui sparizione non ci addolora. La programmatica freddezza, il gelo delle parole di Kathy, la voce narrante, contrasta con la empatica che vorrebbe propalare.
E quando Tommy quasi alla fine del romanzo proclama che “ci siamo amati per tutta la vita” ma fondamentalmente è stata la loro amica Ruth a tenerli divisi, facciamo fatica a credergli, visto che Ishiguro si è ben guardato dall’insinuare un minimo sospetto in noi nelle pagine precedenti. Sì, ammiccamenti o dense spiegazioni successive. Ma un po’ deboli per sostenere l’ultima parte del romanzo.
La sensazione è che Ishiguro abbia scritto un romanzo balbettante e insicuro su dove andare, come la sua protagonista, Kathy, che sebbene parli per 291 pagine non abbiamo assolutamente idea di chi sia veramente. Forse non era davvero nessuno. Solo un clone.

Eleanor Catton ha 26 anni, è nata in Canada ma è cresciuta in Nuova Zelanda. Il suo primo romanzo, La prova (The rehearsal) (Fandango, 18 euro) gioca con efficace maturità sugli stilemi dell’educazione anglosassone, sulla anticonvenzionalità dell’insegnamento, sul contatto/confronto degli adolescenti con la sessualità.
In un liceo femminile un insegnante abusa di una allieva. L’istituto organizza corsi di educazione sessuale per istituzionalizzare e depotenziare. Più che lo scandalo, a colpire le studentesse è il non farne parte, l’essere state all’oscuro, in non essere ancora entrate in contatto con la sessualità.
Parallelamente, in una scuola di recitazione dove gli allievi vengono incoraggiati a fare sesso per scoprire il loro corpo, il fatto di cronaca diviene materiale per la messa in scena da parte degli studenti post adolescenti della scuola.
Se è vero, come è vero, che la letteratura è ritmo, La prova padroneggia e possiede il linguaggio, e sebbene non sia privo di qualche macchinosità, ci restituisce il sapore del leggere dopo i due romanzi precedenti.

Se pensiamo che l’autrice era molto più giovane dei suoi 26 anni quando lo ha scritto, non possiamo che esserne ammirati.
La Catton deve molto ai romanzi inglesi su educazione, sessualità e scoperta, ma rimane la scrittura di grande precisione e l’avere esplorato il desiderio femminile, cosa che gli autori maschi dimenticano inevitabilmente o finalizzano a piaceri maschili.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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3 risposte a I libri delle vacanze

  1. Noodles ha detto:

    Be’ diciamo che al momento la mia vita sentimentale ha avuto una pausa, in attesa di capire se e come procedere ancora.
    Uh sì allora tenterò il romanzo della Catton. L’unica cosa che mi fastidia della Fandango è che ha dei prezzi assurdi.

  2. Souffle ha detto:

    Ciao Noodles, anche a me fa piacere della tua vita sentimentale, ho intuito che stai vivendo una bella cosa. 🙂
    Il romanzo di Ishiguro non mi ha persuaso, ma non saprei dirti se si è trattato di una mia difficoltà.
    Ti consiglio invece, dato che sei interessato alle dinamiche sentimentali e sessuali tra donne, il romanzo della Catton, che rafforza la mia convinzione un po’ lapalissiana, forse, che della sessualità delle donne è meglio scrivano le donne. 🙂
    Ricambio il saluto e buon ferragosto.

  3. Noodles ha detto:

    piacere di ritrovarti e di rileggerti, souffle (e gran piacere anche leggere che la vita sentimentale va bene).
    Non lasciarmi è da molto tempo che lo osservo (sarà anche che la collana SuperET mi piace un sacco) ma non mi convinco mai a comprarlo. dalla tua recensione mi pare che il romanzo non sia del tutto preciso e riuscito… il che mi porta ad allontanarmene di nuovo. Chissà com’è il film.
    un saluto e a presto.

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