Drive, un classico sulla strada

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I drive 

Pesca dai classici americani il danese Nicolas Winding Refn nel suo film Drive, e fa bene. Ovviamente Walter Hill, ma anche Carpenter, evocato dopo il magnifico inizio che introduce il mood del protagonista ed è una piccola lezione di come si scrive per il cinema. Ma anche il noir anni ’40 e soprattutto il western, col topos dell’eroe solitario.

Meccanico di giorno, autista per delinquenti a caccia di colpi di notte,  stuntman part time, Driver ha una doppia (double è appunto la controfigura) personalità, entrambe gestite con calma apparente, grande professionalità. Ma non è il solo che fa il doppio (gioco). Nino che gestisce una pizzeria lavora con la mafia, così come Shannon, il capo dell’officina in cui Driver lavora di giorno tradisce la sua fiducia.

Tenendo il film completamente nelle sue mani come si tiene un volante, manovrando il plasmabile Ryan Gosling – un uomo che non ha bisogno di dimostrare la sua forza se non è necessario (Ricky Nelson, Rio bravo) – Nicolas Winding Refn costruisce un film tutto di regia (*), guida la macchina da presa in modo sicuro quanto Driver, il protagonista del film, guida la sua auto per le strade di una Los Angeles di oggi che dialoga con quella della fine degli anni ’70 e come se a bordo della macchina ci fosse Ryan O’Neil o Charles Bronson.

Non l’ho fatto per i soldi ma per la donna. Ho avuto (li ha avuti?) i soldi ma non ho avuto la donna. Mezzo imbrogliato dal capo di cui si fidava, privato della possibilità di avere la donna (e la famiglia) che potrebbero essere l’unica cosa bella della sua vita, il Driver prende il suo destriero a quattro ruote e dopo avere completato la missione, guida far away.
Il regista lavora di montaggio, usa la splendida fotografia di Newton Thomas Sigel per disegnare una città tagliata in verticale e in orizzontale in modo strepitoso e l’intreccio di una trama essenziale che si nutre della sua messa in scena. Uno dei noir più belli degli ultimi anni.

(*) In questo senso il premio alla regia datogli a Cannes è ben più significativo di una qualunque Palma d’oro.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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6 risposte a Drive, un classico sulla strada

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  3. Noodles ha detto:

    “In questo senso il premio alla regia datogli a Cannes è ben più significativo di una qualunque Palma d’oro.”
    Non potrei essere più d’accordo. Drive è il classico film che in mano a un pivellino non sarebbe altro che un’accozzaglia di stereotipi, di dejà-vu cinematografici. Ciò che lo rende gigantesco è proprio l’abilità di Refn. Mi piace molto il tuo paragone tra il controllo del regista e quello del driver col suo volante. Refn non va mai fuori strada, neanche per un attimo.

  4. Souffle ha detto:

    @Ismaele: anzi, ti ringrazio tanto. Ciao!

  5. Ismaele ha detto:

    verissimo, lo scheletro è quello di un western.

    ti ho citato nel mio post, spero non ti dispiaccia.

    ciao

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