Il cinema 2011? Delicatissimo

Mentre partono le classifiche di fine anno, seguendo giustamente l’anno solare, noi che siamo affezionati alla distribuzione italiana, che lavora da settembre a luglio – come le scuole – ci asteniamo.

In assoluta controtendenza, con consapevole arroganza, con adolescente supponenza (supponiamo cioè che non li abbiate visti), consigliamo di seguito alcuni film che dovete recuperare. Nella classifica non compare il Faust di Sokurov, perché non si tratta di un film ma di opera di immensa e straordinaria complessità, peraltro presente in tutte le classifiche Ecco i titoli, in ordine sparso.

Tomboy, formidabile opera sulla affermazione di appartenenza al genere al di là del sesso, cinema liquido e indispensabile. Distribuito coraggiosamente, ha avuto persino successo.

Melancholia, tassello decisivo del gioco di Von Trier con il pubblico e con il cinema

Singolarità di una ragazza bionda, l’agile film di De Oliveira, “gioiello beffardo intriso di umori buñueliani e racchiuso in un’ora d’inoppugnabile stile (M. Favara, Gli Spietati)”

Miracolo a Le Havre, risposta nordica di Kaurismaki all’immigrazione vista da Sud (Crialese) e decisamente più efficace

L’amore che resta, Van Sant, pure se trendy, ha cose da dire

La pelle che abito,  di Almodovar, la pelle del desiderio è fatta di celluloide

Mary & Max, straziante racconto animato di solitudine 

Notiamo con piacere il ritorno degli sceneggiatori nel cinema mainstream americano (Moneyball si appresta a divenire paradigma della sceneggiatura cinematografica di precisione chirurgica), complice la competizione che è arrivata dalla televisione USA, dove mai come nell’ultimo anno la scrittura è stata responsabile di clamorosi successi e formidabili tonfi (Boss in un caso, Terranova nell’altro), non possiamo non segnalare due opere televisive che hanno segnato questa annata ma, per dispetto, non vengono dagli Stati Uniti:

Carlos, formidabile e libera biografia girata con potenza e fede assoluta nel mezzo da Olivier Assayas

I Misteri di Lisbona, travolgente e trascinante opera di Raoul Ruiz di una arditezza realizzativa e produttiva da sfiorare l’incoscienza, delizia per gli occhi e per il cuore.

Tra i film inediti, invito a recuperare

Kynodontas di Giorgos Lanthimos, immenso, straordinario, lucido attacco al conservatorismo che ancora soffoca la istituzione famiglia  film e
Wasted on the young di Ben C. Lucas, preciso esploratore delle regole dell’attrazione degli adolescenti ricchi e belli e dei meccanismi del (loro) potere.

Amen. 

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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7 risposte a Il cinema 2011? Delicatissimo

  1. Souffle ha detto:

    @laulilla: Io sono Li non sono riuscito ancora a vederlo. Habemus Papam invece non mi ha convinto del tutto. Grazie per il tuo commento e buona serata.

  2. laulilla ha detto:

    D’accordo, soprattutto per Melancholia, TomBoy, La pelle che abito. Aggiungerei, forse, il piccolissimo Io sono Li, e Habemus papam. Condivido l’esclusione di Faust, per le ragioni che hai scritto, nonché di The Tree of Life, per le ragioni che ho scritto io sul mio blog.

  3. Souffle ha detto:

    @Roberto: sono contento di avere condiviso alcuni piaceri cinematografici di questa annata con te. Auguri, anche se un po’ in ritardo ^^

  4. Roberto Bernabò ha detto:

    Noto alcune affinità tra le cose che ci sono piaciute 😉
    Auguri.
    Rob.

  5. Souffle ha detto:

    @noodles: Grazie, Auguri anche a te, e speriamo in una seconda stagione di Boss, al livello della prima. ^^
    @UdP: Il minimo che potessi fare, Auguri ancora.

  6. Noodles ha detto:

    Kynodontas l’ho visto all’inizio dell’anno. Un film talmente strambo e sottilmente disturbante che è difficile d dimenticare
    Felicissimo er la tua citazione – in ambito televisivo – di Boss. Per me uno dei serial capolavoro del 2011.
    Buon anno!

  7. UnoDiPassaggio ha detto:

    E così sia.
    Gran bei consigli. Arroganti e supponenti ma belli e saggi. 🙂
    Onorato della citazione, ça va sans dire.
    E ancora buon anno.

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