50/50, totalmente prevedibile

La cosa peggiore di 50/50, il film di Jonathan Levine con Joseph Gordon-Levitt nella parte di Joseph Gordon-Levitt e Seth Rogen nella parte di Seth Rogen, non è che si tratta dell’ennesimo bromance in cui al protagonista bellissimo, tenero e dolce si affianca un  “buddy” volgare e ciccione in modo che la competizione spermatica sia a livello zero.
E non è così terribile nemmeno il fatto che ci si trovi davanti a una pellicola indie che conferma l’equivoco sul cinema indie, il conservatore dietro la maschera.

No, la cosa peggiore di 50/50 è che la storia è talmente prevedibile nei suoi passi narrativi da annoiare gli stessi protagonisti, che in effetti non fanno nulla per farci credere nei loro personaggi.

Primo punto. Joseph Gordon Levitt è bello. Anzi, è davvero molto bello. Ce lo fanno vedere nudo sotto la doccia e questo già ci basterebbe. E come indossa lui la tuta, nessuno. L’uomo in tuta fa un sesso incredibile. Ma a parte il tuo faccino adorabile e quel filo di pancetta sexy, caro Joseph, non abbiamo visto altro. La tua recitazione è sparita per ricomparire, a tratti, sotto forma di overacting.

Secondo punto. Il bromance, quella sorta di sentimento fraterno al confine con l’amore, quel “amore senza sesso” in cui due amici maschi etero so close fingono di credere, qui imbocca una strada senza ritorno. Cito “Seth Rogen: Se io fossi la tua ragazza te lo succhierei ogni mezz’ora. E ti farei dei biscotti”.
Ora, finalmente, manca solo che scopino. Però fatelo, diamine.
Quanto a Seth Rogen (anche produttore), ci si domanda se non si sia stancato di fare la stessa parte ogni film.

Terzo punto. Da un film a basso budget (8 milioni di dollari) ti aspetti che osi qualcosa di più, che non ci sia la solita sessuofobia (“a nessuna ragazza piace fare i pompini” – ma dove?), che dietro la grevità fine a se stessa ci sia un sottotesto che si discosti dal pensiero dominante. Invece nulla. Ma poi, perché?

Quarto punto. Quando vedi il nostro giovane, bello e buono Adam che scopre di avere il cancro (50 per cento di possibilità) e va in terapia per superare il dramma, trovare una (più) giovane psicoterapeuta, sai già che…

So cosa state pensando, come direbbe Magnum P.I. Accadeva lo stesso nella tradizionale commedia americana firmata da Lubitsch, Leisen, La Cava. Vero. Ma su quel canovaccio di (presunta) prevedibilità si costruiva (penso sopratutto ai primi due) un velato (ma visibile o intuibile) sapido, deciso, attacco al pensiero borghese dominante, alla sessualità da chiesa, alla posizione del missionario. Castigat ridendo mores? No, qui tutto va secondo regola e in modo “normale”. Proprio perché alle ragazze non piace fare i pompini.
L’aggravante è che 50/50 si rivela, al dunque, un film prevedibile senza essere stimolante, e recitato senza alcuna volontà di convincere una platea. Buono per le coppiette da pizza surgelata e da “famolo normale”.

Anjelica Huston recita omaggiando il detto “one for show e one for dough”. 

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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5 risposte a 50/50, totalmente prevedibile

  1. Souffle ha detto:

    Il “bromance” esiste e c’è chi come Apatow ne ha quasi fatto un marchio di fabbrica. La mia era solo una battuta riferita a un dialogo tra i due ragazzi. Per il resto confermo che si tratti di film girato “dalla parte di lui” che sa bene ammiccare al suo pubblico con le musiche e le inquadrature giuste ma che trovo, proprio per il suo assunto, tra le tipologie di film che mi piacciono meno.

    • Paolo1984 ha detto:

      è “dalla parte di lui” perchè il protagonista è lui e tutto è visto dal suo punto di vista, tra l’altro ho letto che il protagonista sarebbe una sorta di “alter ego” dello sceneggiatore Will Reiser che praticamente ha raccontato, romanzandola come è inevitabile che sia, la sua vita

      • Souffle ha detto:

        infatti, una scelta che, al di là e oltre la realizzazione, mi ha reso poco digeribile la pellicola. E come ho detto, dai film a basso budget che potrebbero osare qualcosa di più mi aspetto anche qualcosa di più, anche nella recitazione. Ma questo, a dirla tutta, è un caso di immediata antipatia (nel senso di mancata empatia con il protagonista). 🙂

      • Paolo1984 ha detto:

        Bè..succede 🙂

  2. Paolo1984 ha detto:

    Ho visto questo film..non mi è parso certo un capolavoro (non credo fossero queste le sue ambizioni) ma neanche una boiata totale.
    E ti dirò,il “bromance” non dispiace..alla fine è una forte amicizia tra due maschi, son dinamiche che esistono, secondo me, e sono pure state raccontate molto bene e con grande ironia (penso a una delle mie serie tv preferite, Scrubs)

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