Riposizionare il brand, da cheap a chic

Milano, esterno giorno. Un ristorante su un terrazzo, ora di pranzo. Un posto elegante dove una insalata non costa meno di 18 euro. Ai tavoli bella gente vestita bene, aria di chi pranza lì tutti i giorni per lavoro o per piacere, tra una seduta in palestra e una dal parrucchiere. 

Un ragazzo giovane e bello sta ordinando, appunto, una insalata, perché vuole “qualcosa di naturale”, probabilmente si sta concedendo l’unico pasto sano della sua settimana. La sua ordinazione riflette quella di chi mangia sano più per moda che per convinzione. “Pomodorini freschi, olive e basilico. Mi ci mette anche due zucchine dell’orto?” (sic!). Olio extravergine mi raccomando, chiosa alla fine, con l’aria di quello che non si fa mica fregare e una recitazione da “grosso cane”.

E da bere?, chiede il cameriere con quella eleganza complice che hanno i camerieri dei posti fighetti. 
La scena si blocca. Un fermo immagine molto anni ’90 immobilizza cose e persone. Panico? Il ragazzo non sa chiedere una minerale?
Meno male che viene in suo soccorso quella bella ragazza che già da prima lo aveva adocchiato, forse stregata da quella sua ordinazione “bio”.
“Da bere Estathé!” afferma lei convinta.
E prima che lui possa connettere ed eventualmente obiettare, lei ha già messo la nota bevanda Ferrero sul tavolo di lui, mentre il cameriere sorride e la vita intorno a loro riprende felice.

Quello a cui avete appena assistito è il formidabile tentativo di rendere chic una bevanda cheap, quella che ti bevi al mare per disperazione, quella che consumi durante la gita in campagna per comodità, quella che a un certo punto la Ferrero aveva abbinato in un packaging da film horror (tutto in un unico contenitore!) alla Nutella e ai grissini. 

Dove osano i pubblicitari noi non oseremmo mai. La bevanda con vero infuso di thé e un esaltatore di sapidità per dare gusto a quello che non ne ha, si veste firmata per agguantare la clientela chic. E non è detto che non riesca. Se mangiare sano e naturale è di moda, perché non dovrebbe esserlo anche bere? Poi che Estathé sia “naturale” e ideale accompagnamento di una insalata è questione estetica ed etica che lasciamo ai lettori.

Qui lo spot

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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2 risposte a Riposizionare il brand, da cheap a chic

  1. Souffle ha detto:

    eh già. ^^
    Buona serata

  2. laulilla ha detto:

    Davvero raccapricciante! Ciao

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