Gli studenti di storia (The History Boys), il libro per l’estate

Una delle piacevolezze dell’estate è leggere. E se poi il libro non solo è delizioso ma è anche comodo da portare in giro, si è trovata la piacevole lettura per una giornata al mare.

Gli studenti di storia di Alan Bennett, uscito quest’anno per Adelphi (che sta meritoriamente pubblicando molte cose dello scrittore e drammaturgo inglese) è prima di tutto un testo stupendo. E se ci si vuole fermare al feticismo della parola si può essere soddisfatti e correre a recuperare Nudi e crudi, La cerimonia del massaggio e La sovrana lettrice, dove la satira e l’amore per la scrittura (e la lettura) sono dichiarati risolutamente non meno che amorevolmente.

Gli studenti di storia – da cui fu tratto del 2006 anche un delizioso film – è una pièce teatrale rappresentata per la prima volta nel 2004 con enorme successo e portata in tutto il mondo, perfino in Italia, nel 2010 e poi replicata nel 2011 e nel 2012 con grande successo (produzione dei sempre attenti Teatridithalia).

A cosa si deve il successo di quest’opera, l’interesse per un testo che ci parla di un gruppo di ragazzi di una scuola non troppo famosa che negli anni ’80 si prepara per gli esami di ammissione a Oxford, guidata da due insegnanti, uno più anziano e uno giovane e “moderno” che propongono due approcci totalmente diversi alla materia, l’uno più tradizionale (anche se riempito di inutilità come la poesia o il musical) l’altro che chiede agli studenti di essere anticonformisti nell’approccio alla materia, di sorprendere la commissione d’esame rifuggendo quello che direbbero tutti e sparando delle “chicche” che possano impressionare chi ha già sentito le stesse cose mille volte.

A legare quattro personaggi della storia è l’omosessualità, ed è per questo probabilmente che ha disturbato qualche critico omofobo impedendogli di vedere la forza del testo.

Il vecchio insegnante Hector palpeggia i suoi studenti mentre li porta in moto, più che come atto volgarmente sessuale come atto socratico (“la trasmissione del sapere è di per sé un atto erotico). Il giovane insegnante Irwin è sedotto da Daikin per il puro gusto che l’allievo – non interessato all’altro sesso – prova a ribaltare l’esercizio del potere, lo studente Posner è invece innamorato dello stesso Daikin e sperimenta i dolore di non potere avere ciò che si desidera. 
E in effetti la soppressione, il trattenimento del desiderio – specie quello(omo)sessuale è tratto essenziale della società inglese e accomuna Hector (che forse non lo ha mai sperimentato), Irwin (che lo vorrebbe e potrebbe sperimentare ma è bloccato dal freno dato dalla distanza di età con l’allievo e dal terrore che su di lui esercita la seduzione dell’altro) e Posner (che vorrebbe Daikin e non può averlo).

Historia magistra vitae diceva Cicerone. I ragazzi che si preparano ad affrontare il college non ricevono nozioni piuttosto istruzioni, suggestioni, segnali – positivi o meno – su come orientarsi nel mondo, affrontarlo senza esserne sopraffatti. Qualcuno vincerà altri perderanno. Ma difficilmente dimenticheranno l’erotismo esercitato dalla trasmissione del sapere. E del resto εροταω in greco ha anche il significato di domandare.

Annunci

Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in cinema, le cose migliori, libri, politics, scrittura e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...