Parade’s End, ovvero il sessuofobico e la puttana

One should always be in love. That is the reason one should never marry.
Oscar Wilde

L’Inghilterra post vittoriana attrae non solo la televisione inglese ma anche quella americana tanto che due istituzioni della televisione di qualità, HBO e BBC (BBC2 per la precisione) si sono unite per raccontarci, in modo impeccabile (come spesso avviene) un romanzo delle buone maniere, dove l’educazione prevale sul sentimento e la ragione vince sulla passione.

Christopher Tietjens deve la sua vita travagliata a un momento di passione incontrollata su un treno, che lo porta, per dovere, a sposare una donna volubile, annoiata, sciocca, con vocazione da puttana, che finisce per desiderarlo solo perché lui non desidera lei, restando unito in matrimonio solo per non disonorarla con un divorzio. L’amore che pare (ri)svegliarsi nella coppia è un grosso equivoco, tentativo di recita per se stessi, desiderio più che reale sentimento. Che il matrimonio sia basato su un equivoco che dura tutta la vita.

La “parata” di cui questa storia annuncia la fine è quella dell’apparenza, tappeto che nasconde la polvere a volte putrescente di rapporti la cui vera natura è da nascondere dietro spesse mura.
“Mai fare nulla che possa spaventare i cavalli per strada”. Meglio un matrimonio infelice che un divorzio disonorevole.

Tietjens reagisce con abiti inappuntabili e sguardo fiero alle chiacchiere sul suo matrimonio, su sua moglie sulla sua reputazione. Emozioni controllate, corpo rigido, pianti solitari, ma mai abbandonare uno stile. Di certe cose non si parla, le volgari insinuazioni vengono rispedite al mittente con inamidati silenzi. Lo straordinario masochismo inglese di preferire che gli altri ti reputino in un certo modo (un marito che ha una amante) piuttosto che abbassarsi al loro livello dando una spiegazione.

Il nostro protagonista cerca disperatamente di restare aggrappato a un’epoca vittoriana evaporata, travolta dalla modernità e dalla “Grande Guerra”, dai costumi mutati, dal voto alle donne, e dalla maggiore libertà di essere se stessi. La nemesi lo spingerà ad amare davvero proprio una suffragetta, una donna passionale e indipendente, quanto sua moglie è alla fine banale e poco interessante, anche lei come lui schiava – seppure in altro modo – di un’epoca di ruoli (sociali e sessuali) definiti.

Le buone maniere per Tietjens diventano più una gabbia vuota che l’espressione di valori spirituali. Qui che arriva il cambiamento rispetto alle good manners alla Austen. Quando rimane solo la forma che deperisce rapidamente in formalismo, arriva la crisi di un sistema di valori che non è più la cifra di una società in cambiamento. Abbandonare la menzogna, gettare via la “Parata” e vivere in folle libertà l’amore. Sarà l’amante ora a fare gli onori di casa tra i vecchi commilitoni di Tietjens, ha conquistato la visibilità sociale.

La dissoluzione delle “buone maniere” parafrasa la dissoluzione di un Impero che lentamente tramonta. Sylvia, la moglie infedele di Tietjens, non ha capito nulla, ovviamente, quando dice con indifferenza “Beh, la guerra finirà ma l’Impero ci sarà ancora, no?”.

Tom Stoppard adatta ottimamente la tetralogia di Ford Madox Ford, in debito, oltre che con il mondo della Austen naturalmente, anche con Wilde, del quale viene in mente il sapido e divertente Delitto di Lord Arthur Savile, detto anche Saggio sul dovere, dove lo scrittore prende in giro il lato assurdo del senso del dovere degli inglesi.

La abile regista Susanna White, già dietro alla macchina da presa per la miniserie Jane Eyre (guarda un po’) dirige un cast professionale, in cui spiccano Benedict Cumberbatch, Rebecca Hall, Adelaide Clemens e Miranda Richardson.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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2 risposte a Parade’s End, ovvero il sessuofobico e la puttana

  1. Souffle ha detto:

    Ti ringrazio per le tue parole e per essere passata di qui leggendo quello che ho scritto. Poi se ti va mi dirai come è il tomo da 900 pagine. 🙂 Buona serata

  2. Alessia ha detto:

    splendida recensione! Anche a me è piaciuto molto, le prove degli attori sono impeccabili( un po’ meno la Valentine, ma in fondo le viene dato molto meno screen time della Hall)e la confezione è assolutamente doc.
    Ho anche acquistato il tomo da 900 pagine di Ford Madox Ford, sono ansiosa di scoprire quanto dell’opera originale sia rimasto fuori dalla serie.

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