Io e te, ma non è una storia d’amore

Che il nuovo film di Bertolucci Bernardo ci parli di maturità come conquista di libertà da paure e dipendenze (dalla droga o dal proprio autismo da adolescente intelligente) è abbastanza chiaro, quasi didattico per certi versi.
Così come è evidente che dentro il film il regista ci metta anche la sua voglia di essere libero (dalla sedia a rotelle che lo imprigiona al suolo) innalzando verticalmente la macchina da presa, liberandola dalla prigione soffocante di una messa in scena forzosamente teatrale cui la inchioda il testo.

La sceneggiatura di Io e te, cui ha collaborato anche l’autore dell’omonimo romanzo Ammaniti, non è tra i punti di forza del film, che però si riscatta quando si affida al regista e ai suoi fluidi movimenti di macchina – verticali o orizzontali – sempre precisi, significanti, giovani perché coraggiosi e spregiudicati, quasi che Bertolucci cerchi di dare la sveglia ai suoi due giovani attori per tutto il film, finché anche loro lo capiscono, escono fuori dal rifugio in cui hanno confinato le loro paure del mondo e iniziano a vivere.
Solo allora la macchina da presa si innalza per abbandonarli in un ultimo fugace abbraccio per tornare sul piccolo protagonista immortalandolo in un frame stop alla francese che ci rassicura sul suo cambiamento.

Jacopo è un 14enne intelligente che ama leggere, vedere film e isolarsi dal mondo degli adulti e dei coetanei che pare non avere nulla da dirgli, Olivia è la sorellastra che irrompe nel luogo in cui lui si è rifugiato, solitudine che si aggiunge a solitudine. E solo due solitudini posso parlarsi.
Una certa banalità dell’assunto dovuta ad una sceneggiatura imprigionata in un testo “teatrale”, viene riscattata da una scrittura cinematografica che libera la mdp e i corpi nello spazio, aiutata dalla brava Tea Falco e dal giovanissimo Jacopo Olmo Antinori, ragazzino che ha un senso del palcoscenico incredibile (ha già lavorato nientemeno che con Popolizio) che aiutano il regista a trasmetterci quel (suo) senso/desiderio/voglia di libertà nel (fare) cinema che si possiede anche quando il corpo è imprigionato su una sedia.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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