The Girl, ovvero Alfie e Tippi

Ce ne eravamo accorti dalla prima stagione di Downton Abbey, agli americani sta piacendo sempre di più il modo di fare fiction degli inglesi. E non solo noi, se ne è accorta anche la HBO che, dopo Parade’s End, gustosa miniserie ambientata, come Downton Abbey, nell’epoca post edoardiana, unisce nuovamente i destini artistici e commerciali  con la BBC e sforna The Girl, raccontando il rapporto tormentato tra Alfred Hitchcock e Tippi Hedren dal loro primo incontro durante la preproduzione del film The Birds, fino alla chiusura della lavorazione di Marnie.thegirl2

Scritto da Gwyneth Hughes, il film non sfrutta nel titolo il nome di Hitchcock come il suo rivale cinematografico da poco uscito nei cinema americani e che attendiamo con impazienza di vedere.

Anche il film destinato al cinema ci racconta gli anni ’60 del regista inglese ma lo fa concentrandosi, a quanto pare, sul lavoro di regista, sulla concezione produttiva e commerciale del suo capolavoro Psycho (lo script è tratto dal gustoso e leggermente agiografico saggio di Stephen Rebello), The girl non solo non ha alle spalle un saggio (anche se la sceneggiatrice ha avuto come consulente nientemeno che Donald Spoto biografo niente affatto tenero di Hitchcock) ma è più interessato a scavare in un rapporto umano, cercando gli orrori e brividi non in un film ma nella vita vera.
Non assistiamo al dramma come Hitch ha realizzato The Birds ma all’orrore di un amore non corrisposto per la ragazza (the girl) che egli ha reso famosa rovinandole la carriera.
E quando il film se ne ricorda – come nella preparazione di una scena di The Birds, quella nella cabina telefonica – ha i suoi momenti più felici.thegirl4

La regia è del professionista dei drammi in costume Julian Jarrod, la ricostruzione degli ambiente è la straordinaria, la fotografia ci cala in modo formidabile in un’epoca di cinema irripetibile, Toby Jones, dopo Capote dà prova ancora una volta della sua incredibile capacità di trasformarsi in qualsiasi cosa, eppure si la spiacevole sensazione che qualcosa non vada. 

La sensazione, sgradevole come il brivido che passa dietro la schiena dello spettatorethegirl01 durante tutta la proiezione degli uccelli, ci accompagna fino alla fine del film, per giunta senza che, fino a quel momento, riuscissimo ad elaborarlo, dargli un senso che sgravasse la nostra angoscia. Poi, ecco quel carrello, quel primo piano di Sienna Miller (Tippi Hedren), quel sorriso. 

In quel momento, in quella scena in cui Jarrod usa davvero bene (in modo drammatico, direbbe Hitch) il close up, ecco che la Miller sorride. E capiamo cosa non andava nel film.
Più che a una biografia in senso classico – che né alla sceneggiatrice né al regista interessavano – ci troviamo di fronte al meraviglioso dramma di un amore non corrisposto, unito al dark side of the genius, all’orrore delle persone dietro il loro aspetto ordinario, al cattivo uso di potere e influenza nei confronti di chi è più debole.thegirl3
Peccato annacquarla con quella dose di femminismo un po’ fuori tempo che oltretutto niente aggiunge. Perché suggerire un sorta di riscatto della Hedren con quel sorriso, una sua vittoria (unita alla corrispondente sconfitta del regista, che in effetti con Marnie realizza l’ultimo suo film davvero valido)?
Troppa modernità non necessaria, cui il volto della Miller donna di oggi e non di ieri contribuisce.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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4 risposte a The Girl, ovvero Alfie e Tippi

  1. Noodles ha detto:

    Frenzy è un capolavoro per me, molto più di Marnie.
    Hitchcock (il film) mi sembra abbastanza simile a Girl, da come lo descrivi. Anche lì ci si focalizza più sulla vita coniugale del Maestro che sulla realizzazione di Psyco. Ora, capisco che è difficile mettere in scena il Genio al lavoro, il quid che genera un capolavoro, ma certo avrei fatto a meno di alcune scenette da matrimonio e di ripicche extra coniugali. Gli attori però sono superlativi (l’ho visto in originale) e questo forse si sapeva già.

    • Souffle ha detto:

      credo anche io sia difficile “rappresentare” Hitch e sono d’accordo su Frenzy, piccolo capolavoro dell’inverno hitchcockiano. Sia il lavoro di Hopkins, sia quello di Toby Jones, diversissimi, è stato magnifico (anche io li ho visti in originale, entrambi).
      Un saluto Noodles.

  2. Souffle ha detto:

    b@paolo1984: beh, se parliamo dell’inverno hichcockiano, cioè dell’ultima parte della sua vita, indubbiamente Frenzy è l’unico che spicca per interesse. E ha indubbiamente delle qualità.

  3. Paolo1984 ha detto:

    Marne ultimo film veramente valido? Secondo me pure Frenzy aveva delle qualità..

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