Ralph spaccatutto, ovvero del riciclo recupero e riutilizzo

Sembra un lungometraggio Pixar ma è targato Disney. E non potrebbe essere diversamente dato il produttore esecutivo è John Lasseter, che ora ha in mano anche la direzione della casa madre oltre che quella della figlia più creativa.ralph1

Protagonista di Ralph spaccatutto (Wreck-It Ralph) di Rich Moore, è un “cattivo” di un videogioco Arcade vecchio di 30 anni ma ancora presente in una sala giochi. Stufatosi di essere un bad guy senza amici, disprezzato dai “colleghi” del gioco. Fallito anche il tentativo del gruppo di sostegno per accettarsi come cattivo (gruppo cui partecipano tanti cattivi del mondo dei videogiochi – vai con effetto guest star) Ralph va in giro per altri giochi a caccia di quella medaglia che ritiene spettargli di diritto e che lo farà tornare da eroe e gli darà tutto quello che non ha. Il suo posto è altrove, insieme ai buoni, ai protagonisti amati da tutti, proprio come Felix aggiusta tutto (Fix-it Felix) l’eroe delralph3 gioco in cui Ralph è il cattivo. Insomma, sono solo io e i miei giochi o il mio mondo (Toy Story, Wall-E e perfino Up), non mi amo per quello che sono, vorrei cambiare ma poi scopro che quello che sono, la mia diversità, sono un valore e una ricchezza. La semplicità della storia innanzitutto, funziona sempre, perché dentro (dietro) ci puoi mettere quello che conta veramente. E se il grande pubblico non sempre se ne accorge, c’è qualcuno che apprezza.
Molte parole, di cui mi scuso. John Lasseter, più bravo di me, ha riassunto la trama così: “It’s an 8-bit video-game bad guy who travels the length of the arcade to prove that he’s a good guy”. Chiaro?

Su due cose voglio fermare l’attenzione, dopo avere asciugato le lacrime. L’effetto nostalgia (vero e di ritorno) e il sottotesto ambientale, sempre dirompente quanto inascoltato.ralph2

Ralph spaccatutto è figlio di Toy Story e di Wall-E (per certi versi) e risponde alla domanda: che ne facciamo delle cose che sono divenute vecchie? Insieme all’altra domanda: cosa fanno i nostri oggetti quando non li guardiamo? E, infine, come si incontrano felicemente due generazioni, quella analogica e quella digitale?

Il riutilizzo dei giochi del bambino, poi divenuto adolescente, di Toy Story, che vengono trasmessi da una generazione ad un’altra avviene anche in Ralph spaccatutto dove classici del videogioco (molte le guest star presenti) vivono una nuova giovinezza incontrando nuovi appassionati. “Ci chiamano vintage” chiosa Ralph, delineando l’etica e l’estetica del riutilizzo e riciclo commerciale del gioco, il restyling innovazione nella tradizione capace di catturare due generazioni di giocatori (e di spettatori cinematografici).ralph5
Ma non c’è solo il riciclo industriale, c’è anche quello ambientale. I componenti sono riutilizzati per fare altro (il controllo della Nintendo che diventa meccanismo di apertura di una stanza segreta) e il motto “non si butta via niente” non è solo politica industriale ma rispetto per l’ambiente e filosofia di vita nell’epoca della sostituzione non necessaria del superfluo.

Il secondo aspetto formidabile di una formula vincente è la scrittura intergenerazionale. Lasseter e soci sono tutti ultraquarantenni analogici che cercano e trovano il dialogo coi nativi digitali. Insomma si commuovono il 40enne e il 20enne insieme.ralph6
Un dialogo che è tutto a livello filmico, con una attenzione maniacale al dettaglio, una cura amorevole per la citazione colta e mai sfacciata, un rispetto per la philia dei geek che si impiantano in una struttura narrativa tradizionale – il classico viaggio dell’eroe – che chiunque può comprendere.
I videogiochi Arcade fanno scattare un effetto nostalgico in chi li ha veramente vissuti per come erano, e uno di ritorno, in chi li apprezza come si fa coi classici della letteratura o dell’arredamento. Sono vintage.

La Pixar (o la nuova Disney, ora sempre di più) resta ancora oggi una eccezionale macchina narrativa che ha compreso bene come fare apprezzare anche ai giovani e giovanissimi una scrittura adulta. 
In questo senso il confronto con la Dreamworks (o anche con la Sony) è imbarazzante.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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