Dentro la casa di Ozon

Feticisti della parola scritta, accorrete. Con la sua nuova operazione cinematografica, Dans la maison (Nella casa) il regista francese François Ozon ha compiuto una operazione straordinaria. Ci ha raccontato, attraverso il solito formidabile uso della macchina cinema cui ci ha abituati, la seduzione della parola scritta.Ozon2

Voyeurismo letterario raccontato dal cinema, impresa difficilissima, nella quale il regista, a suo agio, come d’abitudine, tra i vari registri cinematografici – dramma, farsa, commedia, thriller – gioca coi suoi personaggi e i suoi attori, non a caso avvalendosi ancora di Fabrice Luchini che aveva abilmente usato in Potiche, altro gioco narrativo e cinematografico col genere: lì il gioco era col cinema e i suoi stereotipi, qui con la Letteratura/letteratura, e le sue trappole.Ozon5

Germain (Luchini) professore di lettere in un liceo, scrittore fallito e intellettuale snob sposato con una donna che pensa di saperne di arte solo perché gestisce una galleria, incoraggiato da un racconto del suo alunno Claude (Ernst Umhauer) – che trasforma il banale tema sul “cosa avete fatto nel weekend” nel racconto sul suo ingresso nell’intimità della famiglia di un suo compagno di classe – lo spinge a scriverne ulteriori puntate, individuandone il talento, o forse solo morbosamente attratto, come in un romanzo d’appendice, da tutti i trucchi letterari che l’adolescente usa per attrarre il lettore (noi, il suo docente, sua moglie).Ozon8
I racconti descrivono con malignità e sarcasmo la famiglia del suo compagno di classe, media borghesia illetterata, e soddisfano lo snobismo del professore, che come una qualsiasi lettrice di Barbara Cartland si appassiona alla banalità di quel gruppo di famiglia in un interno.
Il giovane alunno è bello ed è consapevole della sua acerba bellezza, del suo fascino, come lo ha la letteratura più facile, coi suo scoperti inganni cui si fatica a sottrarsi (“non ti leggerò più” dice il docente. Ma non ce la fa).Ozon6
Sono molte le suggestioni che solleva un film denso e complesso (e allo stesso tempo messo in scena in modo così leggero) come questo. L’indubbia seduzione della gioventù sull’età adulta, la morbosa curiosità per le vite degli altri (entrare in casa di altri) che prende chiunque, il rapporto tra fiction e realtà, quanto della vita vera debba entrare in un romanzo (in un film), l’obbligo di uno scrittore di raccontare solo quello che conosce e sperimenta.Ozon9

Ma c’è un aspetto che qui ci preme sottolineare. Mentre Ozon pare prendersela con la banalità e l’incultura della classe media, sferra in realtà un formidabile attacco agli pseudo intellettuali delle classi più agiate, all’ipocrisia di chi consiglia Tolstoj e Flaubert e poi si lascia travolgere da un romanzo di appendice, da un thriller stereotipato, da una banale storia d’amore. E con loro a noi spettatori, assetati di colpi di scena, di un finale che ci sorprenda ma che non ci stupisca, che pretendiamo originalità dalla trama e non ci accorgiamo della banalità dell’intreccio.Ozon7
Germain, il professore di liceo che disprezza l’analfabetismo dei suoi allievi, sedotto dalla parola scritta del suo allievo Claude. Come noi tutti, che inevitabilmente ci ritroveremo seduti sulla panchina insieme a Claude, a guardare un edificio, vogliosi di sapere da Claude cosa succede, in ognuna di quelle case.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in cinema 2013, ozon, scrittura, vizi e virtù e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Dentro la casa di Ozon

  1. Noodles ha detto:

    bellissima recensione (ho letto con grande gradimento anche il post canadese… e per restare in tema con lo scritto quassù: attendo le puntate successive).
    Ozon mi è piaciuto molto qui, sarà che insegnamento e scrittura sono due elementi vitali per me, oltre che biografici. Ma trovo soprattutto eccellente il gioco metaletterario e metafilmico messo in scena. Mi ha ricordato le prove migliori del regista.

    • Souffle ha detto:

      Ciao Noodles, ti ringrazio molto. Posso capire quanto tu ti senta coinvolto da film come questo. 🙂 Hai ragione, è di sicuro uno dei suoi film migliori, impressiona per la consapevolezza oramai più che matura che il regista su della sua idea di cinema. Un saluto, buona giornata (ehm, qui è ancora primo pomeriggio). ^^

  2. laulilla ha detto:

    Bella e ben scritta la recensione, come sempre! Credo di aver dato, sia pure in modo diverso, poiché ognuno è se stesso, una lettura analoga di questo straordinario film. Se ti va, dà un’ occhiata al mio blog. Ciao.

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