Vancouver journal #1

Questo blog si è trasferito. Beh, non proprio lui, naturalmente, la persona che lo scrive. La foto in testata può dare una idea del posto dal quale scriviamo queste note, ma decisivo è il titolo di questo post. Il primo di una serie, brevi note su quello che ci accadrà, quello che vedremo e ciò che proveremo.lions_gate
Sperando di suscitare un certo interesse, non per le povere vicende di chi scrive, ma per le cose che ci capiterà di vedere, ascoltare, leggere. 

Siccome però questo è un inizio, ci permettiamo di dare qualche nota sulla città che ci ospita. 
Ho sempre sorriso sentendo dire “ti seguirei in capo al mondo”. Poi quando lo fai veramente, per amore e solo per amore, ti rendi conto di quanto folle e bello sia stato farlo, e  spaventevole, e divertente. 
Vancouver è stata definita un grande mosaico, dove ogni identità viene rispettata. La differenza col crogiolo americano è decisiva. Te ne accorgi dalla pazienza che tutti hanno con chi non padroneggia al meglio la lingua inglese. Considerato che molte delle persone che vivono qui da decenni hanno le stesse difficoltà, si comprende come sia una pazienza necessaria, seppure gradita.digital_orca

La città è molto cara, ma chi è abituato ai prezzi di Milano non trova troppe differenze. Tranne per il vino, costosissimo e con tappo a vite, sconosciuto o quasi il sughero. Come da tradizione britannica (siamo o no nella British Columbia?) gli alcolici sono venduti in appositi negozi, dove, in una atmosfera triste, i carbonari dell’alcol prendono la confezione da sei di birra guardandosi intorno con aria colpevole. Puritani.
Per altri versi invece la città ospita manifestazioni in favore della cannabis, un atteggiamento gay friendly che sorprende (i matrimoni gay sono legge dal 2003 da queste parti), e ha una popolazione più liberal di chi la governa.

La cosa davvero straordinaria di questo posto è che se ti giri da una parte vedi l’oceano immenso, con i cargo placidamente a mollo al largo e le barche a vela più vicino; se ti volti dall’altra vedi le montagne innevate. Una città di cemento e (sopratutto) vetro, incastrata nella natura selvaggia.

Il verde è ovunque, l’idroelettrico impazza, l’elettricità costa quindi relativamente poco e si cucina sulle piastre elettriche. Chi è fortunato può trovare nella casa che ha preso in affitto una cucina degli anni ’50.cane_sunset_beach
I ciclisti sono felici. E anche i cani. Le nuvole coprono il cielo primaverile quasi tutti i giorni, ma anziché regalare quella malinconia da cielo bigio milanese, offrono la metallica e bellissima violenza che affascina il provinciale col naso all’insù per guardare i grattacieli che lo circondano.
La numerosa presenza di senzatetto in downtown, a caccia di vuoti a rendere (qui si paga il deposito per ogni contenitore) completa il quadro regalando le contraddizioni di quasi tutte le città industriali.idrovolanti

Ma parliamo di cinema. E parleremo di cinema. La programmazione canadese non è quella americana. E nemmeno quella europea. I film in uscita non sono sconvolgenti opere di nicchia. Ci pensano i festival, piuttosto numerosi durante l’anno a recuperare al cinefilo la sua dose di cinema di qualità. 
In particolare la Cineteca di Vancouver (http://www.thecinematheque.ca/) ha una programmazione interessante e mai ripetitiva. Non è sicuramente Torino, ma è meglio di Milano. 

Ma parleremo di cinema. Di film nuovi e meno nuovi, a modo nostro. Cioè parlando (anche) d’altro. Come abbiamo fatto ora. 

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in le cose migliori, pensieri, scrittura, Vancouver journal e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Vancouver journal #1

  1. jameshoff ha detto:

    wow ho vissuto a van

  2. chefdilibri ha detto:

    Sei stato “nominato” in un giochino.. Dovevo premiare un blog che mi piace e ti ho scelto http://wp.me/p3pxgz-5c

  3. Souffle ha detto:

    Ti ringrazio di cuore e spero davvero che anche tu abbia questa possibilità. Un abbraccio 🙂

  4. Alessia ha detto:

    che meraviglia. Ammiro tantissimo chi ha la forza e la voglia di cambiare tutto, prendere e partire, verso nuove avventure e luoghi sconosciuti. Anch’io spero di averne l’opportunità, prima o poi.
    In bocca al lupo e saluti al Canada, continuerò volentieri a seguire le tue avventure, cinefile e non 😉

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