Vancouver journal #5

La capitale. Cari lettori venne il momento di assaporare l’aria estiva della capitale dellaHotel_TheEmpress British Columbia, che come sapete è Victoria. Vancouver nel tempo si è presa spazio e interesse da parte dei turisti di tutto il mondo, è il centro degli affari e del divertimento metropolitano. Victoria si accontenta del titolo onorifico di “capitale”, di un tempo invidiabile, del vecchio blasone inglese e di una “aristocraticità” nell’architettura e urbanistica da vecchia signora per gente ricca che ha voglia di godere mare e sole senza gli scherzetti meteo di Vancouver, acque limpide e occasioni per pescare.
Il tutto riassunto nell’Hotel Empress, edificio del 1908 che difende con onore il passato da Impero britannico della città. Se si vuole assaporare un pizzico di passato, è possibile prendere il tè nella Tea Lobby per 60 dollari, compresi i sandwich e gli scones, e i pasticcini ovviamente. Come si dice, in questi casi paghi il posto dove sei, non quello che mangi o bevi. Prenotazione obbligatoria almen due settimane prima.
Se si pensa che, al di là di Victoria, di qualche paesino che “apre” solo per la stagione turistica, Vancouver Island è territorio enorme quasi incontaminatoparlamento ideale per qualsiasi attività all’aria aperta vi venga in mente di fare, anche le più sconvenienti, ci si rende conto di quanto sia incredibile questa fetta di nordamerica in cui abbiamo occasione di stare.
Davanti al Parlamento nazionale, che vale una visita, si stende un prato verde dove forse nascono speranze, di sicuro ci si può stendere senza essere accusati di fare un sit-in di protesta.
La democrazia è partecipazione, anche su un prato, davanti al Parlamento.

Il 1° luglio – in anticipo sui vicini americani che festeggiano il 4 – è stato “Canada day”, uncanada_day1 intero continente in festa per ricordarsi quanto sia bello essere canadesi. Pur avendo qualche riserva in merito, ho festeggiato pure io, sciroppo d’acero, giubbe rosse, la giovane banda, la parata, le maschere, i concerti, le bandierine e tanta gioia del semplice senso di “comunità” che qui è molto diffuso.

A chi si lamenta che in Italia non esce nulla al cinema, segnalo che da queste parti escono solo commedie americane tipo Seth Rogen che cazzeggia con un gruppo di amici o blockbuster. Il resto del cinema, quello che conta per un cinefilo, lo si vede, se si è fortunati, anni dopo in rassegne o alla Cineteca, la quale peraltro non brilla per novità (bellissima ma ripetitiva la rassegna di Miyazaki) e di recenti inediti ne offre pochi. canadaday_2
Diciamo che questa è una delle ragioni per cui mi sento più europeo che nordamericano.
Però godersi un blockbuster in un cinema nordamericano, con il pop corn annaffiato di burro fuso schizzato dal distributore automatico, la bibitona gelata, lo schermo enorme, l’audio perfetto e le risate fuori tempo e fuori luogo dei canadesi, vale il salato prezzo del biglietto.
E’ il momento dei saluti e del grazie per la vostra paziente lettura. Prossimamente: gay pride, l’assaggio della poutine, e altre avventure del viaggio dell’eroe (l’eroe sarei io). La conclusione del viaggio la conosco, ma non è per quello che si viaggia, giusto?

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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