Vancouver journal #7

Sospensioni. Non solo una metafora per me, in questo momento della vita. 

Per chi soffre di vertigini attraversare un ponte sospeso nel vuoto è una sfida. pontesospeso1Attraversarne due poi rasenta i limiti della follia.
Il primo dei ponti che abbiamo intrepidamente attraversato si trova incastrato in un parco meraviglioso, il Lynn Canyon Park, ennesimo trionfo della natura sull’uomo qui nel Canada occidentale.
Mentre si cammina sul ponte sospeso confidando nei cavi d’acciaio nessun pensiero deve correre a Indiana Jones e il tempio maledetto, mi raccomando.

L’avventura al Lynn Canion Park è proseguita al Lynn Headwaters Regional Park, immenso polmone verde ideale per gli scarpinatori come il vostro umile scriba, che si è fatto 15 chilometri a piedi respirando l’aria della foresta centenaria che abbracciava il percorso. 
L’utile cartina di cui mi ero munito mi informava sulla difficoltà dei vari percorsi che siheadwater_park potevano scegliere: segnati in rosso, giallo o verde a seconda della difficoltà, suggerivano il camminamento più adatto alle proprie voglie e capacità. Io mi sono limitato a quelli verdi e gialli. 
Camminare nel bosco, in mezzo a un silenzio rotto solo dai versi di animali nascosti e dalle chiacchiere dei rami degli alberi mossi dal vento, consente la formidabile opportunità di riepilogare i propri pensieri, faccia a faccia con se stessi, i propri successi, i tanti fallimenti, le debolezze del corpo e le esigenze dello spirito. Ogni tanto la solitudine del cammino è spezzata da un altro essere umano. Un saluto, un sorriso, e una piacevole empatia avvolgono per un momento i due viandanti, prima che essi tornino ai loro pensieri.pontesospeso2

La seconda sfida con le vertigini è arrivata qualche giorno dopo, al famoso Capilano Suspension Bridge. Rassicurati dalla folla che riempie questa attrazione turistica (scordatevi la contemplazione della natura, la solitudine e la riflessione) la sfida è apparsa ardua ma superabile, nonostante il ponte oscilli sia lateralmente sia verticalmente.

Con l’entusiasmo di colui che ha appena superato un pericolo mortale, ho poi anchepontesospeso3 affrontato le passerelle sospese nel vuoto del cliffwalk senza alcun problema. Subito dopo mi è venuta una gran fame placata da carne alla griglia, perché la paura fa sangue.

Cinema per chiudere. Il Vancouver Queer Film Festival mi ha confermato l’allergia dei giovani ai festival del cinema, e il cinema gay non fa eccezione. Pubblico di over 35, i giovani a fine agosto sono in vacanza, in discoteca, nei locali o nelle multisale.

Il programma era ricco ma privo di quel film di spessore che sarebbe piaciuto vedere. Il film di apertura era l’ozpetekiano Magnifica presenza che ha riscosso un incredibile successo tra i canadesi, con raddoppio di proiezione.festival
Merita una segnalazione l’opera prima del belga David Lambert, Hors les murs, che arriva dalla Settimana della critica di Cannes 2012. Incontro e passione tra due uomini di diversa estrazione sociale e culturale, brusca separazione (uno dei due finisce in galera) e successivo incontro, tempo dopo, per capire di doversi dire addio. La densa fotografia di Matthieu Poirot-Delpech avvolge questa storia d’amore (im)possibile.
Come arrivare a rendersi conto di volere uscire da una vita etero che non ci appartiene lo ricorda il simpatico film di Taiwan Will You Still Love Me Tomorrow? diretto con piglio leggero da Arvin Chen che ringraziamo anche solo per la scena del karaoke aziendale dove la moglie del nostro protagonista sfoga cantando la rabbia di avere compreso che il marito sarebbe più felice con un uomo – magari l’uomo venuto a provare gli occhiali nel negozio di lui – che con lei.
E se i documentari si fanno sempre apprezzare (I am a porn star, sulla faticosa vita delle star etero dei porno gay, Love free or die sull’esperienza di Gene Robinson, primo vescovo episcopale gay dichiarato) un cenno va fatto a una web series che cavalca l’onda di Girls, quantomeno dal punto di vista produttivo.

The Outs è una web series del 2012 girata a Brooklyn (anche in esterni spesso di straforo)theouts scritta, diretta e interpretata da Adam Goldman (che è oltretutto un ragazzo molto carino e simpatico) e che è stata interamente finanziata con il cosiddetto “crowd funding” attraverso il sito kickstarter.
I 6 episodi – che potete vedere integralmente andando sul sito – sono molto divertenti e dimostrano come si possano realizzare prodotti professionalmente validi raccogliendo i soldi attorno a una idea (e a un cast indovinato) e poi sparandola in rete, catturando un pubblico spesso più attento e partecipe di quello tradizionale.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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