Blue Jasmine, il cinismo in superficie di Allen

Dopo diverso tempo torno al cinema a vedere un film scritto e diretto da Woody Allen perjasmine01 avere l’illusione che il tempo non sia mai passato. E i confortanti titoli di testa di Blue Jasmine con la stessa font, la musica jazz, le scenografie di Santo Loquasto (ma quanti anni ha?) sono quanto di più rassicurante si possa desiderare in un pomeriggio autunnale.

Il personaggio femminile costruito da Allen, Jasmine, è la ragazza coi geni giusti per sposare un uomo di successo, fare una vita miliardaria a Manhattan, inconsapevole e jasmine03irresponsabile, non costruendo altro che una immagine sfocata, sbiadita, falsa di se stessa, ritrovandosi in mezzo a una strada dopo il crollo del matrimonio e i conseguenti guai finanziari del marito truffatore. 
Una donna abituata per decenni a un alto tenore di vita che elemosina un letto e un tetto a San Francisco, alla sorella adottiva Ginger, quella coi geni sbagliati, gli uomini un po’ cafoni, due figli cicciotti che fanno casino e una vita sicuramente più solida e coi piedi per terra ma più dimessa.jasmine04
Quella sorella da sempre ripudiata, quella famiglia che si era tagliata via dalla propria vita simbolicamente col taglio del nome (Janette lascia il posto a Jasmine) diventa il luogo di un necessario spostamento e di un bagno di realtà che la nostra Jasmine non riesce ad accettare, metabolizzare, finendo per rovinare anche il breve flirt con il diplomatico conosciuto a San Francisco, nuova possibilità di (ri)farsi una vita.

Mi pare che ci sia una cosa che leghi le due diversissime sorelle (“siamo state entrambe adottate”) e che forse è stata poco sottolineata. Sia Ginger che Jasmine credono nella coppia, hanno bisogno di un uomo accanto, non vogliono restare sole. La rovina finanziaria di Alan, il marito truffatore di Jasmine parte da una telefonata della moglie tradita e prossima a vedersi recapitare una istanza di divorzio.

Per Jasmine è l’obiettivo di una esistenza fasulla e infantile senza ambizioni personali, annullarsi nell’uomo che provvede a lei, per Ginger è la voglia di carnalità, il senso di famiglia (Jasmine non desidera bambini). E se Jasmine è l’elemento disturbatore nella vita di Ginger, è anche colei che le farà apprezzare la vita che ha e il suo rozzo ma onesto compagno. Le sorelle (come non pensare ad Hannah?) specchiano due fallimenti, ambizioni mancate, ma con due vie d’uscita diverse.jasmine05

In un film amaro, disilluso e cinico, che non concede giustamente allo spettatore e alla protagonista il riscatto, a vacillare sono i dialoghi cui manca la cattiveria necessaria, e un contorno di personaggi cui il regista non regala la necessaria profondità e le indispensabili  sfaccettature, che girano intorno a una trama dall’intreccio a volte un po’ meccanico e a una protagonista (bravissima comunque Cate Blanchett) il cui destino narrativo è subito segnato. 

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in cinema 2013, maschi e femmine e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Blue Jasmine, il cinismo in superficie di Allen

  1. Souffle ha detto:

    ciao Paolo, sì non necessariamente. Io parlavo di Jasmine. 🙂 Grazie per il tuo commento, ne riparliamo dopo la tua visione del film ^^

    • Paolo ha detto:

      L’ho visto.
      M’aspettavo di più, ma non è male (sicuramente è meglio di To Rome with love ma ci voleva poco). delle due quella che s’annulla (ed è questa la sua rovina) infatti è Jasmine, Ginger mi pare una personalità più libera nei suoi desideri e che comunque vive la sua vita serenamente..certo poi sceglie di stare con un uomo rozzo, geloso anche se non certo “cattivo” nè violento verso di lei

  2. Paolo ha detto:

    non ho ancora visto il film ma conto di vederlo. Allen è tra i miei registi preferiti e se c’è una cosa che sa fare (anche se non nell’ultimo film “italiano”) è tratteggiare i personaggi, i protagonisti come i comprimari.
    Comunque una persona (maschio o femmina) che vuole legittimamente la coppia, l’amore, non necessariamente “si annulla”..in una coppia veramente felice nessuno “si annulla”

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