Saving Mr Banks, Disney che fa Disney che fa Disney

Chi mai avrebbe pensato che potesse suscitare un qualche interesse la storia della genesi di Mary Poppins, il film del 1964 sulla nanny inglese che a colpi di magia permette a una famiglia di ritrovare se stessa.

Il film che Walt Disney voleva realizzare da 20 anni e che riuscì a produrre solo due anni disney2prima di morire vincendo le resistenze della autrice dei libri, P.L. Travers, restia a “disneysizzare” una storia per bambini con tonalità dark che poco si sposavano con l’atmosfera gaia e zuccherosa di una produzione americana popolare.

Saving Mr Banks (il Signor Banks è il marito e padre nella cui vita irrompe Mary Poppins) è un film che contiene un film che veicola un modo di produzione cinematografica, un immaginario, una visione etica ed estetica di uno Studio che è cambiato negli anni ma non ha mai smesso – forse unico insieme alla Warner – di imporre ai film la sua visione del mo(n)do, del cinema come spettacolo, piacere cui abbandonarsi senza resistenze.disney1

Se si scorrono le note di produzione del film si scopre come lo Studio, appresa l’esistenza dello script e dell’uso del nome “Mary Poppins” (a brand deposit) si è trovato a decidere se: affossare la nascente produzione sotto un mare di carte bollate o entrare nella produzione. La scelta di Tom Hanks (un incredibile Disney) e di Emma Thompson (una inglese a Hollywood) hanno fatto virare la pellicola verso una produzione mainstream in cui lo Studio celebra se stesso, la propria capacità di seduzione, persuasione e di convincimento del pubblico.

P.L. Travers la rigida scrittrice – con un passato familiare doloroso che ha ovviamente disney3sublimato nella scrittura e che il film ci racconta per benino – che non ne voleva sapere di pinguini animati, Dick Van Dyke, canzoni zuccherose e parole incomprensibili e inesistenti, finisce per muovere i piedi a suon di musica durante l’anteprima del film. Proprio come fece Mary Poppins, riluttante a ballare e cantare, quando Bert e gli amici spazzacamini cominciano a cantare Chim Chim Cher-ee.

Visto e dimenticato, dicono i francesi dei film il cui ricordo svanisce poco tempo dopo la disney4proiezione. Saving Mr Banks ci lascia però la sensazione della formidabile capacità del cinema industriale di ri-prodursi, replicarsi, fare spettacolo sul proprio modo di essere nel mercato, ribadire la forza di un modello culturale che finisce per vincere tutte (o quasi) le resistenze, seducendo per poi (inevitabilmente) tradire (1), modificando la realtà, perché il cinema filma la leggenda. 

(1) La Travers non concederà mai più i diritti delle sue opere alla Disney dopo il risultato della sua collaborazione.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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7 risposte a Saving Mr Banks, Disney che fa Disney che fa Disney

  1. Mirko ha detto:

    Quest’anno mi aspettavo la nomination all’Oscar per Emma Thompson. Ci stava perfetta.

  2. Watkin ha detto:

    Ah, non sapevo della storia dietro lo script! Cavolo, adesso non posso che chiedermi che cosa sarebbe venuto fuori se non ci fosse stato messo dietro tutto il macchinone da guerra dell’autocelebrazione Disney… (non ho ancora visto il film, aspetto esca in originale)

  3. Watkin ha detto:

    Non ho capito due cose:
    1) “si è trovato a decidere se affossare la nascente produzione sotto un mare di carte bollate o entrare nella produzione” Cioè? Non ho capito cosa è successo. Il brand non era già della Disney? Si sta parlando del film del ’64 o di quello di adesso?
    2) “un incredibile Disney”: in senso positivo o negativo?

    • Souffle ha detto:

      ciao, ho colorito un po’ la storia 🙂
      1) la Disney era venuta a conoscenza dello script e doveva decidere se acquistarlo per poi non fare il film, mettere la produzione “in naftalina” (put in turnaround) o entrare nella produzione, cosa che hanno fatto, inevitabilmente mettendo il loro essere “Studio” dentro il film. Si parla dello script del film di oggi, non del 1964. 🙂
      2) “incredibile” è messo in corsivo e lasciato volutamente ambiguo. Lascio al lettore l’interpretazione che più gli aggrada.
      Grazie per essere passato e per il tuo commento.

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