A pranzo con Souffle #1

Ha pulito la pentola con le dita e le ha leccate con gusto. 
No, non è la drammatica conclusione di un racconto erotico di bassa qualità, ma la fine che ha fatto la parte rimanente del mio sugo alla campidanese lasciato incustodito nella pentola.

Benvenuti alla nuova edizione di “A pranzo con Souffle” il luogo dove si parla di cibo e di altre cose non necessariamente connesse. Si ricomincia (gli ingredienti della ricetta, alla fine del post).

Il Campidano è la zona sud della Sardegna e onestamente non trovo modo migliore per???????????????????? uccidere i malloreddus di questo sugo carico, sapido, che aggredisce la pasta in un abbraccio morbido e insieme deciso, come quello dei sardi.
La ragazza protagonista di quel gesto increscioso ma gradito, per la prima volta affrontava questo sugo particolare, che non ha nulla da invidiare ai blasonati ragù napoletani e bolognesi.

Il sugo alla campidanese prevede l’utilizzo di salsiccia fresca. 
Tagliate la mezza cipolla bianca e sminuzzatela bene. Ungete una casseruola ampia e alta e buttate la cipolla, facendo andare a fuoco medio finché non imbiondisce.

Avete già sminuzzato la salsiccia, vero? Come sarebbe no? Allora prendete la salsiccia fresca e levate il budello. E’ facile, incidete come farebbe il Dr. Quincy e poi viene via da solo. Una volta levato il budello, con le vostre sapienti mani, che avrete lavato bene, sgracinate la salsiccia. 
Una volta sgracinata unitela alle cipolle e continuate a sminuzzarla con un cucchiaio. sugo2
Il fuoco deve rimanere a livello medio, ma per non fare bruciare il tutto e ordinare una pizza, prendere il bicchiere di vino bianco secco (Vermentino di Gallura) e versatene metà. L’altra metà bevetela alla mia salute. 
Fate andare finché evapora il vino, abbassate la fiamma e unite la salsa di pomodoro.
Mi raccomando alla salsa che scegliete. Non posso fare pubblicità e non citerò le marche, ma assicuratevi che quando girate la bottiglia la salsa rimanga compatta. Se non lo fa e sbrodola, riponete la bottiglia sullo scaffale del supermercato e scegliete altro.

Una volta aggiunta la salsa, salate, aggiungete l’origano, date una mescolata, coprite la pentola e riposatevi, potete essere soddisfatti. Lasciate cuocere a fuoco basso per almeno un’ora. Controllate il sugo e abbiate cura di farlo rapprendere bene. 
A fine cottura, spegnete la fiamma, unite lo zafferano e mantecate con il pecorino grattugiato. 
Nel frattempo avrete lessato i vostri malloreddus, pronti da condire. 
Servite in tavola accompagnando il tutto con un rosso come un Monica di Sardegna.
E grazie.
Un’ultima cosa. Questa non è la ricetta tradizionale ma una mia variante.

Ingredienti (per 4 persone)
350 grammi di malloreddus (aka gnocchetti sardi)
500 grammi di salsa di pomodoro
250 grammi di salsiccia fresca al finocchio
mezza cipolla bianca
un bicchiere di vino bianco secco
origano secondo il vostro occhio e gusto
sale, secondo il vostro occhio e gusto
una bustina di zafferano
4 cucchiai di pecorino grattuggiato
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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Una risposta a A pranzo con Souffle #1

  1. annarenzo ha detto:

    Ciao, abbiamo nominato il blog per il premio Dardos, questo è il link http://annarenzo.wordpress.com/2014/05/12/premio-dardos/
    A presto

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