Locke, ovvero del rischio dell’assolo

Prima di girare a vuoto su argomenti inaccessibili alla ragione, prima di stabilire un metodo conoscitivo occorre indagare i limiti del nostro conoscere.
John Locke, filosofo

Steven Knight, sceneggiatore (anche per Cronenberg), autore di show televisivi, attore, silocke1 imbarca in una impresa rischiosissima dirigendo e scrivendo Locke. Il nostro protagonista unico, Ivan Locke, un bravissimo capocantiere sta per sovrintendere alla colata di calcestruzzo più importante d’Europa quando la telefonata di una donna con cui ha vissuto una notte di sesso e via, lo spinge a mettere in discussione tutta la sua esistenza, famiglia, lavoro, amicizie, pur di compiere il suo dovere, tentando così di espiare le colpe paterne.

Locke, filmato in formato 2,40, fotografato in modo realista e girato in sequenza in 8locke2 giorni è una scommessa di regia piuttosto riuscita.
Le soluzioni visive che il regista adotta per farci prendere da una storia con un unico protagonista che recita stando sempre in auto e parla al telefono con quelli che sono le voci di una esistenza che sta mandando a puttane, sono interessanti.
Il controllo della recitazione ti Tom Hardy sulla cui voce, prossemica e mimica si regge sostanzialmente tutto il film, è eccellente.

Laddove purtroppo il film cade è nella scrittura che non riesce a stare al passo, affanna, silocke3 contorce in un loop – voluto e rischiosissimo – che affatica la pellicola deprivandola della forza impressa dal suo protagonista. 
Rimane una bella idea e una grande prova d’attore, priva però, a mio parere, di un testo che sostenga le motivazioni del protagonista – il monologo con(tro) il padre immaginato nel sedile posteriore sono una delle debolezze del film – aggrappato alla sua recitazione e al paesaggio notturno, questo sì magnifico che attraversa la sua auto.

Il film un USA ha ricevuto una R. Cose da pazzi.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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