Devil’s knot, Egoyan e il legal drama

Ho sempre trovato divertente la dicitura che compare prima di certi film, “tratto da una storia vera”, come se il fatto che lo script avesse un qualche aggancio alla realtà, alle cose davvero accadute potesse di per sé renderlo più interessante. Come se poi il cinema non fosse sempre finzione, e la realtà cedesse (o dovrebbe cedere) sempre il passo alla leggenda.

Devil’s Knot, il nuovo film di Atom Egoyan racconta la storia vera di 3 adolescenti accusatidevils1 di avere ucciso alcuni bambini: due dei ragazzi bazzicano il satanismo, le prove sono indiziarie ma i colpevoli sembrano adatti a soddisfare la sete di giustizia di una città, di famiglie, di inquirenti che hanno voglia di trovare il colpevole, punirlo e chiudere con quella storia.
Un caso di mala giustizia mai riparato.

Egoyan si trova davanti due strade. Quella di un horror di provincia, dove l’orrore del crimine si mischia all’orrore di una comunità giustizialista. Oppure quella di un legal drama, indagare la (le?) verità, le false piste, l’ideale di giustizia e la giustizia ideale.
Sceglie la seconda strada, affidando la ricerca della verità, lo sguardo altro rispetto a quello della comunità al consulente per la difesa (Colin Firth) ingolfato dallo stereotipo di “quello che non crede alla versione ufficiale e alcune prove sono state del tutto trascurate”.
La via del ragionevole dubbio, del mai certezze assolute, richiedeva però una regia nondevils2 schiacciata dalle regole del procedurale, uno sguardo più dubbioso e insinuante e sopratutto una maggiore empatia, assente dal personaggio troppo costruito di Colin Firth come dai 3 ragazzi imputati. Troppo poco lasciarla solo nelle mani della madre di una delle vittime (Reese Whiterspoon), cui sono affidati i pochi attimi di passione della pellicola.
Chissà, forse Egoyan avrebbe dovuto scegliere la seconda strada, quella di un horror anomalo. Il viaggio di Felicia era un capolavoro.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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