Brevi da Cannes 2014 #1

Dopo la pausa dello scorso anno – mi trovavo a Vancouver per quella che sarebbe stata una delle cose più belle e folli e tristi e allegre e dolci e amare della mia vita – rieccomi ad affollare le sale milanesi per vedere qualche film della rassegna 2014 dei film che arrivano da Cannes.

Ecco i primi due visti.

Le Combattants di Thomas Cailley (Francia)

Passato alla Quinzaine des réalisateurs, ha un titolo internazionale che dice già tutto, Love At First Fight. In Italia potrebbe addirittura uscire come “Amore al primo pugno” e nessuno dovrebbe avere nulla da ridire.

Ho sempre scritto i miei film in due volte. Una prima volta in cui la mia storia è scritta a grandi linee, ma non ha corpo e resta molto esile. Non astratta ma un po’ elementare. Per darle consistenza, ho bisogno di conoscere gli interpreti e i luoghi. 
Eric Rohmer

I francesi adorano i racconti d’estate, quel sapore rohmeriano che si divide tra indolenza,combattants1 attese, palpiti, passioni, decisioni impulsive, smarrimenti e crescita, ragazzi in balia delle ragazze e di decisioni da prendere.
Il protagonista del film di Cailley è un ragazzo 17enne (Arnaud) che dovrebbe passare l’estate ad aiutare il fratello a montare gazebo nell’azienda di famiglia, ora in mano ai figli dopo la morte del padre, e invece casca cotto di una ragazza/maschiaccio che ha in mente di partire due settimane per un campo di addestramento militare.

Arnaud che si aspettava una placida estate coi due suoi amici d’infanzia, a cazzeggiare,combattants2 lavoricchiare e (non) pensare al futuro, si trova di fronte la metaforona della prima cotta, del confronto con l’altro da sé, di quel turbamento che parte come odio – i due si sono sfidati alla lotta e Arnaud ha mostrato la sua debolezza – e diventa (quasi) amore.

La crescita, il diventare adulti avviene fuori dal mondo (dei grandi) in una cornice naturale in cui i due ragazzi da soli voglionocombattants3 cavarsela, sopravvivere o, come vorrebbe Arnaud, semplicemente godersela senza pensare al domani. Madeleine, come tutte le donne, è più coi piedi per terra, ma anche lei ingenua, crede di sapere tutto non sapendo nulla.
Esplorazione della foresta che è prima di tutto un viaggio interiore, alla scoperta di se stessi, dell’altro, del cambiamento che sta arrivando.
La fine del mondo immaginata da Madeleine, per cui “bisogna essere pronti e preparati” per potere sopravvivere è in verità la fine dell’adolescenza.
Calley debutta con un film pulito e onesto, che valorizza la naturalezza e spontaneità dei due giovani protagonisti.

Coming Home di Zhang Yimou (Cina)

Zhang ritorna al cinema nel segno del potente melodramma, quello capace di parlare alcoming1 grande pubblico facendo leva su emozioni primarie, una su tutte l’affetto coniugale e familiare.
Lu, un professore imprigionato durante la rivoluzione culturale maoista riesce a fuggire per rivedere la moglie Feng e la figlia adolescente Dandan che non vede da anni. La polizia lo cattura sotto gli occhi straziati della donna, grazie alla figlia che lo ha denunciato per poter ottenere la parte principale in un balletto scolastico. 
Pochi anni dopo la rivoluzione culturale finisce, il professore è riabilitato e torna a casa. Feng però soffre di una malattia che le impedisce di riconoscere l’uomo come suo marito. Lei ogni 5 del mese va alla stazione per aspettare il suo ritorno, come lui le ha scritto in una lettera (in realtà costruita dallo stesso marito ex post). Lui le starà accanto, come vicino di casa, per tutta la vita.

Indubbiamente straziante, e costruito per fare scendere la lacrima ad un pubblico ingenuo coming2e ben disposto, Coming Home usa rivoluzione culturale maoista degli anni ’60 e post rivoluzione come strumento di cancellazione della memoria, collettiva certo, ma anche individuale (la figlia ambiziosa che taglia via da tutte le foto il volto del padre che l’ha messa in cattiva luce col partito, la moglie che lo ha cancellato dalla sua mente, il cattivo funzionario maoista che aveva abusato della donna a suo tempo e che ora è fatto sparire dai post rivoluzionari come prima era sparito il professore. 
E l’importanza della parola scritta. Feng, anche lei professoressa, crede alle parolecoming3 del marito scritte nelle lettere che le ha inviato, crede alla comunicazione di riabilitazione arrivata dal Partito e che le fanno leggere dopo anni di assenza di notizie. Dalla rivoluzione culturale che censura alla post rivoluzione che fa circolare (ma anche qui con altri tipi di censure, oseremmo aggiungere).
Indubbiamente Zhang sa come si fa cinema, ma è un tipo di cinema che oggi parla più ai padri che ai figli. Gong Li vecchia è sempre più star e riesce a non andare troppo sopra le righe.

Annunci

Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in cannes 2014, cinema 2014, maschi e femmine e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...