Brevi da Cannes 2014 #2

Seconda visione.

Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan

C’era un’altra volta in Anatolia, paesaggio nel quale piace a Ceylan piace muovere i suoi personaggi,winter1 Paese vitalmente immobile la Turchia, incastrato da modernità e tradizione, difesa dei valori e voglia di cambiamento. 

Tutte contraddizioni dentro al protagonista di Winter Sleep vincitore della Palma d’oro. Un ex attore proprietario di un albergo e di molte case, che gioca a fare il signorotto cinico e sprezzante per nascondere le proprie frustrazioni e i fallimenti personali di una vita che pensava sarebbe stata migliore
Soffoca le ambizioni della moglie, disprezza la sorella che gli parla apertamente, tratta con condiscendenza gli inquilini delle sue case e gli ospiti del suo albergo.

Se si riconosce al regista del magnifico Once upon a time in Anatolia, una capacità di winter3dialogare col paesaggio, pittoricamente impresso nel fotogramma e di tirarci dentro l’esasperata (ed esasperante) lentezza di dialoghi e ragionamenti sul mondo e nel mondo dei suoi personaggi, il risultato è parzialmente riuscito e 3 ore e 20 di film potevano essere tranquillamente meno specie se la strada narrativa è già segnata dopo 15 minuti.

Sils-Maria di Olivier Assayas

Di fronte a un film di Assayas che gioca in modo mirabile con gli spazi imprigionandosils1 una regia di solito diversa, al servizio dell’architettura degli ambienti e della storia non si può che restare ammirati. Se poi l’ombra di Bergman aleggia in modo rispettoso e non opprimente sul film non possiamo che esserne grati.

Maria, una attrice 40enne piuttosto famosa a teatro che campa anche facendo blockbuster cinematografici (che peraltro in fondo disprezza) deve ritirare un premio al posto del suo regista e mentore che però muore proprio il giorno della cerimonia. sils2
Nel frattempo l’attrice riceve la proposta di un giovane e “moderno” regista di riportare a teatro il vecchio spettacolo del suo mentore, naturalmente interpretando non più la giovane protagonista adolescente Sigrid, ma la sua antagonista più matura Helena. A fare la giovane Sigrid sarà una giovanissima attrice famosa per i filmoni americani e gli scandali alcolici, sessuali e di droga.

Il prologo prelude alle due parti in cui possiamo dividere, anche cromaticamente la storia. La prima è a Sils Maria località dove il mentore di Maria viveva e dove lei decide di lavorare sulla parte che ha deciso di accettare, insieme alla sua assistente Valentine, che leggerà per lei il ruolo di Sigrid. Il tono accogliente e allo stesso tempo selvaggio dei luoghi è il palcoscenico dove Maria e Valentine recitano le loro parti mentre si confrontano sul tempo, sulla recitazione, sul cinema popolare e quello d’autore, sull’accettare quel che si è diventati e non restare attaccati a quel che si era. Il che comprende anche il nuovo modo di raccontare e fare cinema.
In questo scenario si compie la lenta accettazione del ruolo (nella pièce e nella vita) da parte di Maria, che si impossessa di Helena e sacrifica Sigrid, cioè la sua assistente Valentine non più capace di sostenere il rapporto.

La seconda è a Londra, dove si svolgono le prove dello spettacolo e Maria si confronta con lasils3 giovane attrice, Jo-Ann Ellis che interpreterà Sigrid. Assayas cambia luce, tiene ancora più a freno la macchina da presa e incastra il confronto tra le due donne in geometrie fredde e rigorose. Se lo chalet a Sils Maria era la vecchia recitazione, il vecchio mondo del teatro (e del cinema) qui siamo nella fredda tecnologia, in una recitazione quasi passiva da green screen, accompagnata però dall’identica consapevolezza, ora come allora, che il giovane schiaccia il vecchio, che l’attricetta da blockbuster sa come recitare, non vuole lezioni né perdere l’ultimo applauso (fallisce il tentativo di Maria di suggerire un cambiamento nell’ultima scena per rendere più empatico il suo personaggio).
Le due donne convivono nel plexiglass degli ambienti di scena, inscatolate assieme, ma separate, come il cinema vecchio e quello nuovo.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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