Quel che Maisie sapeva, Henry James ma con speranza

I bambini ci guardano, forse ci giudicano ma non ci condannano, e nonostante tutto ci ???????????????????????????amano. Henry James ai giorni giostri nel film di Scott McGhee e David Siegel Quel che sapeva Maisie, approdato sui nostri schermi a due anni dall’uscita italiana e nel mezzo delle briciole della programmazione estiva. Un film che “sparato” in autunno non avrebbe certo lasciate vuote le sale.

Una bambina e due genitori egocentrici ed egoisti che si separano, lei una rockstar mediamente famosa e insicura, lui un uomo d’affari perennemente al telefono. I loro litigi arrivano ovattati a Maisie che assorbe le discussioni come una spugna in attesa di rilasciare tutta l’acqua che ha dentro, al momento giusto.maisie3

La giovane tata affettuosa che poi inevitabilmente si innamora dell’ex marito, il barman bello, alto e tenero che diventa il toyboy non stupido della madre rockstar, diventano la “famiglia” alternativa di Maisie, quelli che sembrano amarla senza egoismi – con qualche cedevolezza – e ascoltarla.

Con la macchina da presa ad altezza di bambino, evitando le mossette e gli ammicchi damaisie4 Sundance che fanno popolarità facile, i registi puntano sullo sguardo cui nulla sfugge, che tutto annota, che forse giudica ma che mai condanna e in ogni caso non lascia scampo, della piccola Onata Aprile, i cui silenzi pesanti, la cui recitazione controllata vince – per evidente e scontato contrasto – le grida inaudite degli adulti.

Sfruttata dai genitori che la usano per farsi del male, che la vogliono solo per esercitare il potere del possesso – strappandola spesso all’altra coppia, Margo e Lincoln, ex tata ed ex toyboy che inevitabilmente finiranno insieme o quasi – Maisie si impone con comprensione e identica decisione, e sceglie di correre su un pontile, felice per il viaggio in barca che, questa volta, l’egoismo della madre non le può negare.

I registi e le sceneggiatrici Nancy Doyne e Carroll Cartwright decidono di non essere spietati come Henry James, concedono qualche speranza agli (alcuni) adulti, chiudono con una nota di ottimismo sul futuro della bambina.maisie2

Puntando tutto sullo sguardo di Maisie, che non ci viene mai risparmiato (primi piani che nemmeno una diva dell’epoca d’oro di Hollywood), l’impianto narrativo soffre nelle dinamiche tra adulti, che esplodono e implodono un po’ troppo rapidamente, salvate da un cast che cerca di dare il meglio (Julienne Moore, Alexander Skarsgård, Steve Coogan, Joanna Vanderham).

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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