Due o tre cose che credo di avere capito degli Emmy

The strength of the Television Academy is the member base. With over 19,000 members divided into 29 peer groups, the Television Academy represents television professionals from every field.

Ogni anno si svolge la cerimonia di consegna degli Emmy Awards, premio dato dallaemmy2014_1 Television Academy per gratificare attori, attrici, scrittori, registi, tutti coloro che hanno contribuito ad allietare il nostro anno di spettatori di serie tv (ma si premiano anche i reality e gli spettacoli televisivi e i late show e nella parallela cerimonia del “daytime” anche le soap opera).

Anche quest’anno la cerimonia ha avuto luogo il 25 agosto ed è stata trasmessa da unemmy2014_4 network generalista (NBC). Come ha sottolineato scherzando Seth Meyers, conduttore della serata, c’è una ragione per cui la cerimonia va in agosto (si fa riferimento al fatto che le serie tv trasmesse in agosto sono quelle del cui successo non si è sicuri o comunque non sono quelle su cui il canale televisivo punta).

A chi interessa?
Ed è da qui che forse si deve partire, da quella cerimonia sul più importante premio allaemmy2014_3 televisione che esista (il paragone con l’Oscar è quasi d’obbligo) e sui programmi che premia.
Non staremo qui a discutere sulla supremazia americana nella produzione televisiva, perché essa è evidente: una generale migliore capacità scrittura, la presenza di un serio producer (meglio executive producer) personaggio che è un po’ il creatore, l’organizzatore generale e “colui che ha chiaro il senso di dove si sa andando”, la coscienza di fare un prodotto per (cioè pensare ai destinatari, intesi sia come rete tv cui vendere il progetto, sia come pubblico), la consapevolezza di fare business, non arte.

Non ripercorriamo i premiati di quest’anno (qui li potete vedere tutti), il discorso èemmy2014_5 generale. Si tratta di serie tv (o “show”, altro termine col quale, puntualmente gli americani li definiscono) andate in onda principalmente sui canali via cavo a pagamento, o, novità recente, su piattaforme di distribuzione via Internet (che poi più o meno sempre di “cavi” stiamo parlando), prodotti sicuramente di nicchia rispetto ai “colossi” delle generaliste (CSI, NCIS, Criminal Minds, The Mentalist, Grey’s Anatomy ecc.) (1). 
E anche se alcuni premi vanno anche a prodotti realizzati per le “generaliste”, il grosso dei riconoscimenti – specie negli ultimi anni – va alle serie via cavo (HBO aveva 99 candidature agli Emmy 2014), in alcuni casi a prodotti di nicchia (si pensi a Mad Men, AMC).
Spesso noi italiani appassionati di serie tv pensiamo che quelle serie americane che ci emmy2014_2piacciono tanto – e che in Italia vedono in pochi –  siano anche dei successi incredibili di pubblico in Usa. Bene, non lo sono. Per dire, l’ultima e definitiva stagione di Breaking Bad (trionfatore agli Emmy 2014) ha sfondato ogni record, una media di circa 6 milioni, con la punta di 10 milioni per la puntatona finale (fonte: inside tv). 
Ma la stagione 4 la media era di quasi 2 milioni, in crescita da stagioni precedenti in cui era anche inferiore. Si tratta comunque di un successo, cresciuto di episodio in episodio.emmy2014_9
La stessa Mad Men, altra magnifica serie, giustamente di culto tra i nerd italiani, ha ascolti piuttosto bassi in Usa. E in Italia fatica a imporsi.
E tralascio House of Cards, Homeland o True Detective, Fargo, altre serie di sui i blog italiani parlano giustamente entusiasti (ne abbiamo parlato anche noi), ma che il pubblico americano – parlo dei numeri da network generalista – non conosce (2)
Insomma, tolte le oramai quasi scontate vittorie della tv generalista nelle “comedy series”, la cerimonia premia serie tv che in molti casi lo stesso pubblico americano non ha visto, ed è per questo che Seth Meyers può scherzare sulla cerimonia sparata ad agosto quando tutti sono in vacanza. 

Chi le vede in Italia?
Se in Usa le serie più belle (usiamo con le pinze questo termine) le conoscono in pochi,emmy2014_7 figuriamoci in Italia, dove metà della popolazione non usa l’internet e l’altra metà si divide tra generaliste + Skye e i nerd televisivi, quelli che non aspettano la distribuzione italiana e che in qualche modo si vedono le serie in contemporanea con gli Usa.
Questo determina una sorta di scollamento chi vede questi prodotti di nicchia e chi no, tra i nerd che vivono in una bolla (spesso pensando che TUTTI vedano le stesse serie, “ma come, non hai mai visto Breaking Bad?”) e le persone normali che sfogliano il palinsesto di Sky.

Ha senso discutere degli Emmy?
Fatte queste considerazioni, e ricordando che la discussione sui premi appassiona eemmy2014_6 coinvolge un numero ristretto di persone – noi appassionati di serie tv – ha senso discutere sugli Emmy, al di là di una discussione da aperitivo, naturalmente? Parlo di arrabbiarsi in modo serio per la sconfitta di quella o quell’altra serie. Un po’ come succede con gli Oscar.
Come detto in premessa, gli Emmy sono un premio che l’Industria della tv dà a se stessa. Non sono un premio della critica, non sono un premio del pubblico. E ritengo che già il fatto che l’industria abbia riconosciuto come validi diversi prodotti di nicchia sia un grande risultato.
Si premia la capacità di fare televisione, di fare buoni prodotti e di fare crescere l’industria, ecco quello che si premia. Non l’arte.
Se solo i nostri critici se lo ricordassero.
Bryan Cranston, premiato ancora per Breaking Bad, come migliore attore, ha ringraziato i produttori. Vince Gillian, autore/creatore di Breaing Bad ha ringraziato la rete (AMC) e la Sony. 
Chi fa televisione – non chi la vede – sa a chi deve il lavoro e la possibilità di creareemmy2014_8 prodotti. 
La grandezza delle tv americana sta anche nel riconoscere il talento, nello scommettere su di esso e nel non perdere mai di vista che si sta facendo un prodotto da vendere sul mercato, grande o piccolo che sia (tv generalista o tv via cavo, o piattaforma internet).
E gli Emmy premiano ogni anno questa capacità dell’Industria americana della televisione di rinnovarsi, di crescere, di realizzare grandi prodotti. 
E dopo avere dichiarato la propria delusione per l’attore o la serie che non hanno vinto (ah, che merde! ma come si fa a non…), si prende il secondo calice di prosecco e si comincia a parlare sul serio di televisione.

(1) Negli ultimi anni, in genere i colossi delle tv generaliste (ABC, NBC, CBS, FOX) si rifanno nelle categorie “tecniche”, fotografia, costumi, effetti speciali, ecc.; tali premi però non sono assegnati durante la cerimonia trasmessa in tv, perché sarebbe noiosissimo da vedere per la maggior parte del pubblico.
(2) Per dire, due serie “di culto” in Europa come Sherlock e Downton Abbey in USA vanno in onda sulla PBS, il canale pubblico.
Annunci

Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in premi, serie tv che non vede nessuno, televisione e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Due o tre cose che credo di avere capito degli Emmy

  1. Paolo ha detto:

    eppure proprio la serialità televisiva americana e aggiungo britannica dimostra che si può coniugare business e arte anche se nessun showrunner dirà di fare arte

  2. Noodles ha detto:

    Secondo me il punto è che le due cose non sno agli antipodi, specie nel sistema americano e anzi il denaro e la produzione (che vuol dire molto piùche mettere solamente i soldi)sono spesso uno degli scudi forti delle serie americane – che riescono così bene ANCHE per i solidi investimenti e la fiducia (finanziaria) che gli garantiscono. E non è poi vero che tutto è solo business: molte sono le serie, anche costose, che vanno avanti anche senza ascolti stratosferici (ne citavi alcune anche tu).
    Il sistema american funziona. è fatto da professionisti. E i professionisti del settore, con l’aiuto del marketing, della produzione, dei soldi che devono rientrare, creano a loro volta arte. Non vedo dove sia la scollatura. Anche il cinema è da sempre un’arte legata strettamente al denaro, ma ciò non toglie che si possa sperimentare e che possa definirsi l’arte per eccellenza del nostro secolo (che anzi nell’ultimo decennio pare proprio appannaggio della tv).

    • Souffle ha detto:

      ciao Noodles,
      no in effetti la scollatura non c’è. Il discorso sulla produzione – forse troppo enfatizzato in questo pezzo – mi serviva solo per rimarcare che chi scrive di televisione americana non se ne occupa mai o quasi mai di questo aspetto, forse perché più noioso.
      E il discorso un po’ tranchant sull’industria mi serviva per sottolineare il diverso approccio, anche qui di chi scrive professionalmente di tv, sugli Emmy. Inutile fare un pezzo per lamentarsi che l’Academy non ha premiato True detective o Orange the new black, anziché sottolineare l’ecumenismo formidabile che ogni volta viene rispettato. Gli Emmy sono un premio che l’industria dà a se stessa e che mi paiono sempre piuttosto attenti alle novità del settore, riconoscendo anche serie di scarso impatto sul pubblico ma realizzate molto bene.
      Nel cinema e nella tv si è sempre sperimentato, come giustamente ricordi, ma a mio parere ogni volta avendo quello sguardo fisso al budget e allo scopo (chi voglio raggiungere). Parlo chiaramente del cinema e tv americane e sono salve le eccezioni.
      Il sistema industriale dell’intrattenimento americano funziona proprio perché è così inquadrato e targettizzato. E quindi accanto a serie popolari da grande network generalista e grosso pubblico ci sono anche i piccoli capolavori per la rete via cavo dagli ascolti necessariamente inferiori. Tutti lo sanno, nessuno si aspetta di più (anche se gli ascolti dell’ultima stagione di Breaking Bad forse sono stati inaspettati) e armonicamente il sistema funziona.
      Gli Emmy ce lo ricordano.
      Grazie per il tuo commento e per essere passato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...